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Il 1 Luglio 1980 un nuovo preannunciato aumento del prezzo della carne scatenò una protesta nazionale. Fu proclamato lo sciopero generale di Lublino che ben presto fu seguito da altre proteste operaie nei cantieri navali di Danzica e Szczecin. A guidare la lotta vi era un ex elettricista, Lech Walesa, licenziato alcuni mesi prima per aver tentato di creare un sindacato indipendente. I cantieri di Danzica divennero la sede del Comitato centrale di tutti gli scioperanti polacchi, riuniti in un unico sindacato denominato Solidarnosc (Solidarietà). Il governo di Gierek, nonostante avesse avuto molto tempo per prepararsi ad una risposta, non seppe trovare misure adeguate per arginare la protesta. Si provò ad aumentare i salari localmente in diverse fabbriche e cantieri, ma questa soluzione, adottata con successo nel 1970 naufragò in quell’estate per l’estrema coesione e unità del nuovo sindacato nel non accettare delle misure di ripiego.
Fallita ogni possibilità di far recedere i dimostranti, il governo decise di firmare gli accordi di Danzica nell’Agosto 1980. Le concessione ottenute da Solidarnosc raggiungevano tutti gli scopi che si erano stabiliti prima dell’inizio della protesta collettiva. Innanzi tutto il proprio riconoscimento quale sindacato distinto da quello comunista, in secondo luogo un aumento dei salari che fosse almeno parzialmente legato all’inflazione, infine la pubblicazione di una rivista quale primo esempio di libertà di stampa. Non deve sembrare strano che non ci fossero nell’accordo delle rivendicazioni politiche. Solidarnosc era nato con dei fini limitati alle richieste operaie, senza ulteriori pretese. Come sagacemente affermato da Timothy Garton Ash: “era l’inizio di una rivoluzione operaia contro uno stato operaio”. La vittoria nell’estate del 1980 si poteva considerare piena, ma sarebbe durate per poco tempo.
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walesa come Bertinotti![]()




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