Sappiamo con Rosa Luxemburg che nessuna riforma in senso socialista può essere improntata per vie parlamentari. Sarebbe al massimo un controllo dello Stato che non può perdere il suo carattere capitalista ossia di sfruttamento.
Interessante ragionare sulla sua opera "riforma sociale e rivoluzione", quando afferma che il salario nel capitalismo non è un rapporto giuridico ma un rapporto puramente economico, non esiste quindi una sola legge che definisce il predominio di classe.
Quindi sarebbe impossibile abolire il capitalismo per via legale senza far saltare in aria tutto il sistema, un pò come ha fatto la borghesia con il feudalesimo.
Sappiamo con Marx però che deve esistere la possibilità di un'alleanza con la borghesia "illuminata" contro la reazione e la conservazione.
Ho fatto questa citazione perchè penso che la necessità storica è quella di battere Berlusconi e quello che rappresenta, sarebbe suicida da parte di Rifondazione Comunista slegarsi da questo sentimento comune del popolo della sinistra.
L'errore della linea di Bertinotti non è a mio avviso quella del passaggio di governo, sempre in funzione di spola e di difesa delle lotte sociali, ma quella di aver smesso di denunciare il vero carattere di sfruttamento del capitalismo, della borghesia e per una prospettiva socialista.
Questo per leggittimarsi agli occhi della borghesia? Perchè non è stato mai comunista? A voi compagni la parola.




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