....maternità
Talvolta la donna rimane incinta e questo naturalissimo fatto innesca, a secondo della donna interessata, molti problemi.
L’”incidente” viene preso come una benedizione e tutto va bene. Lo “stato sociale” è pronto e sollecito ad intervenire per aiutare la futura madre e quelli attorno a lei interessati.
Il rimanere incinte è un “incidente”, ed ecco i problemi.
La maternità improvvisamente diventa una malattia, e come tale viene affrontata.
Per guarire c’è solo l’aborto: come in tutte le malattie lo stato interviene offrendo gratis assistenza quasi totale.
Oddio, ci sarebbe un’altra soluzione finale diversa, partorire.
Ma se la donna non vuole, o non può, non c’è che l’aborto.
Che comunque, è inutile giragli attorno, è un omicidio
“legalizzato”.
E “pagato” da noi tutti.
Una donna con più figli e che rimane incinta ha tutte le ragioni per chiedere l’aiuto necessario a guarire dal guaio che ora per lei è diventato una malattia.
La prima volta. Perché se il fatto si ripete evidentemente c’è qualcosa che non và, il caso necessita di approfondimento.
Passi per “un omicidio legalizzato” a carico dello stato, ma se si insiste lo stato deve fare un passettino indietro.
Un passettino, perché nessuno proibisce di abortire ripetutamente, ma se ne assuma la responsabilità e si paghi la “brutta abitudine”.
Dopo accurati approfondimenti, naturalmente.
La ragazzina che considera la maternità una malattia dalla quale vuole guarire deve essere aiutata a farlo: sarebbe comunque indispensabile conoscere i perché di questa convinzione.
La famiglia non “gradisce”? Mancano i “soldini”? Il futuro è “nero” per mancanza di lavoro?
Qualcuno potrebbe intervenire a risolvere questi problemi (la cosa avrebbe un suo costo ma si tratta comunque di salvare una vita) e mettere così la giovane interessata nella condizione migliore per capire se desidera ancora “guarire” dalla sua malattia.
saluti




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