"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale"
Apro questa discussione ritenendola, storicamente, interessante, tratta la vita politica di quei giovani cresciuti in pieno fascismo, aderire allo stesso, distaccarsene e aderire all'antifascismo socialista e comunista.
Antonio Bernieri
Una lezione di vita
E così anche Antonio Bernieri se ne andato, accompagnato dal cordoglio dei tanti che lo hanno conosciuto e stimato e dal ricordo delle vicende che lo hanno visto protagonista: dall'antifascismo clandestino alla Resistenza armata, da segretario provinciale del Pci a parlamentare comunista e, in un successivo momento, assessore e vicesindaco al Comune di Carrara. Un "cammino" politico-amministrativo di tutto rispetto che nella nostra provincia hanno percorso in pochi e che consacra Antonio Bernieri come uno dei più prestigiosi dirigenti politici degli ultimi 50 anni. Ma Antonio Bernieri è stato molto di più. Egli ha interpretato il ruolo del dirigente politico all'insegna di una vivacità intellettuale, di una passione emotiva e di una ricchezza culturale assai rara. Non si possono usare, per ricordare Antonio Bernieri, aggettivi di circostanza quali "bravo", "semplice", "buono". Antonio Bernieri è stato personaggio scomodo e complesso, rigoroso nella passione politica e nell'impegno culturale, non amava i mezzi termini e preferiva scontrarsi piuttosto che accondiscendere, e anche questa è una qualità rara. Della politica conosceva mediazioni, segreti, soddisfazioni ed amarezze, ma la sua lucida e brillante intelligenza, la sua profonda curiosità per le novità non gli hanno mai permesso di transigere da quel suo "stile signorile" fatto di rigore e serietà. E ci piace ricordare, qui, quel suo sorriso ironico ed eloquente, quel sorriso che diceva più di tante parole. Antonio Bernieri non amava né i compromessi né la retorica. E il suo modo di esporre in maniera chiara e a volte persino dura il proprio pensiero ha fatto si che, troppo spesso, le sue idee, forse troppo avanzate per la provincia italiana di allora e di oggi, scontassero un pesante tributo alla meschinità e alla mancanza di orizzonte dei molti che lo ostacolarono in tutti i modi. Alla fine degli anni '30 iniziava il suo impegno di antifascista militante. Con Ruggero Zangrandi ed il fratello Marcello diede vita al Partito Socialista Rivoluzionario, e per questa ragione nel giugno del '42 fu arrestato dal Regime e deferito al Tribunale Speciale. Nel 1943 aderiva al Partito Comunista, e di questo divenne subito, per capacità ed intelligenza, quadro di spicco. Dopo l'8 settembre fu tra gli organizzatori della Resistenza a Carrara prima e poi in provincia di Firenze e di Siena. Nel '48 fu eletto deputato, e nel '50 Togliatti lo chiamò a collaborare con la rivista "Rinascita". La vicenda politica e culturale di Antonio Bernieri è da sempre trascorsa immersa nel migliore filone della cultura e della intellettualità italiana e straniera. E non dimentichiamo che fu proprio questo suo essere intellettuale e politico, che gli permise di superare i limitati orizzonti del provincialismo. Antonio amava questa gente e questa terra apuana, e gli piaceva ricordare come la sua passione per la politica e per la storia iniziarono a germogliare allorché, giovane studente di famiglia agiata, incontrò un mondo fino ad allora a lui sconosciuto, il mondo degli operai del marmo, la loro miseria materiale, la loro composta dignità, la loro grande carica di umanità. E questo fu in occasione del breve e casuale incontro con quel Fusani, cavatore eletto deputato a fine '800 quando era in carcere per i fatti del '94, ormai vecchio, che aveva passato la sua vita tra il carcere e la lotta per un mondo più giusto. Antonio non dimenticò mai quella dura lezione, e ne ha sempre serbato l'essenza: trasmettere alle giovani generazioni la ricchezza di un immenso patrimonio di lotte e di idee proprio della nostra città e della sua gente, ma trasmetterlo in maniera scevra da retorica e ideologismi, non come cosa calcificata, ma come cosa viva. E c'è da domandarsi, allora, a cosa si ridurrebbe la ricerca sulla nostra storia senza il contributo di numerosi saggi, libri, idee che Antonio Bernieri ci ha dato. Ma nessuno è profeta in patria, e Antonio ha scontato anche questo. Per affermare il prestigio internazionale dell'industria apuana dei marmi ideò una manifestazione (la Biennale internazionale di scultura) che fu all'altezza di questo prestigio ed ebbe l'amarezza di vedere una iniziativa che aveva richiamato a Carrara artisti da tutto il mondo prima cessata e poi ridotta ad un qualsiasi simposio di paese. E ancor di più non aver potuto vedere, dopo anni di fatica trascorsi ad accumulare e valorizzare patrimoni documentali inestimabili per la storia della nostra città (basti pensare a quelli della famiglia Fabbricotti) che sarebbero finiti al macero, gli stessi documenti ospitati in una sede adeguata. Antonio ha perduto alcune battaglie ma ha sicuramente vinto la sua guerra e fino alla fine ha progettato e lavorato ad opere di grande prestigio, ultima una monumentale biografia su Simòn Bolìvar Libertador. E' assai difficile, in poche righe, tratteggiare una personalità così complessa, ricca e vivace, o riassumere una vita così intensamente vissuta. Ci ha lasciato una grande lezione, quella che la politica è passione ed intelligenza, è curiosità ed attenzione verso un mondo che cambia, ma soprattutto per l'uomo, che delle idee, come della storia è soggetto e motore. Ciao Antonio, ci piace ricordarti ci piace ricordarti con quel tuo sorriso di persona lucida ed intelligente, ci piace pensare che la tua lezione di uomo e di studioso possa finalmente essere compresa.
Bibliografia
La Polonia ed i suoi problemi, Pisa, Ballerini, 1939. 50 anni di lotte operaie in Apuania, Carrara, Camera del Lavoro, 1951 Cento anni di storia sociale a Carrara (1815-1921), Milano, Feltrinelli Editore, 1961 Corrispondenza con gli italiani (1848-1895) di Marx e Engels, a cura di A. Bernieri, Roma, Editori Riuniti, 1965 L'internazionale e gli anarchici, di Engels, a cura di A. Bernieri, Roma, Editori Riuniti, 1965. Gino Menconi nella rivoluzione italiana, Carrara, Società Editrice Apuana, 1978. Carlo Andrea Fabbricotti - Poesie: 1937/1950, testo critico di Franco Contorbia, prefazione di Antonio Bernieri, Carrara, Stamperia Editoria Apuana, 1980. Storia di Carrara moderna (1815-1935), Pisa, Pacini Editore, 1983. Il porto di Carrara - Storia e attualità, di A. Bernieri, L. e T. Mannoni, Genova, Sagep Editrice, 1983. Il lungo viaggio di Ruggero Zangrandi, Carrara, Stamperia Editoria Apuana, 1985. Carrara, Genova, Sagep Editrice, 1985. Simòn Bolìvar Libertador, Firenze, Editrice Atheneum - Carrara Società Editrice Apuana, 1989.
Saggi e interventi
Per la ripresa dell'esportazione del marmo apuano, Roma, Camera dei Deputati, 1948. Sul monopolio elettrico in Toscana, Roma, Camera dei Deputati, 1956. Gli agri marmiferi toscani. Problemi socio economici e giuridico regolamentari, Firenze, Atti del Convegno regionale: la Toscana nella programmazione economica, 1963. Massa-Carrara, Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza, volume I, Milano, La Pietra Editore, 1968. La nascita del fascismo a Carrara, Convegno sulla Toscana nel regime fascista, Firenze, Olschki Editore, 1971. La Camera del Lavoro di Massa-Carrara nel 75° della fondazione, testi di Antonio Bernieri e Lorenzo Gestri, Carrara, Camera del Lavoro, 1977. Ricerche nell'ambito del marmo. La ricerca nel settore storiografico, in: Cronaca e Storia di Val di Magra, Aulla, Centro Aullese Ricerche e Studi Lunigianesi, 1978. Massa: le strutture socio- economiche fra 1860 e 1915, in "Città e storia: 1860-1915", Carrara, Società Editrice Apuana, 1978. L'origine delle strutture sociali ed il loro sviluppo dal 1860 al 1915- Lo sviluppo del sottosviluppo in Lunigiana. Convegno su "Lo sviluppo ineguale dell'Italia postunitaria: la Regione apuo lunense", Massa Carrara, Amministrazione Provinciale, 1979. Sindacalismo rivoluzionario, quale approccio storiografico?, Convegno I.R.S.S.A.L.: Centro Aullese Ricerche e Studi Lunigianesi, Pisa, Pacini Editore, 1980. Lineamenti e problemi della storia del Comitato provinciale Apuano di Liberazione, Convegno studi sulla Resistenza a Massa Carrara, Aulla, 1980. Per una politica estera del PCI, inedito, 1985. La politica di Maria Teresa nel quadro della trasformazione sociale del Principato di Carrara, Massa, Annuario della Biblioteca Civica, 1981. Sullo sviluppo e crisi dell'economia apuana negli anni di Francesco Betti, Atti Congresso su Francesco Betti e il socialismo apuano, Firenze, Vallecchi Editore, 1981. Cenni sulla famiglia Fabbricotti nella storia del marmo, in Album di memorie di Maria Teresa Fabbricotti Mazzei, Firenze, Giunti Editore, 1990, - tratto dal più esteso saggio inedito, Breve storia della famiglia Fabbricotti. Carrara, le sue ville, la sua gente, in Carrara dal marmo al mare, Firenze, Alinari, 1990.
La presente nota bibliografica è tratta da Antonio Bernieri. Il senso di una vita. Ricordi e pensieri autobiografici, a cura di Marcello Bernieri, Carrara, ALDUS, 1993.
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