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Discussione: Xenofobia di Stato?

  1. #11
    piemonteis downunder
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    L'immigrazione esclusivamente europea era la scelta
    solo fino al 1972, non 1984.

    La decisione di eliminare il criterio etnico e' stata presa
    solo in parte per mancanza di europei. Il motivo principale
    e' che ci si e' accorti che l'immigrazione asiatica
    era utile per il progresso stesso dell'Australia. In parte
    la fine della politica razziale e' stata anche causata dalla
    pressioni estere. Si cominciava gia' a parlare di sanzioni
    tipo Sudafrica e di isolamento internazionale nel 1972.

    Comunque siano stati i motivi, e' indubbio che
    l'immigrazione asiatica e' stata nel complesso
    positiva e non ha causato la disgregazione sociale, anzi
    gli Australiani (immigrati inclusi) hanno un senso
    nazionale piu' forte di molti paesi europei. Evidentemente
    l'integrazione non e' questione di religione o razza, ma
    di quale selezione viene fatta all'ingresso. Selezione basata
    pero' su qualificazioni professionali, non razziali.

    Nel momento in cui ci si butta su criteri razziali (respingere
    immigrati in quanto musulmani o neri), si finisce nelle sabbie
    mobili, senza via di uscita. E' impraticabile e scorretto.

  2. #12
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    In origine postato da Maxadhego
    Giusto quello che dici; tuttavia questo non fa altro che rafforzare le ragioni di chi è decisamente contro una immigrazione imposta con un atto di autoritarismo.
    La mancata Teodolinda con il conseguente imbastardimento cui tu fai cenno, mi fanno ritenere che di tutto abbiamo bisogno, meno che aggiungere altre mafie a quelle che già abbiamo nel territorio; binghi-bonghi e kamicazzi compresi.
    * Anche qui il tuo ragionamento e' giusto. Ma allora, che le decisioni riguardanti l' apertura della porta devono essere prese in Regione (in mancanza di altro) e non a roma.
    Che ne sanno a roma che qui con i Serbi abbiamo una tranquillissima simbiosi e se non li avessimo non esisterebbero idraulici ed elettricisti, mentre i senegalesi che mendicano per strada portano via l' elemosina ai nostrani? Per non parlare dei cinesi, che hanno trasformato il centro in Chinatown e fanno chiudere i nostri negozianti.
    Certo anche aussie ha ragione: se un Serbo spaccia droga o non sa fare niente, e' altrettanto inutile farlo venire qua come far venire un senegalese, pero' mi sembra che presso certi Popoli la laboriosita' e la qualificazione professionale siano molto piu' basse che per certi altri. Quindi una selezione su base professionale (compreso lingua e fedina penale) spesso non sarebbe molto diveresa da una selezione etnica (non mi piace, diciamo "in base alla provenienza"), ma sarebbe molto piu' accettabile, de facto a pari risultati.

  3. #13
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    In origine postato da aussiebloke


    In parte
    la fine della politica razziale e' stata anche causata dalla
    pressioni estere. Si cominciava gia' a parlare di sanzioni
    tipo Sudafrica e di isolamento internazionale nel 1972.

    Nel momento in cui ci si butta su criteri razziali (respingere
    immigrati in quanto musulmani o neri), si finisce nelle sabbie
    mobili, senza via di uscita. E' impraticabile e scorretto.

    Per fortuna che queste "scorrettezze" vengono rimediate a colpi di sanzioni che giustamente colpiscono chi si oppone alla società multietnica.
    Ecco i sani concetti di "libertà e democrazia" tipo "esportazione" che per imporli, qualche volta hanno bisogno di atteggiamenti "esplosivi".

  4. #14
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    In origine postato da Mitteleuropeo
    * Anche qui il tuo ragionamento e' giusto. Ma allora, che le decisioni riguardanti l' apertura della porta devono essere prese in Regione (in mancanza di altro) e non a roma.
    niente da dire, in una quadro istituzionale confederale, ogni stato-regione potrebbe applicare i criteri che più gli aggradano.
    del resto mi pare che questo sia l'obbiettivo programmatico di tutti gli indipendentisti, autonomisti e federalisti.

  5. #15
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    In origine postato da aussiebloke
    Comunque siano stati i motivi, e' indubbio che
    l'immigrazione asiatica e' stata nel complesso
    positiva e non ha causato la disgregazione sociale, anzi
    gli Australiani (immigrati inclusi) hanno un senso
    nazionale piu' forte di molti paesi europei.
    L'unico motivo per cui l'Australia non ha particolari problemi razziali è perchè , come il Canadà , è al 90% bianca , gli asiatici , in cui dovresti includere anche i libanesi , oltre che i cinesi , filippini etc , di problemi ne danno meno che musulmani e africani solo dal lato della delinquenza , ma nel commercio sono molto razzisti (più di noi europei) e tendono a ghettizzarsi , lascia passare qualche anno ancora e vedrai i problemi anche laggiù.

    Evidentemente
    l'integrazione non e' questione di religione o razza, ma
    di quale selezione viene fatta all'ingresso. Selezione basata
    pero' su qualificazioni professionali, non razziali.
    vecchissima teoria materialista secondo cui l'uomo è visto solo come soggetto del mercato e del mondo del lavoro , peccato che non corrisponda alla realtà...
    anche perchè il mercato cambia in fretta e l'immigrato può trovarsi per strada esattamente come un nativo , e poi che fa?
    anche le prime generazioni di musulmani in Francia e Uk si comportavano bene e non erano fanatiche se ricordi...

    Nel momento in cui ci si butta su criteri razziali (respingere
    immigrati in quanto musulmani o neri), si finisce nelle sabbie
    mobili, senza via di uscita. E' impraticabile e scorretto.

  6. #16
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    In origine postato da Io Robert


    vecchissima teoria materialista secondo cui l'uomo è visto solo come soggetto del mercato e del mondo del lavoro , peccato che non corrisponda alla realtà...
    anche perchè il mercato cambia in fretta e l'immigrato può trovarsi per strada esattamente come un nativo , e poi che fa?
    anche le prime generazioni di musulmani in Francia e Uk si comportavano bene e non erano fanatiche se ricordi...


    fino a qualche anno fa, gli imprenditori veneti, ti dicevano che per fortuna c'erano gli immigrati, altrimenti le fabbriche dovevano chiudere per mancanza di lavoratori.........
    ora molti sono a spasso con una età che non gli consente di trovare lavoro, mentre gli immigrati si ingegnano a frequentare gli assessorati all'assistenza........
    il tutto perchè una straordinaria congiuntura economica, aveva indotto alcuni illuminati a credere che il trend sarebbe durato in eterno........

  7. #17
    piemonteis downunder
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    Perfettamente d'accordo, Max, ma tutto cio' non ha niente
    a che vedere con il mio argomento, cioe' che la selezione
    dell'immigrazione puo' essere basata su criteri economici
    e professionali, non religiosi o razziali.

  8. #18
    SatanFascista
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    ma tu parti dal presussposto che gli immigrati siano come gli occidentali , cioè persone dalla mentalità secolarizzata per cui conta solo il lavoro e la partita la domenica , o l'uscita il sabato sera , il concetto è simile.
    E invece ogni volta che un asiatico , un indiano o meglio/peggio ancora un musulmano immigra , porta con se un tipo di cultura ancora attaccata alla tradizione , oltre che una o più mogli e tanti figli...

  9. #19
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    In origine postato da Io Robert
    E invece ogni volta che un asiatico , un indiano o meglio/peggio ancora un musulmano immigra , porta con se un tipo di cultura ancora attaccata alla tradizione , oltre che una o più mogli e tanti figli...
    * Stai parlando delle classi piu' basse, di quelli di cui nessuno ha bisogno e che fanno lavori, se si possono definire tali, inutili.
    Qui, come penso che saprai , abbiamo anche un centro di fisica, in cui lavorano indiani, ecc., che non vedono la famiglia solo come una conigliera per fare figli...

  10. #20
    piemonteis downunder
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    Per completare il discorso di Mittel:
    a parita' di istruzione e condizioni socio-economiche,
    gli immigrati asiatici in Australia sono perfettamente
    integrati coi colleghi bianchi. Ad esempio, studenti universitari
    asiatici ed europei convivono benissimo assieme;
    ingegneri asiatici ed europei, ecc. Certo che hanno una loro
    tradizione propria, cosi' come immigrati scozzesi
    conservano le proprie tradizioni, ma senza interferire
    con la societa' e il convivere pubblico.

    In sostanza, il confronto fra indigeni e immigrati
    (o fra immigrati europei e asiatici) va fatto a parita' di condizioni sociali.
    Se fai entrare gente istruita e con un lavoro, si integrano
    con la popolazione indigena allo stesso livello. Se invece
    fai entrare disoccupati, analfabeti o avanzi di galera,
    non si integreranno.

    Se qualcuno vuole farne una questione razziale,
    deve dirlo chiaramente: che non vuole ingegneri immigrati
    perche' i neri e i gialli gli stanno sulle palle. Senza rifugiarsi
    dietro la questione dell'"integrazione".

 

 
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