Tornando a De Crescenzo: è vero che ha diffuso un'immagine stereotipata di Napoli, specialmente in Bellavista, ma basta andare in quella città per rendersi conto che il napoletano-macchietta di De Crescenzo, che in fin dei conti è pseudo-filosofo "bravo guaglione", è molto migliore rispetto al napoletano medio (per evitare un altro post: sì, blob, lo so che il napoletano medio non esiste)
Se c'è uno che può/poteva rappresentare bene Napoli dal punto di vista artistico, allora questo è/era Edurado De Filippo. Descrive benissimo anche il grosso cambio generazionale e di mentalità avvenuto alla fine della seconda guerra mondiale, come quando, in Napoli milionaria, in cui il protagonista, il protagonista Gennaro Jovine, torna a casa dalla guerra e trova la moglie "affarista", il figlio mariuolo e la figlia prostituta.
x Emiliano: è inutile che ti scaldi. Salerno non è Campania. Noi campani però siamo molto accoglienti e ti possiamo ospitare al Manicomio di Aversa, in cui ti sarà concessa la massima libertà di parola e anche più (5 stelle).




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