Pagina 2 di 5 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 48
  1. #11
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2002
    Località
    Torino
    Messaggi
    1,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da MrBojangles
    Il topic è palesemente insensato "in se"; nell'accostamento (si fa per dire).
    Anche se tu l'hai contata giusta.
    effettivamente il post è una provocazione volutamente esagerata e grottesca stilata per cercare di far comprendere quelle che secondo me sono le ragioni per le quali il Crocifisso deve restare.

    Ho profondo rispetto per tutte le religioni da quella Cristiana a quella Islamica a quella Ebraica a quella Buddista, Taoista ecc...

    Inoltre la religione Islamica è davvero simile alla nostra religione (Cristiana) ed ho profondo rispetto per le loro prescrizioni di astinenza dall'alcool e dalle carni suine.

    Soprattutto per l'alcool si tratta di una norma di elevato buon senso...

    Resta il fatto che la cultura Cristiana ed Europea secondo me deve essere tutelata per evitare problemi di convivenza e per impedire un globale impoverimento culturale...

  2. #12
    Super Troll
    Data Registrazione
    13 Oct 2010
    Località
    cagliari
    Messaggi
    78,414
     Likes dati
    3,887
     Like avuti
    9,802
    Mentioned
    355 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    Resta il fatto che la cultura Cristiana ed Europea secondo me deve essere tutelata per evitare problemi di convivenza e per impedire un globale impoverimento culturale...
    00000000000
    SE HA BISOGNO DI ESSERE TUTELATA.......... è LO è SEMRE STATA DALLE DAGHE DI COSTANTINO SINO AI ROGHI E AI MONOPOLI E ALLE NON STOP TELEVISIVE, ............ EVIDENTEMENTE NON HA NULLA DI VALORE O I SUOI VALORI SONO SEMPRE STATI DISATTESI DALLE STESSE GERARCHIE
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #13
    Super Troll
    Data Registrazione
    26 Mar 2005
    Località
    Gubbio
    Messaggi
    52,134
     Likes dati
    5,904
     Like avuti
    8,208
    Mentioned
    946 Post(s)
    Tagged
    28 Thread(s)

    Predefinito Re: Addio al prosciutto di Parma...

    [QUOTE]In Origine Postato da Banditore
    [Che ne sarà del Chianti e del passito di Pantelleria? Dell'Asti e del Barolo?

    E lo stesso si potrebbe dire del Lardo di Colonnata, del prosciutto di Parma del San Daniele eccetera...

    $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$
    Il vero pericolo per i prodotti tipici italiani è l'Unione Europea.
    Prendiamo ad esempio il lardo di Colonnata. Esiste infatti una direttiva dell'Unione Europea,che esclude la conservazione di prodotti alimentari nel marmo,ritenuto materiale poco igienico.
    la ricordano bene a Colonnata quella sera di aprile del 1996, quando la polizia è salita su in paese. Una semplice domanda: "Lei produce lardo"?. Ingenuamente, i colonnatesi spalancano le porte delle cantine e delle grotte dove tengono le conche di marmo in cui, tradizionalmente, conservano il lardo, e scoppia il caso "lardo di Colonnata". Tutti lo hanno sempre fatto stagionare in casa, ma nessuno è munito dell'autorizzazione sanitaria. Così, le conche vengono sigillate con corde e ceralacca, e quintali di lardo sono messi sotto sequestro. L'Asl fa i prelievi di rito. Risultato: tutti i campioni sono sani e il marmo non è assolutamente nocivo alla salute. I produttori se la tolgono con una sanzione amministrativa, ma per continuare nella loro attività devono attrezzarsi, e non è uno sforzo da poco: i fatturati irrisori non giustificano grossi investimenti. Il momento è critico e il lardo di Colonnata rischia seriamente di scomparire. In realtà, il lardo di Colonnata non è che uno dei tanti prodotti tradizionali che rischiano di essere tolti dalla circolazione da una nuova ipertrofia normativa,: quella europea. Una produzione infaticabile di norme, regole e divieti.

  4. #14
    Registered User
    Data Registrazione
    20 Jun 2003
    Località
    Milano
    Messaggi
    13,061
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Banditore
    .....

    Resta il fatto che la cultura Cristiana ed Europea secondo me deve essere tutelata per evitare problemi di convivenza e per impedire un globale impoverimento culturale...
    Beh, almeno in Italia lo è, la presenza del Vaticano di per se' costituisce una tutela. Inoltre il Concordato fra Stato e Chiesa rappresenta un altro importante elemento di tutela.

  5. #15
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,968
     Likes dati
    12,170
     Like avuti
    15,283
    Mentioned
    583 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Banditore
    effettivamente il post è una provocazione volutamente esagerata e grottesca stilata per cercare di far comprendere quelle che secondo me sono le ragioni per le quali il Crocifisso deve restare.

    [...]
    Certo; ormai, per voi bananas, definire le vostre minchiate "provocazioni" è diventata una forma mentis.

    Tipo le autosmentite/controsmentite del Banana e dei berluscones.

  6. #16
    Registered User
    Data Registrazione
    02 Jun 2005
    Messaggi
    81
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    il discorso sulla integrazione dei mussulmani mi lascia molto perplesso.

    da fermo credente alla integrazione e al rispetto della minoranze ho assunto sempre un atteggiamento aperto ...

    purtroppo mi accorgo sempre di più che cosi facendo la prendiamo sempre nel culo e me ne sto stancando.

    in azienda da noi hanno chiesto di togliere il crocifisso dalla sala mensa,
    mi hanno talmente rotti i coglioni che alla fine lo abbiamo torto, per non sentire continue lamentele.

    non che interessa a qualcuno, perchè ci definiamo tutti cristiani, ma in realtà non ce ne frega un cazzo

    ma è una questione di principio...


    all'asilo di mia figlia rompono sempre i coglioni, e arriveranno prima o poi ad ottenere l'abolizione della carne di maiali per tutti.

    voi forse non lo sapete, ma chiedono anche che vengano usate pentole solo per loro, in modo tale che non vengano "contaminate" da altri proodtti contenente suino


    ogni mussulmano vero è un integralista,

    è lui in prima persona che non accetta di essere integrato,

    è inutile tacere la verità....

    non solo non accettano i ns. principi, stili di vita, ma li osteggiano,

    ma voi a casa vostra permettereste questo...

    eppure in italia (casa nostra) lo permettiamo
    Wikicrazia:riscriviamo insieme la Costituzione

  7. #17
    Proletario
    Ospite

    Predefinito

    Comprendo le tue paure di un futuro dove l'alcol sarà messo al bando, visto l'abuso che ne fai.

    Il fatto è che il crocifisso non va tolto per ossequiare gli "ospiti", ma per rendere concreto il diritto degli italiani a non seguire nessun dio (o anche ad averne un altro).
    Non stiamo parlando di sostituire crocifissi con minareti o candelabri a sette braccia.

  8. #18
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,968
     Likes dati
    12,170
     Like avuti
    15,283
    Mentioned
    583 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Proletario
    [...]
    Non stiamo parlando di sostituire crocifissi con minareti o candelabri a sette braccia.
    Limpido!!!

    Si tratta di "sostituirlo" con il....NIENTE laico.

  9. #19
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito

    Negli ultimi due secoli il Cristianesimo è stato fatto oggetto, quasi ininterrottamente, di dileggi e attacchi da parte di governi atei, anticlericali o dichiaratamente anticristiani. Decine di milioni di fedeli sono stati perseguitati e uccisi solo per le proprie convinzioni religiose, tanto da fare del Novecento il secolo dei martiri per eccellenza. Nella maggior parte dei paesi occidentali, però, le élite politiche e intellettuali secolarizzate hanno osteggiato il Cristianesimo con mezzi più sottili: non ricorrendo alla persecuzione diretta ma utilizzando una retorica subdolamente ammantata di liberalismo, che fa leva su principi a prima vista plausibili come la libertà di coscienza, la separazione tra Stato e Chiesa, la neutralità delle istituzioni, l’aconfessionalità dello Stato o il pari trattamento di tutti i credi, capovolgendone però il fine e il significato.

    I cattolici, e i cristiani in genere, sono finora apparsi in difficoltà di fronte a questo armamentario polemico, e non sono riusciti a contrastarlo efficacemente. Hanno quindi permesso che a poco a poco, in nome della laicità e della separazione tra Stato e religione, quest’ultima venisse prima marginalizzata e poi espulsa dagli spazi pubblici. In Europa e negli Stati Uniti le cronache riportano sempre più di frequente casi in cui nelle scuole, per legge o per sentenza giudiziaria, vengono soppresse le festività cristiane e vietate le preghiere, le letture della Bibbia, le rappresentazioni del crocifisso e della Natalità, le recite natalizie o addirittura il consumo a merenda delle tradizionali brioche a forme di croce (è successo in Inghilterra); di recente in Francia, in un liceo di Tolone, è stato imposto al cappellano dell’istituto di non indossare la tonaca, mentre in Germania il tribunale amministrativo del Baden-Wuertenberg ha vietato il velo alle suore dentro gli edifici scolastici. Vi sono stati inoltre numerosi casi di allontanamento dei simboli e delle espressioni religiose cristiane dalle strade e dalle piazze (in alcune città statunitensi il divieto ha colpito i presepi all’aperto nei giorni natalizi), dagli ospedali, dalle università, dalle aule di giustizia: fece scalpore, nel 2003, l’episodio del giudice americano Roy Moore, sospeso dall’incarico per aver fatto mettere davanti all’entrata del tribunale di Montgomery, in Alabama, una lapide con i Dieci Comandamenti, rimossa per ordine della corte suprema federale.

    Separazione Stato/Chiesa

    Davvero i cristiani sono tenuti ad accettare tutto questo in nome del “liberalismo” o della “sana laicità”? La risposta è negativa, per una serie di buone ragioni politiche e filosofiche. Occorre innanzitutto prendere atto del fatto che nelle nostre società è in corso una guerra culturale dichiarata dagli ideologi progressisti, i quali sono intenzionati a cancellarne i retaggi cristiani; e in secondo luogo rendersi conto che l’ispirazione di questa kulturkampf non ha niente in comune con il pensiero liberale. Il liberalismo nasce infatti durante l’età moderna come dottrina esplicitamente antistatalista, per difendere le tradizioni, le comunità e gli individui minacciati dal processo di centralizzazione assolutistica del potere; l’ideologia laicista, all’opposto, sorge con l’obiettivo rivoluzionario di annientare, a favore dello Stato, le istituzioni sociali spontanee e intermedie della società civile, viste come residui di un passato oscurantista. Se dunque i liberali autentici come John Locke, Benjamin Constant, Alexis de Tocqueville, Frédéric Bastiat o Lord Acton chiedevano la libertà di coscienza e la separazione tra lo Stato e la religione allo scopo di destatalizzare il più possibile la società, permettendo che fiorissero indisturbate tutte le sue espressioni culturali e religiose, il fine dei moderni laicisti è quello di statalizzare interamente la società per imporle la propria ideologia “progressista”.

    La strategia laicista si svolge in due fasi: in un primo tempo si individua un settore della società civile dove la religione è ancora forte e influente e lo si mette sotto il controllo statale, o lo si nazionalizza tout court; a questo punto si passa alla fase due: si afferma che lo Stato deve essere laico e non confessionale, e che per questo motivo la religione va espulsa dal settore nazionalizzato: tutti coloro che si oppongono vanno denunciati, senza mezze misure, come dei pericolosi sostenitori della teocrazia. Ecco quindi realizzata, alla giacobina o alla sovietica, la separazione tra Stato e Chiesa. L’impostura è evidente: se lo Stato finisce per assorbire tutto, la “separazione tra Stato e Chiesa” diventa di fatto uno strumento non per separare, ma per estromettere la religione dagli ambiti sociali in cui era spontaneamente già presente. I liberali classici, che volevano uno Stato ridotto al minimo, auspicavano la separazione (non solo dalla religione ma possibilmente da tutto, compresa l’economia e la cultura) perché erano contrari al monopolio religioso di Stato. Ma questa è cosa del tutto diversa dalla richiesta di espulsione delle manifestazioni religiose dagli spazi pubblici! Occorre infatti tenere conto che, senza interferenze statali, in un paese dove la popolazione è in maggioranza cristiana la religione ha per forza di cose un’ampia visibilità pubblica nell’arte e nell’architettura, nei programmi scolastici, nelle trasmissioni televisive, nella festività, nelle processioni o nelle ricorrenze, come naturale espressione della società. Lo Stato non ha il diritto di forgiare la società diversamente da come essa è, vietando e cancellando tutto questo, neanche in nome della separazione e della laicità. Il campo dove il programma laicista di “secolarizzazione mediante la statalizzazione” è stato attuato con più decisione, per la sua importanza strategica nella guerra culturale, è ovviamente quello della scuola. A partire dagli anni Settanta dell’Ottocento nel Regno d’Italia, nella Germania bismarckiana e nella Terza Repubblica francese gli istituti privati e religiosi vennero assoggettati al controllo statale, per consentire ai governi di propagandare indisturbati le nuove ideologie positiviste, secolari e nazionaliste. Oggi in tutti i paesi dell’Occidente, compresi gli Stati Uniti, la scuola statale è un moloch ultrasindacalizzato caduto nelle mani dei progressisti, i quali se ne servono per inculcare nelle nuove generazioni le ideologie politically correct.

    Secondo la prospettiva laicista, condivisa purtroppo anche da molti che si dichiarano “liberali”, l’esposizione del crocifisso, l’insegnamento della religione o la critica dell’evoluzionismo nelle scuole pubbliche rappresenterebbero delle gravi lesioni alla “laicità dello Stato” o alla neutralità verso ogni credo religioso. Su queste basi avviene che, periodicamente, i governi progressisti minaccino di cancellare del tutto l’ora di religione (l’ultimo in ordine di tempo è stato il governo spagnolo di Zapatero) e che qualche zelante giudice imponga la rimozione del crocifisso, come nel noto caso della scuola elementare di Ofena, in Abruzzo. Nello stesso tempo, però, l’ideologia laicista considera perfettamente legittimo che nelle scuole statali vengano diffuse (come di fatto avviene) le dottrine dello statalismo, del multiculturalismo, del terzomondismo, del femminismo, del marxismo, dell’ambientalismo, del New Age, dell’anticristianesimo militante, dell’edonismo, del permissivismo, del nichilismo. Poiché queste filosofie “politicamente corrette”, a differenza del Cattolicesimo, non sono classificabili formalmente sotto la voce “religione”, non metterebbero a rischio la laicità dello Stato o la neutralità della scuola pubblica. È evidente che, con questo espediente di comodo, i sostenitori dei valori cristiani tradizionali partono fin da subito svantaggiati, e saranno sempre costretti a lottare con una mano legata dietro la schiena. Oltretutto anche le ideologie progressiste propagandate nelle scuole statali rappresentano, in ultima analisi, delle visioni religiose del mondo: cos’è infatti l’ambientalismo radicale se non una forma moderna di paganesimo che venera Gaia Madre Terra? E cos’è il marxismo, come numerosi studiosi hanno dimostrato, se non una perversa eresia millenarista cristiana? «E voi laicisti sareste i difensori della neutralità? Sareste quelli che non vogliono che lo Stato imponga dei valori? Ma non fatemi ridere!», ha avuto occasione di affermare il padre del libertarianism statunitense Murray N. Rothbard, impegnato in una dura polemica con i left-liberal proprio su questi temi.

    La battaglia della scuola

    Il carattere illiberale della concezione laicista della scuola pubblica può risultare chiaro dal seguente paragone. Supponiamo che, da domani, il governo decida di nazionalizzare tutte le testate giornalistiche. A questo punto i veri liberali dovrebbero chiedere energicamente il ripristino del libero mercato privato della carta stampata; nell’attesa, dovrebbero almeno pretendere che lo Stato non modifichi l’orientamento politico dei giornali statalizzati, e che lasci a ciascuno di essi la stessa libertà di stampa che godeva prima della nazionalizzazione. Questa più che legittima richiesta potrebbe però scontrarsi con la volontà laicista di estendere anche allo Stato Giornalista la regola della “laicità” e della “separazione tra Stato e Chiesa”, con conseguente epurazione o limitazione delle testate d’orientamento religioso. Lo scenario non è così assurdo, perché corrisponde esattamente a quello che i laicisti hanno fatto con la scuola.

    Tutto questo mette in luce l’enorme difficoltà che incontra lo Stato moderno, per definizione omologante, uniformante e dispensatore di soluzioni centralizzate uguali per tutti, nel gestire le tante sfaccettature religiose e culturali esistenti nella società. Solo il libero mercato, anche nel campo dell’istruzione, presenta quella flessibilità capace di garantire ad ogni famiglia il tipo d’istruzione desiderato per i propri figli. I conservatori, liberali e i libertarian dovrebbero quindi battersi non per la laicità, ma per la privatizzazione della scuola. Se questa è politicamente impossibile da ottenere, la cosa migliore è che la scuola statale venga gestita nella maniera più rispettosa delle preferenze dei clienti e dei genitori, in maniera da avvicinarsi a quelli che potrebbero essere i probabili esiti di un libero mercato. Questo si realizza favorendo la massima decentralizzazione delle decisioni. Ad esempio, per quanta riguarda le questioni delle preghiere, del crocifisso o dell’insegnamento biblico, la soluzione più liberale non è quella di vietarli o renderli obbligatori dappertutto, ma di lasciare che a decidere siano di volta in volta le comunità locali o le singole scuole, o ancora meglio le singole classi: non il governo, il parlamento o la corte costituzionale. Purtroppo da questo orecchio i laicisti ci sentono poco, convinti come sono che la scuola sia (non si sa a quale titolo) un loro terreno di conquista. Ai genitori che desiderano per i propri figli un’educazione fondata sui valori tradizionali, anziché sulla controcultura progressista e secolare, non rimarrebbe allora altra strada che quella di “secedere” dal sistema scolastico pubblico. Negli Stati Uniti un numero crescente di famiglie, perlopiù religiose, ha scelto con ottimi risultati la via dell’homeschooling (l’insegnamento impartito a casa da insegnanti o dai genitori stessi) che lo stesso Murray N. Rothbard ha giudicato come il movimento più promettente, ispirato e libertario dell’America attuale.



    Il Domenicale, sabato 5 marzo 2005
    di Guglielmo Piombini

  10. #20
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,968
     Likes dati
    12,170
     Like avuti
    15,283
    Mentioned
    583 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    Silvioleo
    23-08-2005 177
    This person is on your Ignore List.

    MrBojangles []
    Me Myself I

    Registrato il: Mar 2002
    Provenienza: Valle del Metauro
    Messaggi: 36845
    ICQ:
    AIM: Andate+In+Mona
    Post #20 di 20


    quote:
    -----------------------------------------------------------------------------
    In origine postato da mustang
    Beh, qui si dimentica che la materia prima è l'uomo.
    E che l'occasione fà il peccatore.
    Quante sono le persone che restano indifferenti trovando sul tavolo del bar un euro? Tutte! Siamo tutti onesti.
    E quante sono nel caso che gli euro fossero 100? Non siamo più tutti onesti.
    E se gli euro fossero 1000?
    E se fossero un milione di euro? Saremmo tutti disonesti!

    Quanti politici son morti poveri?

    saluti
    -----------------------------------------------------------------------------

    De Gasperi!!!!!

    (neanche "De Gasperi" si può scrivere sul "vostro" forum "di parte" emerito testa di cazzo di un SilvioBanana?)

    Segnala Questo Post al Moderatore | IP: Logged |

    23-08-2005 17:28


    ("era"...
    qui; che fine ha fatto?
    La stessa che ha fatto il "primo" "DE GASPERI!"...."De Gasperi"; e NIENT'ALTRO)

 

 
Pagina 2 di 5 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 15-06-13, 17:10
  2. Prosegue saga adulterazioni: tocca a prosciutto Parma
    Di mosongo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 24-10-08, 09:15
  3. Fatwa del mullah di Teheran contro il prosciutto di Parma
    Di RibelleSano nel forum Destra Radicale
    Risposte: 53
    Ultimo Messaggio: 19-09-06, 23:59
  4. Tutela europea per prosciutto di Parma e Grana
    Di Nanths nel forum Padania!
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 20-05-03, 17:00

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito