



Ah no! Se era racchio non era lui.Originariamente Scritto da Isabella
E come dimenticarsi quel malefico marpione?(I capelli verdi però mi hanno richiamato alla mente un altro idolo della mia infanzia, il mitico Haran Banjo) Credo d'aver rivisto tutte e due le serie (almeno, mi pare fossero due, ma ora non ricordo con precisione) diverse volte. Il mio personaggio preferito però era Koros (proiezione Freudiana?
)
ps: hai un pvt!![]()
![]()
Ho visto, ho visto... Sei un disastro! ()
(comunque ho rimediato, ma stai all'occhio che la memoria non mi funziona sempre così bene).


Grazie mille!!!Originariamente Scritto da Yggdrasill
![]()
![]()
Anche a me piaceva Koros, ad un certo punto ho sperato in una storia fra lei e Benjo, ero proprio malata...![]()


Prego, ma non lo fare più eh?Originariamente Scritto da Isabella
Ma no, era un'eroina un po' punk, anzi cyberpunk ante litteram.Anche a me piaceva Koros, ad un certo punto ho sperato in una storia fra lei e Benjo, ero proprio malata...
E poi, pora donna, aveva pure lei i suoi problemi esistenziali.
Diciamo che la sua era una figura un po’ “lilithiana”. Non per nulla, infatti, aveva palesemente abdicato certi ruoli più “femminili”, venusiani direi (del resto è bene rimarcare l’essere anche la Lilith un aspetto del femminile, magari un po’ oscuro, ma ugualmente tale), per abbracciarne altri di natura assai più terrifica e distruttiva. Tra l’altro, se non ricordo male, il profilo psicologico di detto personaggio poggiava proprio su una forte caratterizzazione, ben rappresentativa della lacerazione che questo pativa perennemente a causa della costrizione inflittagli dal dover, nel contempo, convivere con una struttura ambivalente e dicotomica provocata dall’essere un Cyborg. Quindi dall’incarnare giocoforza quell’elemento di passaggio che, pur gettando un ponte di collegamento tra l’Uomo e la Macchina, non ne permette però integrazione adeguata, chè le due nature: biologica e minerale, sono troppo distanti tra loro. Quindi, come dicevo un intimo patimento generatosi da un sopravvenuto status meccanico che, andandosi a stratificare sull’elemento vitale, l’aveva di fatto privato di una delle peculiarità più importanti dell’essere donna, e cioè quella riproduttiva, generando così un sentimento di rimpianto, e nostalgia, per le proprie genuine origini per le quali manteneva attrazione, fascinazione, e, nel contempo, una rabbiosa repulsione. Quest’ultima, oltretutto, provocata di rimando, quasi come stizzosa ripicca, per un passato ormai precluso, o, meglio, per un’identità biologica, e spirituale, ormai perduta. Che poi, a ben riflettere, la serie stessa era imperniata sulla medesima tematica della quale i vari personaggi riflettevano aspetti differenti. Non per nulla, infatti, da un lato vi erano coloro, i “cattivi”, che subendo il fascino perverso di una tecnologia senz’anima, immolandovisi, rinunciavano a sé stessi, divenendo quindi dei cyborg, mentre dall’altra vi erano i buoni, gli umani, che pur non condannando in toto i frutti di certo ingegno umano (Daitarn e ammennicoli vari sono pur sempre dei marchingegni meccanici), sceglievano di farne uso etico senza, per questo, rinunciare alla propria identità.
Insomma, Koros, nel suo piccolo, incarna(va) una riflessione sulla tematica della trasfigurazione de-naturante che l’Umanità sta subendo in seno alla nascente “civiltà” tecnologica. Intuizione che, a quanto pare, animò la fantasia creativa di molti autori del Sol Levante già agli inizi degli anni ’60 , ’70. E qui mi fermo che si rischia d’andarsi ad addentrare in una costruzione labirintica senza fine…
(ma te dimmi se a quest’ora bisogna mettersi a produrre certe elucubrazioni mentali. Vado a dormire che è meglio…)


I Cavalieri dello Zodiaco, ma anche tantissimi altri
Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi


Ah, aggiungo alla precedente lista pure l'Ape Magà, la controparte esistenzialista dell'Ape Maya, quest'ultima, al contrario, dalle chiare connotazioni yppi. Anzi, a ben pensarci, secondo me Maya, ma pure il suo socio e quell'altro, il grillo per intendersi, si faceva un pacco di canne. Una contrapposizione netta, quindi, dove da una parte troviamo Magà, coi suoi problemi esistenziali, incentrati sulle solite domande sul senso della vita, le considerazioni sulla tragicità del Destino et cetera, e dall'altra l'allegra combricola di fricchettoni cannaioli in costante stato di sballo droghereccio. Da un lato gli insettoni postpunk perennemente in preda ad una crisi di nervi, sempre pronti a buttarsi nel pozzo col sasso (borchiato) al collo, e dall'altra i novelli esegeti postpsichedelici del peace&love. Inutile dire che a me piaceva la prima e detestavo la seconda...Certe tare s'intuiscono sin dall'infanzia.
(non c'è dubbio, la presente analisi sociologica non può essere che il frutto bacato di una mente disagiata...)


C'ho le prove!!!
Ora, io non voglio dire od insinuare, nè passare per malevola o bacchettona, ma mi si sbugiardi, se ci si riesce, negando che è all'evidenza della sotto riprodotta immagine che:
1) Maya è adagiata in un fiore di loto, immagine che, seppur in forma subliminale, rimanda iconograficamente alla cultura acida, in salsa lisergica, del fricchettonesimo fine '70.
2)Quello che stanno facendo, alias sniffando e fumando, gli altri due personaggi è palesemente, inconfondibilmente, comprensibile. Inutile ogni commento.
Ergo...
Bon vado, che oggi viene un tizio, un antropologo pare, dell'universita di (...) per farmi un'intervista da includere in non so bene quale studio perpetrato per non so bene quale oscura ragione...Avranno mica letto i miei ultimi messaggi su questo forum?![]()
( se mi rinchiudono che qualcuno mi porti le arance)


Accidenti, che popò di analisi complicate che sei riuscita a partorire!
Nel frattempo me ne è tornato alla mente un altro che adoravo, Moby Dick 5, qualcuno lo ricorda?
![]()


Yggdrasil! Citi il cartone più cupo e disperato della storia! Galaxi express... Ambientazioni angoscianti e protagonisti che più sfigati non si può.
Ogni episodio rispecchiava una metafora della contemporaneità (le colonie di robot ricordavano i regimi comunisti, poi c'era un episodio su uomini nutriti dalle macchine che diventavano così obesi da far esplodere le case in cui vivevano...) insomma la quintaessenza della disperazione esistenziale pari solo al filone delle bimbe sfigate. Comunque alla sola visione di una scena del succitato cartone cambiavo immediatamente, indulgendo in pratiche apotropaiche particolarmente accentuate...


Moby dick 5... nel 1982 si verificò un allineamento dei pianeti...