BCE: PREOCCUPANO CONTI ITALIA, CONTENIMENTO SPESA NON EFFICACE

La situazione dei conti pubblici italiani preoccupa la Bce.
Nel suo Bollettino mensile, la Banca centrale europea rileva che nel 2005 ''diversi paesi registreranno presumibilmente un disavanzo, che nel caso di Germania, Grecia, Francia, Italia e Portogallo potrebbe sfiorare, o persino superare, il limite massimo del 3 per cento del PIL. Anziche' diminuire, come inizialmente previsto dai piani di bilancio degli Stati membri, nel 2005 il rapporto fra disavanzo e PIL nell'area dell'euro risulterebbe sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente, a circa il 2,7 per cento''.
''L'orientamento della politica di bilancio nel 2005 - indica la Bce - dovrebbe risultare lievemente piu' restrittivo, in contrasto con il consolidamento previsto a livello aggregato''.
Per quanto riguarda l'Italia, la Bce afferma che ''la strategia di fondo per la finanza pubblica, basata soprattutto sul contenimento della spesa, non si e' dimostrata pienamente efficace, con un possibile sconfinamento in particolare sul fronte della sanita'''. ''Il rapido venir meno degli effetti legati alle misure temporanee degli anni precedenti - prosegue il Bollettino - ha contribuito ad accelerare il deterioramento della posizione di bilancio. Motivo di preoccupazione e' la divergenza persistente fra il disavanzo calcolato sulla base del criterio di cassa e quello calcolato secondo il principio di competenza, peraltro evidente nelle discrepanze fra il disavanzo e l'aumento del livello del debito''. ''Riguardo alla procedura di disavanzo eccessivo - conclude la Bce - il governo italiano si e' impegnato ad attuare una rigorosa disciplina di bilancio nella restante parte dell'anno, prefiggendosi di correggere il disavanzo eccessivo nel 2007''.
La Bce invita tutti i paesi interessati, ''visti questi squilibri'', ad applicare ''un'attenta politica di bilancio''. ''I governi - precisa il Bollettino - dovrebbero essere pronti ad adottare ulteriori interventi correttivi in caso di un'evoluzione preoccupante dei conti pubblici''. ''Specie nei paesi vicini a un appuntamento elettorale - prosegue l'Istituto centrale - le considerazioni d'ordine politico non dovrebbero distogliere le autorita' governative dall'applicazione di un'appropriata azione di bilancio''.
''Il risanamento dovrebbe risultare da una riforma strutturale dei conti pubblici, anziche' da misure temporanee, e iscriversi in un programma ampio e articolato atto a sostenere la fiducia e la crescita'', aggiunge il Bollettino, precisando che ''cio' vale in particolare per i paesi in cui, al basso livello di crescita tendenziale, si aggiungono le scarse prospettive di investimento e di occupazione, nonche' gli effetti negativi sui conti pubblici dell'invecchiamento della popolazione''.