BERTINOTTI: SUI NUOVI CAPITALISTI GRAVE ERRORE DEI DS

(ANSA) - ROMA, 11 AGO -

Il leader di Rifondazione comunista
Fausto Bertinotti non condivide l'interpretazione che i Ds hanno
fatto sulle ''forze emergenti del capitalismo''. Intervistato
dal GIORNALE, fa sapere di non essere d'accordo con la
neutralita' dei Democratici di sinistra ''verso i rentier che
diventano protagonisti economici, e che sono un sintomo evidente
della crisi''.
Senza dubbio, dice Bertinotti, con il leader dell'Unione
Romano Prodi c'e' ''una valutazione della crisi del capitalismo
che ci accomuna''.
''Ma anche Fassino - precisa il leader di Rifondazione - ne
ha parlato a volte in questi termini. E con Bersani ci siamo
trovati d'accordo (...) sull'esigenza di un forte e sistematico
attacco alla rendita. Il dissenso - spiega Bertinotti - e'
circoscritto al giudizio sulle forze emergenti. I Ds sembrano
teorizzare che tutto cio' che si muove va bene, io non
condivido''.
''L'autonomia della politica - afferma Bertinotti - e' il
punto fondamentale, senza il quale non si risolve la questione
morale''.
Sul caso della banca d'Italia, Bertinotti sostiene che le
intercettazioni vadano usate ''solo in casi eccezionali, e con
grande circospezione'' e che renderle pubblica vada ''contro la
legge''.
Quanto al Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio,
Bertinotti ribadisce la sua posizione. ''Sono un comunista
geloso - spiega - della funzione delle istituzioni. Noi lo
abbiamo criticato per le scelte sulla vicenda Unipol-Bnl fin
dall'inizio. Ma non mi metto a correre dietro alle
intercettazioni per trarne conclusioni politiche: questo e'
inquinamento della politica. Solo per questo - aggiunge - non
chiedo le dimissioni (di Fazio, ndr), anche se il quadro e' cosi'
preoccupante che il Governatore dovrebbe riflettere''.
Infine, dietro al no di De Benedetti a Berlusconi, per il
leader di Rifondazione comunista non c'e' un fatto di etica:
''Quella e' un'operazione economica, e lui si e' ritratto per lo
scandalo suscitato nel fronte che si autodefinisce
democratico'', conclude Bertinotti.

(ANSA).