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Discussione: La contropassione

  1. #1
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    Talking La contropassione

    Un regista italiano gira una contropassione .
    http://ansa.it/main/notizie/fdg/2005...730211258.html

    Si immedesimerà tanto nel personaggio e la sua predicazione sarà così efficace da suscitare l'entusiasmo degli ebrei-marrani suoi seguaci convinti che sia il messia, ma anche l'opposizione dell'Inquisizione che deciderà la sua uccisione. Oramai sulla croce, Giosué griderà di non essere il Messia e morirà recitando le prime parole dell'atto di fede ebraico, 'Shema Israel' (Ascolta Israele).
    Che fuor di metafora si capisce benissimo cosa significa..
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  2. #2
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    Riporto, ringraziandoti per il contributo, l'intera notizia:

    MOSTRA VENEZIA: EBREI,'PASSIONE' DI SCIMECA CONTRO GIBSON

    ROMA - Di una cosa può essere certo Pasquale Scimeca: nell'interpretazione della Passione di Gesù ha battuto Mel Gibson e il suo film miliardario e contestato. Almeno secondo Amos Luzzatto presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) e Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, che hanno visto in anteprima il film del regista siciliano 'La Passione di Giosue' l'ebreò, in programma nella sezione collaterale delle Giornate degli autori domani a Venezia.

    Un film - di cui la Cei ha sottolineato l'utilità per il dialogo ebraico-cristiano - al quale Scimeca ha detto di tenere molto perché affronta la scoperta - recente - delle antiche radici ebraico-sefardite della sua famiglia. "Questa scoperta - ha ammesso - mi ha costretto a guardarmi dentro, a cercare di capire le ragioni oscure di certe mie paure...ma anche a studiare la storia del popolo ebraico, la sua cultura, le sue tradizioni religiose, a confrontarle con le altre religioni, con l'Islam, con il Cristianesimo". "Cercare le radici di dell'odio contro gli ebrei - ha aggiunto - è indispensabile per poterlo rimuovere". Ecco allora la storia - ambientata nel 1492, anno dell'espulsione degli ebrei dalla Spagna da parte della cattolicissima regina Isabella - di Giosué, ebreo, figlio di un rabbino dal nome Giuseppe, che, in Sicilia, è scelto, per la sua erudizione religiosa, ad interpretare Gesù nella Passione del Venerdì di Pasqua. Si immedesimerà tanto nel personaggio e la sua predicazione sarà così efficace da suscitare l'entusiasmo degli ebrei-marrani suoi seguaci convinti che sia il messia, ma anche l'opposizione dell'Inquisizione che deciderà la sua uccisione. Oramai sulla croce, Giosué griderà di non essere il Messia e morirà recitando le prime parole dell'atto di fede ebraico, 'Shema Israel' (Ascolta Israele).


    Non ha convinto la critica, il primo film italiano al concorso di Venezia 62, 'I giorni dell'abbandonò di Roberto Faenza, con Luca Zingaretti, Goran Bregovic e, soprattutto, Margherita Buy in un ruolo quasi totalizzante. Alla proiezione riservata alla stampa, pochissimi applausi e molti fischi. Stasera la prova del pubblico della Mostra. Il film, tratto dal romanzo di Elena Ferrante, accende le luci su una bella coppia, i loro due bambini, una casa borghese a Torino.

    Una sera qualunque, lui dice "siediti, ti devo parlare" e poi "non so che dire...non so nemmeno io cosa succede...ho bisogno di pensare, di stare solo per un po'" e se ne va di casa. E per lei iniziano i giorni dell'abbandono. Lunghe, lente giornate, in cui le piccole cose quotidiane, far pulizia in casa, portare fuori il cane, preparare da mangiare, badare ai bambini, sono delle montagne invalicabili, il pensiero della sua assenza è un gorgo che tira giù, giù fino all'abbrutimento, fino a farsi male. Lei, Olga, è Margherita Buy che, spiega il regista, Roberto Faenza, "ha attraversato nella sua vita un'esperienza simile e per questo ha avuto una grande sensibilità nell'affrontare il personaggio".

  3. #3
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    Insomma gli spettatori se ne vanno con l'immagine di Gesu che ammette di non essere il Messia. Siccome non si poteva fare direttamente hanno usato un "Giosuè". Quello che conta è che una serie di immagini e di battute subliminali che colpiscono lo spettatore.
    Ora, chi protesterà? Scommettiamo? Nessuno (anzi).
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  4. #4
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    ma va là: è solo una vaccata!

 

 

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