| Giovedì 1 Settembre 2005 - 7:13 | Siro Asinelli |
L’anniversario della strage di Beslan si sta trasformando in un attacco diretto al Cremlino, e più precisamente a quel Vladimir Putin accusato di gestione autoritaria del potere presidenziale.
Il culmine dell’attacco è stato sferrato dal ‘Los Angeles Times’, neanche a dirlo, che nei giorni scorsi ha pubblicato un rapporto segreto presuntemente risultato dall’inchiesta interna avviata dalle autorità militari moscovite nei mesi passati.
Il chiodo, presente sul presunto dossier e riportato accanitamente dall’organo di stampa statunitense, batte sempre sullo stesso tasto: la gestione caotica e disarticolata della situazione da parte dei responsabili delle forze di sicurezza russe. Il 3 settembre dell’anno scorso 330 persone, di 186 bambini, rimasero uccise durante l’azione di forza promossa per liberare le centinaia di ostaggi da giorni nelle mani di un commando terrorista ceceno. Nella relazione riportata dal giornale Usa si legge di gruppi di agenti di sicurezza le cui posizioni erano sconosciute alle forze militari presenti e che “agivano per conto proprio, senza un coordinamento”. Alla base della strage, tagliano corto i detrattori del Cremlino, vi sarebbe stata una gestione oltremodo caotica della situazione. Nessuno o pochi accenni al fatto che prima di procedere all’irruzione nella scuola ed ingaggiare una sparatoria con i terroristi, centinaia di persone sono state testimoni dell’esplosione di diverse cariche che gli stessi ceceni avevano piazzato nell’edificio. Il dito viene inoltre puntato sul presunto uso di armi pesanti da parte delle stesse forze di sicurezza russe, tra cui granate, colpi di carri armati e lanciafiamme. Una commissione parlamentare istituita all’indomani della strage sta ancora cercando di fare chiarezza su queste ultime circostanze. Molte delle vittime, infatti, sarebbero morte dopo lo scatenarsi dell’incendio che ha mandato in fumo la scuola. La maggior parte di esse erano già state mutilate dopo l’esplosione delle granate lanciate dai terroristi, eppure le accuse più pesanti riguardano proprio l’incendio della scuola che sarebbe stato alimentato dall’attacco russo. Il ‘Times’, altro quotidiano atlantico, ha raccolto testimonianze secondo cui dopo circa 45 minuti dall’esplosione delle granate terroriste l’incendio sarebbe stato ancora localizzato e non particolarmente esteso. L’inferno sarebbe divampato in seguito al tentativo di irruzione dei militari.




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