Forse è OT ma un omaggio ad un simbolo di speranza e di grande forza d'animo
È morto Ambrogio Fogar, una vita di avventure. Da 13 anni era paralizzato
È morto a Milano, Ambrogio Fogar, esploratore e navigatore. Aveva 64 anni. Nel 1974 fece il giro del mondo in solitario in barca a vela. Da quasi tredici anni era paralizzato in seguito ad un incidente automobilistico avvenuto nel deserto del Turkmenistan e respirava e parlava solo con l’ausilio delle macchine.
Dal 1 novembre 1973 fino al 7 dicembre 1974 ha fatto il giro del mondo in barca a vela in solitario navigando da est verso ovest contro le correnti e il senso dei venti. E' il 1978 quando Surprise, la sua barca, nel tentativo di circumnavigare l'Antartide viene affondata da un'orca e naufraga al largo delle isole Falkland. Comincia la deriva su una zattera che durerà 74 giorni con l'amico giornalista Mauro Mancini. Mentre Fogar verrà tratto in salvo, l'amico perderà la vita.
Il 12 settembre 1992, durante il raid Parigi-Mosca-Pechino, la macchina su cui viaggia si capovolge e Ambrogio Fogar si ritrova con la seconda vertebra cervicale spezzata e il midollo spinale tranciato. L'incidente gli provoca un'immobilità assoluta e permanente, che ha come grave danno conseguente l'impossibilità di respirare autonomamente.
Nell'estate del 1997 ha compiuto un giro d'Italia in barca a vela su di una sedia a rotelle. Battezzato "Operazione Speranza" il giro ha promosso una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle persone disabili, destinate a vivere su una carrozzella.
Ambrogio Fogar ha scritto vari libri, due dei quali Il mio Atlantico e La zattera, hanno vinto il Premio Bancarella Sport.




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