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    Predefinito Percheì mio figlio e' morto

    TESTIMONIANZE. CINDY SHEEHAN: PERCHE' MIO FIGLIO E' MORTO?
    [Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59@libero.it) per
    averci messo a disposizione nella sua traduzione il seguente discorso di
    Cindy Sheehan, tenuto il 5 agosto 2005 alla convenzione dei Veterani per la
    pace. Cindy Sheehan ha perso il figlio Casey in Iraq; dal 6 agosto staziona
    con una tenda a Crawford, fuori dal ranch in cui George Bush sta
    trascorrendo le vacanze, con l'intenzione di parlargli]


    Non avrei mai immaginato di venire qui come relatrice al vostro convegno.
    Non lo avrei mai immaginato, ma la vita lo ha portato con se'. E non avevo
    mai sentito parlare dei Veterani per la pace, non prima del 4 maggio 2004,
    quando vidi un servizio sulla Cnn. Mancavano quattro giorni alla "festa
    della mamma" e mio figlio era morto da un mese esatto. Io vidi il servizio
    che trattava di Arlington West a Santa Barbara e dissi a mio marito: "C'e'
    un unico posto dove voglio andare per la festa della mamma, e' li'". Cosi'
    ci andammo, per la prima volta, e ad Arlington West erano piantate oltre 700
    croci. Oggi sono oltre 1.800.
    Saro' felice di ascoltare le parole di chiunque, perche' qualcuno deve
    fermare questi bugiardi. Qualcuno deve fermarli. Ad un'altra madre che ha
    perso il figlio in Iraq e' stato detto che il decesso era dovuto ad overdose
    di stupefacenti. Tre mesi dopo hanno avuto il referto tossicologico, e non
    c'era traccia di stupefacenti nel cadavere. La madre era distrutta. Le hanno
    assicurato che i commilitoni di suo figlio hanno rilasciato dichiarazioni in
    cui dicevano che lui si drogava. Ora il referto dice che non e' vero. Com'e'
    morto suo figlio?
    Ma i criminali di guerra che stanno a Washington non perdono una notte di
    sonno. C'e' questo bugiardo matricolato, George Bush, che si prende cinque
    settimane di vacanza mentre siamo in guerra.
    Sapete? A causa sua, non credo che riusciro' mai piu' a godere di una
    vacanza. La mia vacanza probabilmente sara' in prigione, o nella tenda a
    Crawford, aspettando che questo mostro esca dal ranch e mi dica perche' mio
    figlio e' morto.
    *
    Ad ogni modo, ho ricevuto una e-mail ieri, vengo contattata da ogni genere
    di persone, e quest'uomo mi ha scritto: "Cindy, leggo sul web tutto quello
    che scrivi, e lo leggo con le lacrime agli occhi. Ma oggi sto piangendo
    davvero, e gridando, perche' il mio caro cugino di 19 anni e' stato ucciso
    in Iraq. Cindy, perche' non l'ho salvato? Perche' non l'ho portato via?".
    E' una cosa che pensiamo tutti. Io dissi a mio figlio di non partire. Gli
    dissi: "Lo sai che e' sbagliato. Lo sai che succede laggiu'. La tua unita'
    uccidera' gente innocente, e tu potresti morire". E lui rispose che doveva
    andare, perche' i suoi compagni partivano e se qualcun altro avesse dovuto
    sostituirlo i suoi compagni sarebbero stati in pericolo.
    Quello che mi fa veramente impazzire e' che questi mandano i nostri figli a
    morire, e non sono mai stati in guerra. Non sanno cos'e'. Trenta giovani
    sono gia' morti questo mese, e siamo solo al 5 di agosto.
    Vi ricordate quando in marzo abbiamo protestato, era il secondo anniversario
    dell'invasione dell'Iraq, ma tutti i media parlavano di Terry Schiavo, e
    5.000 di noi a Fayetteville non li hanno visti. Allora scrissi un pezzo,
    "Gli straordinari ipocriti", e chiesi: perche' lei merita la vita piu' di
    mio figlio, piu' degli iracheni, e piu' di tutta la gente che la guerra ha
    ucciso?
    Ma voi pensate che George Bush interrompa la sua vacanza per fare visita
    alle famiglie dei marines che sono morti questa settimana? No, perche' non
    gliene importa nulla. Quella tragedia non e' sufficiente a fargli smettere
    di giocare al cowboy per cinque settimane a Crawford.
    *
    Come potete immaginare, i genitori i cui figli sono stati uccisi in guerra
    non riescono a far crescere una cicatrice sulla ferita, perche' ogni giorno
    essa si riapre. Ogni giorno, e non so perche' lo faccio, so gia' che la
    guerra e' brutta, ma ogni giorno vado a vedere chi e' diventato un angelo
    mentre io dormivo. E questo mi lacera il cuore, perche' so che c'e' un'altra
    madre la cui vita quel giorno sara' rovinata per sempre. Non possiamo mai in
    iziare a guarire.
    Quando quel guerrafondaio di George Bush ha parlato della tragedia dei
    marines in Ohio, ha detto un paio di cose che mi hanno veramente indignata.
    So che non lo sembro, sono sempre calma e cosi' via, ma e' perche' se
    dovessi cominciare a colpire qualcosa non mi fermerei prima di aver fatto
    tutto a pezzi. Percio' neppure comincio, perche' so quanto pericoloso
    sarebbe. E George Bush ha detto che le famiglie degli uccisi dovevano essere
    certe che i loro cari erano morti per una nobile causa. Ed ha anche detto,
    lo dice spesso e mi fa diventare pazza, che dobbiamo restare in Iraq e
    completare la missione per onorare il sacrificio di coloro che sono caduti.
    Ma dico, perche' dovrei volere che una sola altra madre passi quello che sto
    passando io: perche' mio figlio e' morto?
    Sapete, l'unico modo in cui si puo' onorare il sacrificio di mio figlio e'
    portando il resto delle truppe a casa, fare in modo che la morte di mio
    figlio conti per la pace, per l'amore, non per la guerra e l'odio che Bush
    difende. Non voglio che costui usi la morte di mio figlio o la sofferenza
    della mia famiglia per continuare il massacro.
    *
    Percio', come molti di voi hanno sentito, sto andando a Crawford. Non so
    neppure dov'e', ci arrivero' da Dallas, non importa, ci sto andando. Ed ho
    intenzione di dire a quella gente: "Portate qua fuori il maniaco: c'e' una
    madre con una medaglia d'oro, il cui sangue gli sporca le mani, che ha
    qualcosa da chiedergli". E gli diro': "Ascolta bene, George, ogni volta che
    andrai da qualche parte a dire che bisogna continuare gli ammazzamenti in
    Iraq per onorare gli eroi caduti aggiungerai 'ad eccezione di Casey
    Sheehan', e inoltre 'ad eccezione di tutti i membri della Gold Star Families
    for Peace' [l'associazione pacifista di famiglie che hanno ricevuto
    un'onorificenza per i parenti caduti in guerra - ndt], perche' noi pensiamo
    che non una singola goccia di sangue debba essere versata in nostro nome".
    E poi diro': "Ora vorrei sapere qual e' la nobile causa per cui mio figlio
    e' morto". E se mi rispondera' "la liberta' e la democrazia", io diro':
    "Stupidaggini! Dimmi la verita'. Di' che mio figlio e' morto per il
    petrolio, per arricchire i tuoi amici. Mio figlio e' morto per diffondere il
    cancro della Pax Americana, l'imperialismo in Medio Oriente. Tu ci stai
    portando via la nostra liberta'. Noi non siamo liberi. Gli iracheni non sono
    liberi, stanno molto peggio di come stavano prima che tu ti impicciassi del
    loro paese. Porta fuori l'America dall'Iraq...".
    *
    Non so che succedera'. Andro' a Crawford con mia sorella, ma c'e' molta
    altra gente che pensa di venire ad aiutarci, a sostenerci, perche' in questo
    anno ho viaggiato per il paese, ho scritto, ho parlato, ho ascoltato, e solo
    in questo piccolo anno ho visto grandi cambiamenti.
    La gente non vuole solo avere informazioni, vogliono sapere cosa possono
    fare. Cosa possiamo fare per togliere il potere a George Bush. E qui dico la
    parola: impeachment. Tutti coloro che hanno mentito al popolo americano,
    nell'esecutivo, nel congresso (e dobbiamo andare fino in fondo, perche' non
    possiamo lasciare in cima qualcuno che perdonera' questi criminali di
    guerra), devono essere condannati, per cio' che hanno fatto a questo mondo.
    Devono rispondere di quel che hanno fatto.
    Ecco, andro' a Crawford e diro' che voglio parlargli, e se mi diranno che
    lui non esce, piantero' la mia tenda e restero' li' fino a che non verra'
    fuori. Ho tutto il mese di agosto a disposizione, proprio come lui. Staro'
    li' sino a che verra' a parlarmi. E se dovesse interrompere le ferie e
    andarsene a Washington io smontero' la tenda e la rimontero' nel prato di
    fronte alla Casa Bianca.
    *
    Un'altra cosa che sto facendo riguarda le tasse.
    Mio figlio e' morto nel 2004, percio' non pago le tasse per il 2004. Se mi
    mandano un sollecito scrivero': "La guerra e' illegale e vi spiego perche',
    e la guerra e' immorale, ed ecco perche', e voi avete ucciso mio figlio per
    questo. Non vi devo nulla. Se pure dovessi diventare milionaria, non vi
    daro' un centesimo".
    Spero proprio che mi contattino, perche' voglio che questa guerra vada in
    tribunale, dove potro' dire: "Ridatemi mio figlio, ed io paghero' le vostre
    tasse".
    Henry David Thoreau ando' in prigione per non aver pagato le tasse ed
    Emerson gli chiese: "Perche' sei li' dentro?". Thoreau gli rispose: "Perche'
    non sei qui con me?". A volte la prigione e' il solo posto per una persona
    che ha una morale, in un mondo immorale.
    Sta a noi, gente, spezzare leggi immorali e resistere. Se i leader di questo
    paese vi mentono, allora non hanno autorita' su di voi. Questi folli non
    hanno autorita' su di noi. Potranno mettere in prigione i nostri corpi, ma
    non i nostri spiriti.
    *
    Dopo aver ascoltato tutte le testimonianze, stasera, mi domando: perche'
    continuiamo a permettere che la guerra accada? Il nostro paese e' molto
    bravo nel demonizzare la gente. Ho parenti che dalla seconda guerra mondiale
    continuano a chiamare i giapponesi "musi gialli". E abbiamo demonizzato gli
    iracheni, di modo che la maggior parte di questo paese non pensa neppure che
    stiamo uccidendo esseri umani innocenti. E mi dicono: "Ma Cindy, non ricordi
    cos'e' successo l'11 settembre?". "Certo, rispondo io, E qualcuna di quelle
    persone stava in Iraq? E chi ha portato gli aerei al Trade Center, era
    iracheno?".
    Mentre crescevo, dovevamo aver paura dei comunisti. Adesso dobbiamo aver
    paura dei terroristi. Cosi', vedete, c'e' sempre qualcuno da combattere e da
    cui essere spaventati, e la macchina della guerra puo' costruire piu' bombe,
    piu' fucili, pallottole e quant'altro.
    Ma io ho speranza. Vedo speranza in questo paese. Il 58% dell'opinione
    pubblica ci sostiene. Stiamo predicando al coro, ma il coro non sta
    cantando. Se tutto questo 58% cominciasse a cantare, la guerra finirebbe.
    *
    Un'altra e-mail che ho ricevuto l'altro giorno diceva: "Cindy, e' meglio se
    non usi tutte quelle imprecazioni e parolacce. C'e' della gente, sai, quella
    che sta 'alla finestra', nel mezzo, che si risente".
    Sapete cosa ho risposto? "Dannazione, non me lo dire! Come, come? C'e'
    ancora gente che sta alla finestra in questo mondo? Se cade dalla parte pro
    Bush e pro guerra che alzi il didietro e vada in Iraq, a prendere il posto
    di qualcuno che vuole tornare a casa. E se cade dall'altra parte che si alzi
    in piedi e cominci a parlare. Ma qualsiasi sia il lato in cui volete cadere,
    smettete di stare alla finestra".
    L'opposto del bene non e' il male, e' l'apatia. Dobbiamo scuotere questo
    paese, e far cantare il coro. Dobbiamo essere noi a dire: "Le nostre truppe
    tornano a casa". Non possiamo dipendere da quelli che dovrebbero decidere di
    farlo, perche' non stai pianificando di portare i soldati a casa quando
    spendi i soldi della ricostruzione per stabilire basi permanenti.
    Mi sarebbe piaciuto venire alla vostra cena, domani sera, ma fino a che
    George Bush non parlera' con me, faro' del campeggio a Crawford. Grazie
    dalla mentalità aperta e libera.

  2. #2
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    Confesso che rispondo senza avere letto il post, perché ne faccio una questione di principio, al di là di quanto possa essere straziante il caso specifico, che non metto assolutamente in dubbio.

    Se consideriamo la guerra da questo punto di vista, allora tutte le guerre sono sbagliate, poiché le madri di chi è morto in Normandia o a Stalingrado non avranno certo passato momenti migliori.

    Il problema è invece politico, e cioè che questa guerra è sbagliata a prescindere da chi siano e quanti possano essere i soldati USA morti.

    Del film di Michael Moore Farenheit 9/11, ho trovato particolarmente debole e anche becera proprio la parte che riguardava la madre che manifestava nei pressi della Casa Bianca. Ma almeno nel film c'era un raffronto tra il "prima" e il "dopo" della morte del figlio, che era sociologicamente e psicologicamente interessante.

    Quindi, se posso dire la mia in conclusione, non facciamoci prendere da considerazioni di questo tipo, che non portano ad alcun risultato ...

  3. #3
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    "Il nostro paese e' molto
    bravo nel demonizzare la gente. Ho parenti che dalla seconda guerra mondiale
    continuano a chiamare i giapponesi "musi gialli". E abbiamo demonizzato gli
    iracheni, di modo che la maggior parte di questo paese non pensa neppure che
    stiamo uccidendo esseri umani innocenti.
    ...
    Mentre crescevo, dovevamo aver paura dei comunisti. Adesso dobbiamo aver
    paura dei terroristi. Cosi', vedete, c'e' sempre qualcuno da combattere e da
    cui essere spaventati, e la macchina della guerra puo' costruire piu' bombe,
    piu' fucili, pallottole e quant'altro."
    C'è una grande verità in queste parole: è attraverso la mentalità dell'odio verso "l'altro" che è fattibile il controllo delle menti e della vita delle persone da parte dei potenti di turno; una grande arma e una grande beffa...
    La madre di questo ragazzo ha tutte le sacrosante ragioni per chiedere il motivo per cui è morto suo figlio, attraverso la certezza di una morte per giusta causa può elaborare il lutto e rassegnarsi...

  4. #4
    proteus
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    In Origine Postato da Ezechiele
    Confesso che rispondo senza avere letto il post, perché ne faccio una questione di principio, al di là di quanto possa essere straziante il caso specifico, che non metto assolutamente in dubbio.

    Se consideriamo la guerra da questo punto di vista, allora tutte le guerre sono sbagliate, poiché le madri di chi è morto in Normandia o a Stalingrado non avranno certo passato momenti migliori.

    Il problema è invece politico, e cioè che questa guerra è sbagliata a prescindere da chi siano e quanti possano essere i soldati USA morti.

    Del film di Michael Moore Farenheit 9/11, ho trovato particolarmente debole e anche becera proprio la parte che riguardava la madre che manifestava nei pressi della Casa Bianca. Ma almeno nel film c'era un raffronto tra il "prima" e il "dopo" della morte del figlio, che era sociologicamente e psicologicamente interessante.

    Quindi, se posso dire la mia in conclusione, non facciamoci prendere da considerazioni di questo tipo, che non portano ad alcun risultato ...
    Cindy Sheehan (la madre),
    nel post che tu non hai letto,
    parla di politica e di motivi politico-affaristici
    alla base della guerra in Iraq e si chiede
    appunto perché sia morto suo figlio.

    Pur condividendo in parte la tua riluttanza
    nell'accettare il dolore sbandierato di una madre...
    vorrei farti presente che in America proprio
    quando sono intervenuti a parlare i familiari delle vittime
    e i veterani dissidenti....
    il Vietnam è stato un argomento appetibile
    e convincente per la classe politica.

    In America (come in parte dovunque)
    solo il dolore profondo e la constatazione
    che il gioco non vale la candela....
    può attivare energie positive e pacifiste.

    Gli americani sono molto utilitaristi
    quando muiono i propri, molto meno
    quando muoiono gli altri.

  5. #5
    La mancanza di memoria uccide
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    In Origine Postato da Ezechiele
    Confesso che rispondo senza avere letto il post, perché ne faccio una questione di principio, al di là di quanto possa essere straziante il caso specifico, che non metto assolutamente in dubbio.

    Se consideriamo la guerra da questo punto di vista, allora tutte le guerre sono sbagliate, poiché le madri di chi è morto in Normandia o a Stalingrado non avranno certo passato momenti migliori.
    Trovo molto azzardato il paragone, piuttosto parlerei dei tedeschi morti (che erano gli invasori della Russia e della Francia). Penso che per una madre russa o francese sapere che il proprio figlio è morto per difendere la propria terra sia diametralmente opposto a una madre che deve spiegarsi come suo figlio sia morto in una guerra d'invasione illegale giudata da obiettivi geopolitici piuttosto che di difesa.

    Il problema è invece politico, e cioè che questa guerra è sbagliata a prescindere da chi siano e quanti possano essere i soldati USA morti.

    Del film di Michael Moore Farenheit 9/11, ho trovato particolarmente debole e anche becera proprio la parte che riguardava la madre che manifestava nei pressi della Casa Bianca. Ma almeno nel film c'era un raffronto tra il "prima" e il "dopo" della morte del figlio, che era sociologicamente e psicologicamente interessante.

    Quindi, se posso dire la mia in conclusione, non facciamoci prendere da considerazioni di questo tipo, che non portano ad alcun risultato ...
    Cmq concordo col resto, però come ha già detto qualcun'altro questa cosa potrebbe servire a svegliare un po' di statunitensi come ai tempi del vietnam se non di più, perchè al contrario per i primi anni quella è stata reputata una guerra legittima di difesa, mentre questa in Iraq da subito è stata vista come "semplice" invasione. Meno male che adesso esiste internet e certe cose non le possono tenere nascoste

  6. #6
    Israele= Paese terrorista
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    Con tutto il rispetto che ho per i morti e per le famiglie dei militari, mi viene pero' spontaneo dire che anche i 200.000 morti iracheni e afgani avevano famiglia e avevano una madre, un figlio..... forse i signori americani dovrebbero pensarci prima.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  7. #7
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    In Origine Postato da FLenzi
    Con tutto il rispetto che ho per i morti e per le famiglie dei militari, mi viene pero' spontaneo dire che anche i 200.000 morti iracheni e afgani avevano famiglia e avevano una madre, un figlio..... forse i signori americani dovrebbero pensarci prima.
    Vabbe', la mamma si puo' essere pure ricreduta, e comuqnue stiamo parlando delgi USA dove la propaganda e' cosa di tutti i giorni, non e' difficile convincere l'americano medio di certe cose, c'e' da considerare che a cultura generale sono peggio dei paesi del terzo mondo.
    dalla mentalità aperta e libera.

  8. #8
    Israele= Paese terrorista
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    In Origine Postato da Vincenzo
    Vabbe', la mamma si puo' essere pure ricreduta, e comuqnue stiamo parlando delgi USA dove la propaganda e' cosa di tutti i giorni, non e' difficile convincere l'americano medio di certe cose, c'e' da considerare che a cultura generale sono peggio dei paesi del terzo mondo.
    Ma siccome si sentono i padroni del mondo e invece non cpaiscono un c...., abbiano almno la decenza di starsene zitti.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
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