Fra Medina e Riad
Al Quaeda ed il terrorismo islamico hanno già perso il diritto alla prima pagina. Si scrive che le nostre città possono essere devastate da attentati, ma la mano dei loro autori diventa sempre più indefinita ed anonima. La paura senza raziocinio conduce a confondere la realtà, a trasformare in panico la vigilanza. E dato che nel panico non si può vivere, alla fine, si tende a dimenticare tutto, fino al successivo memo terroristico.
(Saleh al-Awfi in una foto diffusa dal ministro degli Interni saudita )
Ieri, alla Medina (secondo luogo sacro per gli islamici), le forze saudite hanno trovato ed ucciso Saleh Al Awfi, considerato il luogotenente di Al Quaeda in quel Paese. La notizia scivola nelle cronache dall’estero e perde il suo significato, che è rilevante.
Il terrorismo islamico che abbiamo imparato a conoscere non esisterebbe se non avesse radici wahhabite, ed il wahhabitismo è l’anima della monarchia saudita. Dalle divisioni tribali si giunse all’unità statuale con l’uso della forza, ma allo scopo proclamato di difendere i luoghi sacri. Alla religione fa riferimento la stessa bandiera nazionale, che, difatti, non cala mai a mezz’asta, chiunque muoia e qualsiasi cosa succeda. Di questo Paese è figlio Bin Laden, e sebbene egli si sia rivoltato contro quanti riteneva essere dei traditori della sacra missione nazionale, sebbene abbia attaccato i governanti che consentirono a truppe d’infedeli di calcarne il territorio, sebbene sia stato espulso, è pur sempre dall’Arabia Saudita che giungevano aiuti economici e connivenze rilevanti.
Ieri, alla Medina, le forze saudite hanno sparato. Lo hanno fatto, lo stesso giorno, anche a Riad, uccidendo altri quattro terroristi. La decisione di queste azioni è un successo per l’occidente. Racconta e spiega che l’intervento armato in Iraq non impedisce il dialogo ( e perché dovrebbe? in fondo Saddam usò le armi per prendere il Kuwait, insolentendo i sauditi), racconta che è difficile credere di poter costruire qualche cosa tenendo i piedi in due scarpe e non negando appoggi ai terroristi islamici. Questo non sarebbe stato possibile se i Paesi occidentali non si fossero mostrati fermi e disposti ad intervenire con le armi.
Il terrorismo internazionale non è ancora sconfitto, ma è molto meno forte, nel senso di potenzialmente vittorioso, di quando il mondo libero vide crollare la propria sicurezza. Le cose accadute ieri vanno lette con attenzione, non sottovalutate, perché quale che sia la sorte che tiene in serbo il futuro prossimo, è la civiltà della convivenza e della tolleranza a potere e dovere vincere.
Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it
19 agosto 2005
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tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=1302





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