Il ruolo del Sult nella vertenza Alitalia Alcune riflessioni sugli articoli relativi alla vertenza Alitalia e il ruolo del Sult di Pietro Ichino (Corriere , 22 e 24 agosto). Il Sult è soggetto stipulante e firmatario di numerosi contratti collettivi tra cui quelli degli assistenti di volo e del personale di terra di Alitalia. Il Sult rappresenta il 40% degli assistenti di volo e ha oltre 2000 iscritti nel gruppo Alitalia. Il Sult, pur non avendo sottoscritto il piano industriale dell'azienda, ha sottoscritto accordi e contratti che contengono pesanti sacrifici per le categorie sopracitate nell’intento di concorrere al salvataggio dell'azienda. Quindi non risponde al vero che non firmiamo mai accordi né che sappiamo solo scioperare. Lo sciopero è sempre una scelta dolorosa ed è l'atto finale a cui si è costretti ricorrere quando non si hanno alternative. Condivido invece la necessità di una legge sulla rappresentanza sindacale ma viene osteggiata proprio dal sindacato confederale. Questa legge è materia delicata e non è possibile liquidarla in poche righe. Tuttavia non si pensa che in questa legge basterebbe sottoporre accordi e contratti a referendum vincolante tra tutti i lavoratori lasciando a questi la decisione e sul risultato della consultazione mettere la parola fine alle controversie? Inoltre, si potrebbe stabilire una soglia di rappresentatività per categoria valida per tutti i sindacati e, anche su questo, si lascerebbe ai lavoratori il diritto di decidere quali debbano essere le parti demandate a trattare. Ultimi due elementi. Il primo: non solo il ministro Maroni e Rifondazione comunista si sono schierati contro il provvedimento di Alitalia di rottura dei rapporti con il Sult ma anche Comunisti italiani, Verdi e Italia dei Valori, la Fiom-Cgil e altri. Auspichiamo che nelle prossime ore altre forze politiche e istituzionali si aggiungano all'elenco. Il secondo: a mio parere qualsiasi provvedimento teso a restringere gli spazi di democrazia in un Paese dovrebbe trovare la ferma opposizione dei sinceri democratici, prescindendo dal merito delle questioni. Preferisco un Paese dove ci sia un sindacato, un partito o un giornale in più a un Paese dove si impedisca anche alla persona più lontana dalle nostre idee di poterle liberamente esprimere.
Andrea Cavola
Segretario nazionale del Sult
Nessuno nega al Sult il diritto di esistere, di operare all'interno di Alitalia e anche di opporsi al processo di riallineamento dell'organizzazione e dei costi del lavoro dell'azienda con quelli delle maggiori compagnie aeree concorrenti (purché vi si opponga in forme legittime: lo sciopero proclamato per il 30 e il 31 agosto non lo era). Secondo la legge oggi vigente, il Sult non ha invece diritto a godere della normativa di sostegno (permessi e assemblee retribuite, locali per le riunioni, ecc.) perché non ha negoziato e firmato alcuno degli accordi collettivi oggi applicati presso Alitalia: lo ha confermato all'inizio di agosto il Tribunale di Roma. Al di là della questione formale risolta dal giudice del lavoro, il problema sostanziale di Alitalia è che essa si trova di fronte due schieramenti sindacali contrapposti e oggi tra loro inconciliabili. Essa deve scegliere con quale dei due trattare; è ragionevole che scelga di farlo con i sindacati che rispettano la legge e che sono disponibili ad affrontare con realismo i problemi reali del risanamento dell'azienda.
Pietro Ichino
Corriere della Sera




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