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    Thumbs up L'Iran ancora in piazza

    Secondo fonti studentesche sarebbero stati oltre 500 gli arresti avvenuti tra lunedì e ieri a seguito delle proteste degli studenti. Di questi quasi la metà sarebbero donne. Le autorità hanno invece annunciato che gli arrestati sono “solo” 204 tra i quali c’è uno dei massimi leader studenteschi del Politecnico di Teheran, Majid Tavakoli.
    Anche ieri ci sono state manifestazioni in diverse città iraniane. La più significativa è stata quella improvvisata spontaneamente all’interno del campus dell’Università di Teheran per protestare contro gli arresti e le violenze durante le manifestazioni di lunedì scorso. I Basij sono entrati nel campus e si sono mischiati agli studenti che stavano tenendo un improvvisato comizio e hanno iniziato a picchiare i giovani radunati portandone all’esterno una trentina (la metà donne), dei quali attualmente non si sa più niente. Attaccata e malmenata per il secondo giorno consecutivo, all’interno dell’Università di Teheran dove insegna, anche Zahara Rahnavard, moglie di Mir-Hossein Moussavi. Chiuso anche uno degli ultimi giornali riformisti rimasti aperti, Hayat-e Now, diretto da Hadi Khamenei, fratello della Guida Suprema, Ali Khamenei. La sua unica colpa è stata quella di aver aperto l’edizione di ieri mattina con un titolo che metteva in risalto l’atteggiamento “duro” della polizia durante le manifestazioni di lunedì.
    Ieri sera i Pasdaran hanno diffuso una nota nella quale diffidavano chiunque “a organizzare manifestazioni contro il regime” avvisando che “per coloro che si rendono colpevoli di tramare contro il Presidente Ahmadinejad non ci sarà più alcuna tolleranza”. “Coloro che organizzano manifestazioni contro il legittimo presidente della Repubblica islamica dell’Iran – ha detto un portavoce dei Pasdaran – sarà considerato come un traditore della patria e trattato di conseguenza”. Una chiara minaccia di morte in quanto il reato di tradimento in Iran prevede la pena capitale.
    E mentre il dittatore iraniano impone l’ennesimo giro di vite sulle libertà fondamentali, il mondo sta a guardare quasi impassibile. Non si sono levate proteste dal mondo politico occidentale per le durissime repressioni di lunedì scorso. Nessuna protesta nemmeno dai cosiddetti pacifisti, sempre pronti a scendere in piazza a bruciare bandiere purché siano americane o israeliane. Ma se si tratta di Ahmadinejad, non una parola. Dalle “grandi” (sic) organizzazioni per i Diritti Umani nemmeno uno scarno comunicato. Dall’Onu poi nemmeno un fiato. Un silenzio tanto assordante quanto imbarazzante sulle bestialità del regime iraniano, un silenzio che fa pensare che il dittatore iraniano alla fine faccia comodo a tutti quei finti pacifisti che lo difendono con il loro silenzio. Evidentemente i ragazzi iraniani non valgono quanto i miliziani di Hamas e il sanguinario dittatore iraniano vale molto di più di qualsiasi governo democratico in Medio Oriente. Gran bel esempio di pacifismo a corrente alternata e fazioso.
    Dall’inizio della contestazione, subito dopo le elezioni farsa che hanno ridato il potere ad Ahmadinejad, sono centinaia i morti (i dati precisi non li sapremo mai), migliaia i ragazzi arrestati, migliaia anche gli atti di violenza perpetrati contro le ragazze e i ragazzi in carcere e sono almeno trecento quelli di cui non si sa più niente. Eppure questo non basta per smuovere le coscienze dei cosiddetti “pacifisti”. Perché?

    Articolo scritto da Miriam Bolaffi
    La fede rende facilmente fanatici, per questo le religioni sono costate tanto sangue.
    La tolleranza è figlia del dubbio.
    E.M. Remarque.

  2. #2
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    Predefinito Rif: L'Iran ancora in piazza

    Iran, Amnesty: violazioni diritti umani le peggiori in 20 anni

    Il rapporto dell'associazione per i diritti umani, che fa seguito alle contestate elezioni presidenziali di giugno, cita accuse di tortura, stupro e omicidi illegali. Amnesty chiede al supremo leader dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, di consentire agli esperti di diritti umani delle Nazioni Unite di visitare il paese per contribuire a un'indagine.
    Le inchieste ufficiali finora "sono sembrate più preoccupate di coprire gli abusi piuttosto che di ottenere la verità", accusa Amnesty.
    L'Iran ha liquidato già in passato le critiche sul proprio record negativo in fatto di diritti umani.
    "I membri delle milizie e agenti che hanno commesso violazione devono essere ritenuti immediatamente responsabili e nessuno, per qualsiasi accusa, deve essere giustiziato", ha detto il vice direttore del Programma di Amnesty International per il medio Oriente e l'Africa del Nord, Hassiba Hadj Sahraoui.
    Il rapporto traccia un quadro di abusi prima, durante e, in particolare, dopo le elezioni, quando le autorità hanno schierato per strada la milizia Basij e le Guardie della Rivoluzione per reprimere le proteste di massa contro il discusso risultato del voto.
    Le dimostrazioni di massa contro la rielezione del presidente fondamentalista Mahmoud Ahmadinejad hanno fatto precipitare in piena crisi la Repubblica islamica, ma le manifestazioni dell'opposizione non attirano più le folle che riempivano le strade subito dopo il voto del 12 giugno.
    Il candidato sconfitto Mirhossein Mousavi ha denunciato brogli elettorali.
    Alcune delle persone detenute durante le proteste sono state costrette ad abbandonare l'Iran, dice il rapporto.
    Un ex detenuto ha detto di essere stato recluso nel carcere di Kahrizak per circa 58 giorni, tenuto in un cointaner da nave, col permesso di contattare i suoi familiari solo dopo 43 giorni, dice ancora il rapporto.
    "Chiunque sia stato arrestato o incarcerato deve essere protetto dalla tortura e altri maltrattamenti, i prigionieri di coscienza devono essere rilasciati e vanno rivisti i casi di coloro che sono stati condannati dopo processi non equi - tra cui i 'processi show' che hanno fatto della giustizia una macchietta", ha detto Sahraoui.
    "Tutte le condanne a morte devono essere commutate, e gli altri non ancora giudicati devono ottenere un processo equo".
    La fede rende facilmente fanatici, per questo le religioni sono costate tanto sangue.
    La tolleranza è figlia del dubbio.
    E.M. Remarque.

  3. #3
    reietto estetico
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    Predefinito Rif: L'Iran ancora in piazza

    ostridicolo: ostridicolo: ostridicolo:
    DEFORME AUTENTICO

  4. #4
    Laico
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    Predefinito Rif: L'Iran ancora in piazza

    Citazione Originariamente Scritto da marocchesi Visualizza Messaggio
    ostridicolo: ostridicolo: ostridicolo:
    An unmäßigen Lachen erkennt man den Narren! :giagia:
    La fede rende facilmente fanatici, per questo le religioni sono costate tanto sangue.
    La tolleranza è figlia del dubbio.
    E.M. Remarque.

 

 

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