Un altro buco nell’acqua – Comunicato del Campo antimperialista
Il tribunale del riesame di Perugia il 3 settembre ha annullato il provvedimento di sequestro, per mancanza di indizi, seguito ad una perquisizione, a carico di Emanuele Fanesi, militante del Campo antimperialista e titolare del c/c dedicato alla Resistenza del popolo iracheno contro l’occupazione, fattivamente supportata, è bene non dimenticarlo, dal governo italiano.
Oltre a vario materiale politico e al pc, su mandato della procura della repubblica di Perugia, la DIGOS aveva sequestrato anche la documentazione relativa al c/c in questione, contestando genericamente a Emanuele il reato di cui all’art. 270 bis c.p., cioè l’appartenenza ad associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico. Ma anche questa volta, come già il 1° aprile 2004, l’inchiesta si rivela per quello che è: un buco nell’acqua.
Ricapitoliamo: la perquisizione avvenne il 30 giugno; il 1° luglio venne chiuso il sito web del Campo antimperialista per “attività terroristica”, con particolare riguardo alla campagna “10 euro per la Resistenza Irachena”. I primi di agosto venne resa nota la lettera datata 28 giugno dei 44 parlamentari statunitensi all’ambasciatore italiano negli USA, in cui si chiedeva di impedire la Conferenza per una pace giusta in Iraq e la Resistenza irachena e, più in generale, di ostacolare l’attività degli antimperialisti in quanto, ovviamente, terrorista. A questo punto non ci sono dubbi: tutti gli ostacoli posti alle attività di chi si oppone all’occupazione dell’Iraq e si adopera per dar voce in qualche modo ai veri rappresentanti del popolo iracheno, anziché all’ascaro che il ministro degli esteri Fini emulando il Mussolini della conquista dell’Etiopia ha portato recentemente in Italia, vengono orchestrati oltreoceano e l’Italia fedelmente esegue. La cartina di tornasole è stata la vicenda dei visti negati ai delegati iracheni della Conferenza: dopo l’iniziale assenso c’è stato un immediato dietrofront imposto dal suddetto ministro inpersona, successivo guardacaso alla pubblicazione della lettera dei 44.
Ma non ci lasceremo intimidire: insieme agli altri amici e compagni dei Comitati Iraq Libero e del Comitato organizzatore della Conferenza continueremo la nostra battaglia affinché i rappresentanti del popolo iracheno possano esprimere la loro opposizione all’attuale occupazione. Ricordiamo infatti che è in atto, davanti al ministero degli esteri, uno sciopero della fame ad oltranza per il rilascio dei visti in questione, sciopero cui partecipa il nostro Emanuele.
Assisi 4 settembre 2004
Campo Antimperialista – Sez. Italiana




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