Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Il programma di Prodi - Analisi e commenti

    Cerchiamo di andare per ordine, per non fare confusione.... cominciamo dal primo paragrafo, quello sulla globalizzazione:

    CI SONO ANCHE GLI ALTRI
    La più grande novità dei nostri tempi è la globalizzazione che, in parole molto semplici, vuol dire che ci sono anche gli altri.
    Eravamo abituati a un mondo più piccolo, nel quale un gruppo di paesi più ricchi, tra i quali a pieno titolo l'Italia, si divideva la torta delle risorse finanziarie, energetiche e naturali, e in cui quello stesso drappello di paesi competeva per collocare le proprie merci sui mercati. Alla fine degli anni '80, con la fine della guerra fredda, le politiche di apertura avviate da molti paesi, la liberalizzazione dei flussi finanziari e la diffusione
    delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione, questo mondo piccolo è diventato grande.
    'Ci sono anche gli altri' vuol dire che si gioca in un campo aperto, in cui non sono più solo in pochi a competere per le risorse, gli investimenti, la conquista di mercati, che da locali si sono fatti planetari. Da questo mondo più grande e più aperto non ci si può tirare fuori, perchè chiudere le porte e le finestre significa rinunciare alla pace, alla democrazia, all'integrazione e allo sviluppo. Esserci quindi non è una scelta, ma un fatto, e l'Italia, paese avanzato e democratico, intende esserci da protagonista, adeguando le sue capacità di competere, assumendosi appieno le responsabilità proprie di un grande paese, affermando con vigore i suoi valori.
    Tuttavia non tutti hanno accettato questo processo, vivendolo come una forzata imposizione dei costumi, dei valori e del modello sociale occidentali. Da questo rifiuto nasce il terrorismo internazionale che sta così drammaticamente segnando questi primi anni del terzo millennio. E' una sfida che va affrontata con determinazione, con una lotta senza quartiere alla violenza, ma anche con grande sensibilità politica, fatta di rispetto, di convivenza tra le diversità e di superamento definitivo delle logiche del secolo scorso che vedevano gli interessi di alcuni calpestare i diritti e le aspettative di altri.
    Ci sono popoli che al processo di globalizzazione e alle straordinarie opportunità che apre, possono partecipare solo da spettatori lontani perché bloccati dalla povertà, dall'ignoranza e dalle malattie. Quei popoli avranno il nostro sostegno, diretto e attraverso politiche multilaterali, perché possano anch'essi costruirsi un futuro non più salendo su precari barconi in cerca di lidi migliori, ma a casa propria, lì dove sono i loro affetti e le loro radici.




    Sono graditi commenti e analisi....

  2. #2
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    la prima è l'unica parte decente insieme alla politica estera, ma non si parla molto nè di diritti nè civili nè dei lavoratori.

    se il mio voto alle primarie per lui era già compromesso con questo programma se lo sogna direttamente

  3. #3
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    Predefinito Re: Il programma di Prodi - Analisi e commenti

    In origine postato da Red River
    Cerchiamo di andare per ordine, per non fare confusione.... cominciamo dal primo paragrafo, quello sulla globalizzazione:

    CI SONO ANCHE GLI ALTRI
    La più grande novità dei nostri tempi è la globalizzazione che, in parole molto semplici, vuol dire che ci sono anche gli altri.
    Eravamo abituati a un mondo più piccolo, nel quale un gruppo di paesi più ricchi, tra i quali a pieno titolo l'Italia, si divideva la torta delle risorse finanziarie, energetiche e naturali, e in cui quello stesso drappello di paesi competeva per collocare le proprie merci sui mercati. Alla fine degli anni '80, con la fine della guerra fredda, le politiche di apertura avviate da molti paesi, la liberalizzazione dei flussi finanziari e la diffusione
    delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione, questo mondo piccolo è diventato grande.
    'Ci sono anche gli altri' vuol dire che si gioca in un campo aperto, in cui non sono più solo in pochi a competere per le risorse, gli investimenti, la conquista di mercati, che da locali si sono fatti planetari. Da questo mondo più grande e più aperto non ci si può tirare fuori, perchè chiudere le porte e le finestre significa rinunciare alla pace, alla democrazia, all'integrazione e allo sviluppo. Esserci quindi non è una scelta, ma un fatto, e l'Italia, paese avanzato e democratico, intende esserci da protagonista, adeguando le sue capacità di competere, assumendosi appieno le responsabilità proprie di un grande paese, affermando con vigore i suoi valori.
    Tuttavia non tutti hanno accettato questo processo, vivendolo come una forzata imposizione dei costumi, dei valori e del modello sociale occidentali. Da questo rifiuto nasce il terrorismo internazionale che sta così drammaticamente segnando questi primi anni del terzo millennio. E' una sfida che va affrontata con determinazione, con una lotta senza quartiere alla violenza, ma anche con grande sensibilità politica, fatta di rispetto, di convivenza tra le diversità e di superamento definitivo delle logiche del secolo scorso che vedevano gli interessi di alcuni calpestare i diritti e le aspettative di altri.
    Ci sono popoli che al processo di globalizzazione e alle straordinarie opportunità che apre, possono partecipare solo da spettatori lontani perché bloccati dalla povertà, dall'ignoranza e dalle malattie. Quei popoli avranno il nostro sostegno, diretto e attraverso politiche multilaterali, perché possano anch'essi costruirsi un futuro non più salendo su precari barconi in cerca di lidi migliori, ma a casa propria, lì dove sono i loro affetti e le loro radici.




    Sono graditi commenti e analisi....



    Scusate ma non ha detto niente di interessante, ha fato semplicemente un analisi dei fatti in maniera un pò banale , ma questo è comprensibile, però non vedo neanche una proposta sul modo in cui l'Italia dovrebbbe essere attiva sullo scacchiere internazionale.
    Queste sono solo parole ma ero capace a dirle anche io , sinceramente pretendo un pò di più

  4. #4
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    Sembra il copia-incolla della MOZIONE 1 (Fassino-D’Alema) Per vincere. La sinistra che unisce (all'ultimo congresso dei ds)....vuota, qualunquista, niente da dire e niente da dare...non diamo fastidio ai cattolici, non diamo fastidio agli imprenditori, non diamo una mano ai laici, non diamo una mano a chi e' nella merda...lo stesso qualunquismo che mi porto' a deplorare quella mozione, mi porta a deplorare ancora di piu' un documento che dovrebbe essere programma di governo.

    Con un programma del genere, potremmo arrivare al massimo a un governo con priorita' pari a quelle di Schroeder, ma addirittura molto molto piu' scarso, molto meno laico, e persino piu' liberista...e ce ne vuole!

    In piu', ci sono annessioni neocentriste fortissime, e si vuole portare avanti un'idea che tralascia completamente le istanze della Sinistra, che non come nel 2001 conta molto, piu' del 13% e soprattutto, conta la maggioranza dei problemi reali del popolo.

    Sono certo che Prodi abbia avuto dei cattivi condiglieri, i peggiori liberisti dei ds, e i peggiori democrociotoni della margherita, con l'aiuto dei budini sdiini, ma di certo dopo le primarie, che vinca questa mozione, la tendenza dovra' essere invertita, non credo che tutta la Sinistra possa sottoscrivere in toto un documento del genere, che ci porterebbe a fare gli stessi, o piu' errori del 96-01.

    Questo non possiamo permettercelo, per noi, e per il popolo che chiede tutt'altro che chiacchiere e inciuci con confindustria o col vati-cano.

  5. #5
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    Costituzione: quali sono, per esteso ed esplicitamente, le nuove esigenze della società italiana ? Cosa si intende per nuove forme di partecipazione ? In che modo rendere più equilibrato ed efficiente il rapporto tra Stato ed enti locali ?

    Europa: in politica nulla è irreversibile, perché tutto è cambiamento. Riguardo all'Europa, almeno attuale, non mi sembra affatto questa terra di diritti e di pace, anzi, è insieme agli USA ed Israele una delle principali cause delle disuguaglianze globali nonché delle guerre che conduce insieme al suo compare d'oltre oceano.
    In materia di diritti, al di là delle strumentalizzazioni che permettono agli omosessuali di andare davanti all'altare, bisognerebbe guardare le sempre più presenti (o in progettazione) banche dati europei attraverso cui ci stanno sempre più schedando, o la scelta, condivisa da Blair a Zapatero, di raccogliere le impronte digitali di tutti i cittadini europei.
    Insomma, l'edificazione di un mondo più giusto non può partire dall'Europa, almeno da questa Europa, con gli attuali governanti distanti dagli interessi popolari.
    Ritorna il paradigma della competitività e della competizione, per cui chi è "straniero" è visto torvamente come un nemico che vuole rubarci idee, conoscenze o distruggerci: alla competizione-competitività io contrappongo una visione in cui prevalgono cooperazione e comunanza.
    Riguardo alla concentrazione nell'Europa delle politiche economiche, questo significa solo fare gli interessi dei banchieri europei: io contrappongo una visione in cui la comunità locale concentri su di sé la sovranità e la capacità di fare scelte, poiché "più è piccolo il paese, più libera è la gente": no quindi ai mostri megaburocratici come l'Unione Europea.
    Auspico che un'eventuale Europa unita (totalmente diversa da quella esistente) controlli esclusivamente Difesa e linee economiche generali (non l'intera economia nazionale).
    Ammesso poi che si voglia fare una politica pro-Europa, non vedo come è conciliabile con le politiche che l'allora Ulivo (oggi Unione) ha fatto in funzione filo-americana, potenziando, per effettivi, le basi Nato e statunitensi presenti sul territorio e contribuendo allo stanziarsi degli Stati Uniti in Serbia, territorio europeo, anziché procedere in un allontanamento degli statunitensi stessi dalle nostre terre.

    Pace, Giustizia e Libertà: l'enfasi posta sul valore formale della Pace espresso nella costituzione penso sia contraddetto dalla stessa azione di governo dell'allora Ulivo (oggi Unione): l'Italia oltre a concedere le basi agli USA per fare i bombardamenti (senza la concessione delle basi i bombardamenti stessi sarebbero stati impossibili da effettuare) ha partecipato, in violazione della Costituzione da voi, certamente non da me, presa a parametro di qualsiasi scelta, ai bombardamenti della Serbia, senza informare né il Parlamento, né l'opinione pubblica.
    Bisognerebbe poi ricordarsi come votò l'Unione in Parlamento alla guerra contro l'Afghanistan, così come continua a fare la componente mastelliana alla guerra all'Iraq.

    Sicurezza, democrazia e lotta al terrorismo: temi cari alla destra. Mentre si condanna il terrorismo come nemico dell'umanità in quanto portatore di violenza, distruzione e morte nel mondo intero, ma, guarda caso, si tace completamente e in modo estremamente grave sull'essenza altrettanto distruttiva degli Stati (causa ogni anno della morte di 174 milioni di persone), anch'essi ugualmente portatori di distruzione, violenza e morte nel mondo al pari del terrorismo (vedere il massacro di Falluja, per fare un esempio lampante) e si sorvola, anche qui in modo grave e tendenzioso, sul processo di spirale di violenza ed odio alimentato parimenti da Stati ed organizzazioni terroristiche. Per un mondo più giusto occorre a mio avviso combattere, oltre alle organizzazioni terroristiche, in primo luogo anche gli Stati portatori di guerra, precariato, repressione e barbarie. C'è un'esaltazione dei valori della democrazia quando ormai per "democrazia" va intesa la feccia dei loschi figuri a capo del sistema mondiale: Bush, Blair, Sharon, tutti si definiscono democratici. Secondo voi, poi, è possibile conciliare una libertà che sia degna di questo nome con la sicurezza come è da voi intesa ? Non solo vi apprestate a varare il pacchetto Pisanu, ma, unici insieme all'Udc, avete tentato di far passare pure un provvedimento che avrebbe dato poteri di polizia alle forze armate: tutto degno di uno Stato di polizia in fieri.

    Reagire al declino: In realtà non abbiamo bisogno di "crescere", ma di distribuire in modo più equo le risorse. Ed io mi dovrei mobilitare per far andar bene l'economia quando il maggior guadagno dalla mia mobilitazione lo avrebbero industriali e banchieri, cioè l'alta borghesia, mentre a me andrebbero le briciole. Chi soffre per la perdita del potere di acquisto, mi auguro che sappia chi è che deve ringraziare: Prodi, che ha portato avanti la genialata di farci entrare nell'Euro, e Berlusconi, che, a dispetto delle sparate della Lega, dall'Euro non ne è uscito.
    Cosa si intende poi per "sostegno alla produzione" ? Che bisogna dare più soldi alle imprese come se già non ne avessero abbastanza ? Contrastare la precarietà ? Forse bisognava farlo già dai governi Prodi-D'Alema-Amato, che hanno invece introdotto forme di precarizzazione del mondo del lavoro aprendo così una falla al successivo governo Berlusconi. No comment e un velo pietoso nel pezzo in cui si dice che c'è bisogno di più mercato.
    Sinceramente se un programma di governo lo avessi dovuto fare io, ci avrei messo solo duie cose: "socializzazione dei mezzi di produzione" e il principio "produrre il necessario, distribuire tutto". Al contempo mi sarei risparmiato tante chiacchiere e innovazioniste e nuoviste.

    Il Mezzogiorno: in cosa consistono le "politiche per il riequilibrio economico e occupazionale" ? In che modo si intende farle ? E per nuova imprenditorialità ? Il problema non è quello di sbizzarrirsi a trovare le idee e a "diventare tutti imprenditori" (slogan che dice anche Berlusconi), ma quello di ridistribuire le risorse in modo più equo.

    Bioetica: si osserva quello che è un dato di fatto, che atti legislativi sono chiamati a regolamentare questi temi. Ma non si dice in che modo si indirizzeranno quelli dell'Unione. Che significa nel concreto "legiferare con attenzione eccetera eccetera" ? Può significare tutto e il contrario di tutto, non mi pare entri nello specifico. Ugualmente, quali sono gli "strumenti giuridici eccetera eccetera" ? Cosa significa in concreto ?

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Il programma di Prodi - Analisi e commenti

    In origine postato da bohemiankiller
    Scusate ma non ha detto niente di interessante, ha fato semplicemente un analisi dei fatti in maniera un pò banale , ma questo è comprensibile, però non vedo neanche una proposta sul modo in cui l'Italia dovrebbbe essere attiva sullo scacchiere internazionale.
    Queste sono solo parole ma ero capace a dirle anche io , sinceramente pretendo un pò di più
    concordo pienamente, peraltro liquidare così frettolosamente il tema del sottosviluppo di mezzo mondo è abbastanza deprimente.

  7. #7
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    Sinceramente mi sarei aspettato qualche reazione in più!

  8. #8
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