Checché ne dica bondi e forza italia, le carte dell'udc sono scoperte:
Follini e C. vogliono la riforma elettorale appovata PRIMA delle devolution. E' chiaro il problema. L'udc d'altronde non si presenterebbe mai alle elezioni con gli echi di una riforma che nessuno vuole, men che meno in sicilia, dove il suo elettorato è più consistente.
A questo punto le cose sono due:
1. se si iniziano i lavori parlamentari per la riforma elettorale, si vedrà presto che la devolution slitta a dopo le elezioni, e quindi la lega va davanti agli elettori con un c***o in mano. Bossi non accetterebe mai, quindi la lega si sgancia prima dalla CdL e va alla guerra
2. se non ci sono i tempi per la riforma elettorale, l'Udc ha il motivo che cercava per NON votare la devolution, e forse per sganciarsi dalla CdL. Se non vota la devolution, la lega comunque fa saltare la Cdl
Risultato:
La CdL la farà saltare la Lega, che non otterrà tra l'altro alcunché da presentare agli elettori.
L'Udc è praticamente scagionata, perché oggi nessuno ha rifiutato a priori di discutere di riforma elettorale, e quindi il tema è stato di fatto "ammesso".
L'Udc, una volta che la Lega ha rotto, avrà molta più voce in capitolo, piaccia o meno a berlusconi.
A quel punto AN e FI che faranno? Andranno con la Lega che ha rotto la CdL? O staranno insieme all'Udc, ma questa volta alle condizioni di Casini? O ci saranno tre schieramenti diversi nella CdL?




Rispondi Citando
