Comitati
IRAQ LIBERO
Comunicato stampa
dal presidio dello sciopero della fame
davanti alla Farnesina
Siamo al nono giorno di sciopero della fame ed
il Ministero degli esteri continua a prendere tempo.
In questi giorni
vi sono stati diversi contatti informali, ma al momento non abbiamo
ancora avuto nessuna risposta concreta sui visti.
Forse imbarazzato dal
pasticcio combinato da Fini, il ministero si rifiuta di discutere le
stesse motivazioni di una scelta che ha messo in evidenza l'
azzeramento della sovranita' nazionale davanti alle pretese americane.
E’ un silenzio che al momento può giovarsi dell’atteggiamento scelto
dalla grande stampa e della confusione che regna nelle forze politiche.
Noi vogliamo rompere questo silenzio! In gioco è¨ il diritto ad opporsi
alla guerra.
Le espulsioni che in questi giorni sono state decretate
nei confronti di diversi esponenti islamici nel nostro paese, la stessa
chiusura della Scuola islamica di Milano, vanno nella stessa direzione:
quella di avallare la politica guerrafondaia di Bush, coprendola con
misure persecutorie e liberticide in una logica da crociata.
E’ la
stessa ragione per la quale il governo vuole impedire una conferenza
internazionale per una pace giusta in Iraq basata sul diritto all’
autodeterminazione e sulla cacciata della truppe occupanti.
E’
significativo che, al momento, il Ministero degli esteri non si esprima
neanche sulla richiesta di visto per Haj Ali, l’uomo simbolo delle
torture di Abu Graib, l’incappucciato con i fili elettrici attaccati al
corpo, la cui foto ha fatto il giro del mondo.
Abbiamo inoltrato questa
nuova richiesta venerdì 2 settembre. Ad Haj Ali, oggi libero e
residente in Giordania, è stato rinnovato il passaporto iracheno nei
giorni scorsi. Tutta la documentazione è in mano alla Farnesina.
Si
vuole forse impedire che si possa dar voce, in Italia ed in Europa, ad
una vittima delle torture americane? E’ arrivato a questo punto l’
attacco alla democrazia nel nostro paese?
Sono domande alle quali
pensiamo che tutti, prima o poi, dovranno dare risposta.
E’ ora che
l’allarme democratico scatti! Vogliono far tacere chi si oppone alla
guerra ed alla sua logica.
Denunciamo questa situazione affinché siano
chiare le responsabilità che il governo italiano si sta assumendo.
E in
quanto a responsabilità ognuno deve prendersi le proprie. Chi finora ha
taciuto non pensi di poter continuare a farlo.
Noi ci assumiamo le
nostre ribadendo che da qui non ci muoveremo.
E per vincere l’
ostinazione di Fini stiamo lavorando ad un incontro nazionale di tutte
le forze che sostengono la battaglia per ottenere i visti.
8
settembre 2005
Comitati IRAQ LIBERO
dal presidio dello sciopero della
fame




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