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Discussione: Oggi a Venezia

  1. #1
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    Predefinito il 18 tutti a Venezia!

    intervista gianpaolo gobbo su venezia

    ------------------------

    “Venezia è la capitale morale, storica e culturale della nostra Padania e riunire qui tutti i Popoli Padani, alla presenza del nostro grande condottiero, Umberto Bossi, è sempre qualcosa di unico e irripetibile”.

    Gianpaolo Gobbo, Segretario Nazionale della Liga Veneta, presenta così l’atteso appuntamento di domenica 18 settembre, la grande Festa dei Popoli Padani, un evento sentito e atteso dalla gente del Nord al pari dell’altro grande tradizionale raduno: quello sul sacro prato di Pontida.

    Due feste, Pontida e Venezia, due momenti di ritrovo, ma anche due appuntamenti politici di enorme rilievo accomunati non solo per la partecipazione di massa che li contraddistingue ma anche per l’attesa che li precede, un’attesa che si fa sempre più crescente con il passare dei giorni.

    “E’ vero, questa festa di Venezia, quest’anno, sarà speciale, come lo è stato a giugno il raduno di Pontida. Nel 2004 non abbiamo potuto celebrare questi due appuntamenti e adesso la voglia di ritrovarsi a Venezia ad ascoltare e salutare il nostro Segretario Federale è ancora più grande”, spiega lo stesso Gobbo, impegnato in prima persona, in questi giorni, a seguire la macchina organizzativa che sta lavorando a pieno regime, mancando ormai meno di due settimane al grande raduno sulla Riva degli Schiavoni.

    “Questo appuntamento – osserva Gobbo - cade in un momento politico delicatissimo. Siamo a settembre e sta per cominciare la parte più calda della campagna elettorale, quella che ci porterà alle prossime elezioni politiche. E ci sono tanti temi di grande attualità, per prima cosa la riforma federale che verrà votata alla Camera proprio nei prossimi giorni, poi la questione della concorrenza cinese e tanti altri temi che abbiamo avuto modo di affrontare anche nell’ultimo consiglio federale, dove ho visto un Bossi in grande forma, animato da una determinazione e un entusiasmo contagiosi e trascinanti”.

    Da Venezia quindi comincerà un nuovo periodo di battaglie politiche?
    “Calendario alla mano direi proprio di sì, visto che davvero comincia la campagna elettorale. Venezia, come Pontida del resto, è una festa, un momento di ritrovo per i popoli del Nord, ma è anche un momento politico, in cui il nostro Segretario Federale fa un’analisi e una sintesi della situazione e delle battaglie che ci attendono. Siamo un movimento che combatte per i propri ideali, gli ideali della propria terra e dei propri popoli. Venezia è una tappa fondamentale per fare il punto della situazione e riprendere poi a combattere, ancora più carichi, la nostra battaglia politica guidati da Umberto Bossi. Un Bossi che, come ho già detto, ho visto molto carico e in forma, pronto per guidarci in questo nuovo periodo di battaglie”.

    Venezia però è anche la festa dei Popoli Padani…
    “Ovviamente. E’ una giornata che ha un aspetto politico, di cui abbiamo appena parlato, e uno prettamente identitario. Perché Venezia è un momento di ritrovo e di rilancio degli ideali della nostra Padania, delle nostre tradizioni, della nostra storia, delle nostra cultura e della nostra religione, di tutti quei valori espressi dai popoli padani che si ritrovano in quella che è la capitale storica, culturale e morale della nostra Padania. Anche quest’anno ci saranno tutti quelle manifestazioni tradizionali che caratterizzano la nostra festa, con i costumi d’epoca e i simboli dei rispettivi popoli presenti, con le associazioni padane e con tutto quanto fa parte del nostro patrimonio culturale e tradizionale. Ma ovviamente l’attesa è tutta per il ritorno del nostro Segretario Federale a Venezia, davanti ai popoli padani riuniti”.

    Si prevede un’affluenza di massa come per Pontida, giusto?
    “Penso proprio di sì. Direi che c’è la stessa attesa e la stessa voglia di esserci. Forse persino maggiore perché quei pochi che non hanno potuto esserci a Pontida adesso non vogliono perdersi questo appuntamento a Venezia. Qui in Veneto c’è già una sorta di febbre da Venezia e la mobilitazione, da ogni provincia, è altissima. Penso sia così in ogni nazione del Nord, dunque non ho dubbi sul fatto che ci sarà una partecipazione di massa, probabilmente la più alta di sempre, per questa festa dei popoli padani, visto che nessuno vuole mancare questa giornata storica e irripetibile”.

  2. #2
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    A tutti i militanti



    L’appuntamento con il raduno di Venezia si avvicina, tra meno di due settimane saremo tutti lì, sulla riva degli Schiavoni per la Festa Nazionale dei Popoli Padani.

    Penso sia inutile ricordare, ancora una volta, quale importanza politica, mediatica e simbolica, rivesta questo appuntamento, al pari dell’ultimo raduno sul pratone di Pontida,.

    Per questi motivi occorre ripetere tutto lo sforzo che abbiamo profuso per l’organizzare il raduno di Pontida, lo stesso tam tam, fatto di manifesti, volantini, passa-parola nelle sezioni, nei bar, nei mercati o nelle piazze.

    Dobbiamo cercare di portare a Venezia decine di migliaia di persone come abbiamo fatto a Pontida e possiamo riuscirci, perché nella base l’entusiasmo e la voglia di ritrovarsi ci sono e si sentono, per cui dobbiamo solo canalizzare questa voglia di Lega, questa voglia di rivedere, salutare e ascoltare Umberto Bossi, trasformandola in una partecipazione di massa.

    L’appuntamento di Venezia, poi, cade in un momento politico delicatissimo, con il disegno di legge sul Federalismo in discussione alla Camera proprio nei giorni successivi al nostro raduno: anche per questo a Venezia dobbiamo essere in tanti, tantissimi, dando così una dimostrazione, anche in termini numerici, di quanto sia forte il popolo del Nord e dando una spinta decisiva anche al testo sul Federalismo, facilitando il suo passaggio alla Camera.

    Per tutte queste ragioni a Venezia dovremo esserci tutti: dobbiamo invadere Venezia, intasare le strade e le piazze e colorarle, con le nostre bandiere, con i nostri striscioni, come abbiamo fatto negli anni scorsi.

    Per rendere possibile tutto questo occorre che ogni nazione, ogni provincia e ogni singola sezione facciano al massimo la propria parte: la macchina organizzativa in queste settimane, nonostante la pausa di agosto, si è già attivata con il consueto impegno, ma tutti voi, ognuno di voi, potete fare qualcosa in più: andate nelle piazze, nelle strade, nei mercati, nei bar e parlate con tutti i nostri simpatizzanti, e non solo con loro, e convinceteli a venire a Venezia, per fare in modo che a salutare il ritorno di Umberto Bossi sulla laguna ci sia una folla mai vista prima.

    Quella di Pontida è stata una giornata storica per tutti noi, una di quelle che ricorderemo per sempre: adesso mettiamocela tutta per rendere altrettanto indimenticabile la giornata che ci attende a Venezia.

    Ci vediamo a Venezia e che nessuno manchi, per quella che sarà una giornata storica per tutto il movimento e per tutti noi.





    Milano, 5 settembre 2005



    Coordinamento Segreterie Nazionali Maurizio Bosatra







    Domenica

    18 Settembre 2005

    TUTTI

    A VENEZIA

    RIVA DEGLI SCHIAVONI



    FESTA NAZIONALE

    DEI POPOLI PADANI

  3. #3
    Ridendo castigo mores
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    bah..
    quello che e' certo che questanno dovremo dare 200Euro a pulman all' amministrazione rossa di venezia ..

    sulle aduanate leghiste la mia idea e' sempre la stessa i luoghi non contano..Pontida e' ormai il parco di un supermarket e venezia e' un luogo disagiato.

    bisognerebbe fare come i longobardi ,riunirsi in un campo in luogo centrale facilmente raggiungibile da tutti .. Ad esempio una bella pioppeta nel mantovano ..
    pontida e' un luogo ideale per la festa centrale della lega lombarda .. e forse venezia e' il luogo corrispondente per la liga veneta. Sono luoghi insieme storici e abbastanza centrali per quei bacini di utenze

    e' lo stesso discorso che faccio sempre ai responsabili della lega toscana .. smettiamo di fare la festa principale in luoghi periferici e torniamo come 10 secoli fa a radunarci nei campi di S. Ginesio .. almeno finche ' sopravvivono ai capannoni ..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  4. #4
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    Il supermercato di Pontida va abbattuto.
    Per il resto mi raccomando : pranzo al sacco per non dare neanche un centesimo alle merde veneziane.

    click.................................nel forum laici compaiono sicboy aguas benfy ...tutta gente amata e coccolata su nanthania


  5. #5
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    A Venezia per difendere l’identità di un popolo
    Domenica 18 settembre il nono anniversario della nascita della Padania

    Domenica 18 settembre, per la nona volta in dieci anni (l’anno scorso come tutti ricordano, l’appuntamento saltò per la malattia di Umberto Bossi) a Venezia si ritroverà un popolo. Un popolo che proprio in riva dei Sette Martiri, il 15 settembre del 1996, per la prima volta dopo più di un secolo tornò a riconoscersi come tale. Ossia, un insieme di persone, di famiglie, di comunità che condividono una cultura comune, che comprendono di avere interessi comuni, che in definitiva si riconoscono appunto come “popolo”.
    Ha dunque un fortissimo significato identitario la festa di Venezia, e, al pari del raduno sul sacro prato di Pontida, è entrato di prepotenza nell’immaginario collettivo (ed emozionale) di leghisti e non.
    L’appuntamento di Venezia nasce di suo nel 1996, e non ha quindi dietro di sé, come il raduno di Pontida, un antecedente storico a cui riallacciarsi: è Venezia stessa il suo proprio antecedente, il momento storico che ha visto un popolo «separato in casa da più di un secolo», riconoscersi nuovamente, ritrovare la coscienza della propria identità, renderla pubblica e celebrarla. Venezia è quindi un luogo di fascino unico, di significato profondissimo: qui è nata la Padania, qui è ri-nato il suo popolo.
    Trovarsi dunque in Laguna tra una manciata di giorni, dopo la pausa forzata del 2004, avrà un significato fortissimo: sarà l’annuale celebrazione del popolo padano che si ritrova. E lo sarà ancor di più per altri due motivi. Uno: sarà, come la Pontida di quest’anno, l’appuntamento che vede il ritorno sulle acque della Laguna del segretario federale, di nuovo tra il suo popolo, per lanciare la parola d’ordine dei prossimi mesi di lotta politica. Due: la Venezia 2005 cade in un momento storico assolutamente particolare e quantomai delicato, proprio dal punto di vista dell’identità del popolo padano. Mai come negli ultimi anni infatti siamo stati sotto il fuoco incrociato di un mondialismo sempre più aggressivo che ha lentamente aperto le porte all’invasione extracomunitaria, per la maggior parte costituita da una forza aggressiva come non mai: l’islam. E con l’islam, la Padania si è ritrovata in casa anche il terrorismo di matrice fondamentalista: gli arresti di membri più o meno “in sonno” di cellule pronte alla Jihad non fanno quasi più notizia.
    Come non fanno quasi più notizia gli arresti di imam che incitano all’odio e alla “guerra santa” contro i cristiani che li ospitano, o che - intervistati da chi non ha di meglio da fare - trovano fior di argomenti per difendere i terroristi islamici di ogni luogo. O che ancora, il “caso” è di questi giorni, si permettono di lanciare accuse e minacce all’indirizzo della Lega, evidentemente “colpevole” ai loro occhi per aver da subito contrastato e denunciato i pericoli che sarebbero derivati dall’invasione allogena e musulmana.
    Questo è il clima che vede il popolo della Padania ritrovarsi per la nona volta in dieci anni fra le calli della Serenissima, quella stessa potenza marittima che salvò l’Occidente da un altro tentativo d’invasione, nelle acque di Lepanto, più di 400 anni fa. Un appuntamento quindi che acquista un significato ancor più simbolico: schiacciati dal mondialismo omologante da un lato, dall’invasione islamica dall’altra, i padani vanno a celebrare la propria identità da poco ritrovata e in pericolo come non mai. «Prima che fosse troppo tardi siamo tornati a casa», disse qualche anno fa Bossi.
    Bene, la Venezia di dopodomani sarà un momento fondamentale per rinserrare i ranghi e prepararsi a far fronte alle sfide cruciali che ci attendono negli anni a venire.


    [Data pubblicazione: 09/09/2005]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    te ci sarai, Der, a Venezia?

  8. #8
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    Penso di si...
    Warum?
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    Der Wehrwolf

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    Penso di si...
    Warum?
    1_ chevvuol dire warum?
    2_ anch'io penso di si, ci vediamo?

  10. #10
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    1) Warum ?-Perchè?
    2) Si...
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