Cerchiamo di andare per ordine, per non fare confusione.... cominciamo dal primo paragrafo, quello sulla globalizzazione:
CI SONO ANCHE GLI ALTRI
La più grande novità dei nostri tempi è la globalizzazione che, in parole molto semplici, vuol dire che ci sono anche gli altri.
Eravamo abituati a un mondo più piccolo, nel quale un gruppo di paesi più ricchi, tra i quali a pieno titolo l'Italia, si divideva la torta delle risorse finanziarie, energetiche e naturali, e in cui quello stesso drappello di paesi competeva per collocare le proprie merci sui mercati. Alla fine degli anni '80, con la fine della guerra fredda, le politiche di apertura avviate da molti paesi, la liberalizzazione dei flussi finanziari e la diffusione
delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione, questo mondo piccolo è diventato grande.
'Ci sono anche gli altri' vuol dire che si gioca in un campo aperto, in cui non sono più solo in pochi a competere per le risorse, gli investimenti, la conquista di mercati, che da locali si sono fatti planetari. Da questo mondo più grande e più aperto non ci si può tirare fuori, perchè chiudere le porte e le finestre significa rinunciare alla pace, alla democrazia, all'integrazione e allo sviluppo. Esserci quindi non è una scelta, ma un fatto, e l'Italia, paese avanzato e democratico, intende esserci da protagonista, adeguando le sue capacità di competere, assumendosi appieno le responsabilità proprie di un grande paese, affermando con vigore i suoi valori.
Tuttavia non tutti hanno accettato questo processo, vivendolo come una forzata imposizione dei costumi, dei valori e del modello sociale occidentali. Da questo rifiuto nasce il terrorismo internazionale che sta così drammaticamente segnando questi primi anni del terzo millennio. E' una sfida che va affrontata con determinazione, con una lotta senza quartiere alla violenza, ma anche con grande sensibilità politica, fatta di rispetto, di convivenza tra le diversità e di superamento definitivo delle logiche del secolo scorso che vedevano gli interessi di alcuni calpestare i diritti e le aspettative di altri.
Ci sono popoli che al processo di globalizzazione e alle straordinarie opportunità che apre, possono partecipare solo da spettatori lontani perché bloccati dalla povertà, dall'ignoranza e dalle malattie. Quei popoli avranno il nostro sostegno, diretto e attraverso politiche multilaterali, perché possano anch'essi costruirsi un futuro non più salendo su precari barconi in cerca di lidi migliori, ma a casa propria, lì dove sono i loro affetti e le loro radici.
Sono graditi commenti e analisi....




Rispondi Citando