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Discussione: Tibet

  1. #51
    w i punkillonis
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    Originally posted by agaragar
    L'irlanda aveva uno status semicoloniale, differente da quello di Scozia o Tibet,

    In Tibet, dopo la rivoluzione culturale, c'è tutta la libertà religiosa in uno stato laico e non concordatario, la religione è un fatto privato, non ha rilevanza pubblica, e a nessuno gliene frega niente, altra cosa è la cospirazione.
    E tieni conto che gli stessi cinesi non hanno le libertà costituzionali occidentali.

    Anche troppa "libertà" religiosa secondo me, in fondo stiamo parlando di roba alla Wanna marchi, il buddismo appartiene alle nebbie del passato.

    perchè allora,visto che c'è tutta stà libertà, non fanno fare un bel referendum ai Tibetani?

  2. #52
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    Originally posted by agaragar
    L'ignoranza l'è una brutta cosa.
    Sempre meglio dei milioni di morti provocati da criminali travestiti da benefattori dei popoli, come Mao e compagnia

  3. #53
    Komunista Estetizzante
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    Predefinito Perchè Agaraagr non può parlare a nome della Sardegna?

    Perchè Agaraagr non può parlare a nome della Sardegna e il Dalai Lama invece può parlare a nome del Tibet? Ratziger può parlare a nome dell'Italia?
    Tanto per cominciare, il Dalai Lama non è nato nel Tibet storico, ma in territorio incontestabilmente cinese, per l’esattezza nella provincia di Amdo che, nel 1935, l’anno della nascita, era amministrata dal Kuomintang. In famiglia si parlava un dialetto regionale cinese, quindi ha imparato il tibetano come una lingua straniera (Agaragar potrebbe imparare il sardo!), ed è costretto a impararla a partire dall’età di tre anni, e cioè dal momento in cui, riconosciuto come l’incarnazione del 13° Dalai Lama, viene sottratto alla sua famiglia e segregato in un convento per essere sottoposto all’influenza esclusiva dei monaci che gli insegnano a sentirsi, a pensare, a scrivere, a parlare e a comportarsi come il Dio-Re dei tibetani ovvero come Sua Santità.
    Desumo queste notizie da un libro (Heinrich Harrer, Sette anni nel Tibet, Mondadori, Oscar bestsellers, 1999)

  4. #54
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    TUTTO IL POTERE AL CLERO
    Ma che società è quella su cui il Dalai Lama è chiamato a governare? Sia pure a malincuore, Harrer finisce col riconoscerlo: “La supremazia dell’ordine monastico nel Tibet è assoluta, e si può confrontare solo con una severa dittatura. I monaci diffidano di ogni influsso che possa mettere in pericolo la loro dominazione”. Ad essere punito non è soltanto chi agisce contro il “potere” ma anche “chiunque lo metta in dubbio” (p. 76).
    SOCIETA' SCHIAVISTA'
    E i rapporti sociali? Si direbbe che la merce più a buon mercato sia costituita dai servi (si tratta, in ultima analisi, di schiavi). Harrer descrive giulivo l’incontro con un alto funzionario: anche se non è un personaggio particolarmente importante, egli può comunque disporre di un “seguito di trenta servi e serve” (p. 56). Essi vengono sottoposti a fatiche non solo bestiali ma persino inutili: “Circa venti uomini erano legati alla cintura da una corda e trascinavano un immenso tronco, cantando in coro le loro lente nenie e avanzando di pari passo. Ansanti e in un bagno di sudore non potevano soffermarsi per pigliare fiato, perché il capofila non lo permetteva. Questo lavoro massacrante rappresenta una parte delle loro tasse, un tributo da sistema feudale”.
    LA SOVVERSIONE DELLA RUOTA
    Sarebbe stato facile far ricorso alla ruota, ma “il governo non voleva la ruota”; e, come sappiamo, contrastare o anche solo mettere in discussione il potere della casta dominante poteva essere assai pericoloso.
    STAVAMO MEGLIO QUANDO STAVAMO PEGGIO
    Ma, secondo Harrer, non ha senso versare lacrime sul popolo tibetano di quegli anni: “forse così era più felice” (pp. 159-160).

  5. #55
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    IL DEMOCRATICO DALI LAMA E GLI AUTOCRATI COMUNISTI
    Incolmabile era l’abisso che separava i servi dai padroni. Per la gente comune, al Dio-Re non era lecito rivolgere né la parola né lo sguardo. Ecco cosa avviene nel corso di una processione: “Le porte della cattedrale si aprirono e lentamente uscì il Dalai Lama […] Devota la folla si inchinò immediatamente. Il cerimoniale religioso esigerebbe che la gente si gettasse per terra, ma era impossibile farlo a causa della mancanza di spazio. Migliaia di persone curvarono invece la schiena, come un campo di grano sciabolato dal vento. Nessuno osava alzare gli occhi. Lento e compassato il Dalai Lama iniziò il suo giro intorno al Barkhor […] Le donne non osavano respirare”.
    Finita la processione, il quadro cambia in modo radicale: “Come ridestata da un sonno ipnotico la folla in quel momento passò dall’ordine al caos […] I monaci-soldato entrarono subito in azione […] All’impazzata facevano mulinare i loro bastoni sulla folla […] Ma nonostante la gragnuola di colpi, i battuti ritornavano come fossero posseduti da demoni […] Adesso accettavano colpi e frustate come una benedizione. Fiaccole di pece fumosa cadevano sulle loro teste, urla di dolore, qui un volto bruciato, là i gemiti di un calpestato!” (pp. 157-8).
    Non c'è che dire il Dali Lama è un vero dempcratico metre i capi di un partito (il PCC) di 60 milioni di iscritti sono solo degli autocrati.

  6. #56
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    IN PIENO ILLUMINISMO!!
    Vale la pena di notare che lo spettacolo che ho descritto prima viene seguito dal nostro autore in modo ammirato e devoto. Non a caso, il tutto è contenuto in un paragrafo dal titolo eloquente: “Un dio alza, benedicendo, la mano”. L’unico momento in cui Harrer, assume un atteggiamento critico si verifica allorché egli descrive la condizione igienica e sanitaria del Tibet del tempo.
    IL TIBET DA BERE! LA PISCIA SACRA CONTRO IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA
    Infuria la mortalità infantile, la durata media della vita è incredibilmente bassa, le medicine sono sconosciute, in compenso circolano farmaci assai singolari: “spesso i lama ungono i loro pazienti con la propria saliva santa; oppure tsampa e burro vengono mescolati con l’urina degli uomini santi per ottenere una specie di emulsione che viene somministrata ai malati” (p. 194). Qui si ritrae perplesso anche il nostro autore devoto e bacchettone: se pure dal “Dio-Ragazzo” è stato “persuaso a credere nella reincarnazione” (p. 248), egli tuttavia non riesce a “giustificare il fatto che si bevesse l’urina del Buddha Vivente”, e cioè del Dalai Lama. Solleva il problema con quest’ultimo, ma con scarsi risultati: il Dio-Re “da solo non poteva combattere tali usi e costumi, e in fondo non se ne preoccupava troppo”. Ciò nonostante il nostro autore, che si accontenta di poco, messe da parte le sue riserve, conclude imperturbabile: “In India, del resto, era uno spettacolo giornaliero vedere la gente bere l’urina delle vacche sacre” (p. 294).

  7. #57
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    Originally posted by Lutzianu
    perchè allora,visto che c'è tutta stà libertà, non fanno fare un bel referendum ai Tibetani?
    Non ci siamo capiti, i cinesi manco si sognano di dare l'indipendenza al Tibet, nemmeno se esistesse,e non esiste, un forte movimento di liberazione....

    In quanto toglierebbe alla Cina il 15% del territorio nazionale, cosa che nemmeno il popolo tibetano ha alcun diritto di fare.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  8. #58
    w i punkillonis
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    Originally posted by Red Shadow
    IN PIENO ILLUMINISMO!!
    Vale la pena di notare che lo spettacolo che ho descritto prima viene seguito dal nostro autore in modo ammirato e devoto. Non a caso, il tutto è contenuto in un paragrafo dal titolo eloquente: “Un dio alza, benedicendo, la mano”. L’unico momento in cui Harrer, assume un atteggiamento critico si verifica allorché egli descrive la condizione igienica e sanitaria del Tibet del tempo.
    IL TIBET DA BERE! LA PISCIA SACRA CONTRO IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA
    Infuria la mortalità infantile, la durata media della vita è incredibilmente bassa, le medicine sono sconosciute, in compenso circolano farmaci assai singolari: “spesso i lama ungono i loro pazienti con la propria saliva santa; oppure tsampa e burro vengono mescolati con l’urina degli uomini santi per ottenere una specie di emulsione che viene somministrata ai malati” (p. 194). Qui si ritrae perplesso anche il nostro autore devoto e bacchettone: se pure dal “Dio-Ragazzo” è stato “persuaso a credere nella reincarnazione” (p. 248), egli tuttavia non riesce a “giustificare il fatto che si bevesse l’urina del Buddha Vivente”, e cioè del Dalai Lama. Solleva il problema con quest’ultimo, ma con scarsi risultati: il Dio-Re “da solo non poteva combattere tali usi e costumi, e in fondo non se ne preoccupava troppo”. Ciò nonostante il nostro autore, che si accontenta di poco, messe da parte le sue riserve, conclude imperturbabile: “In India, del resto, era uno spettacolo giornaliero vedere la gente bere l’urina delle vacche sacre” (p. 294).

    il dubbio amletico che quindi tu poni è:
    è meglio avere una società con un tasso di mortalità infantile più basso, senza una religione (che per "noi occidentali" è assurda, figuriamoci per un comunista ateo), aperta al turismo (il tibet è destinato a diventare la walt disney cinese) piuttosto che quella che ra la loro culutra, la loro tradizione.

    ecco cosa odio dei comunisti. volete cancellare le culture in nome di un benessere che poi è soltanto a parole visto che in Cina non mi pare se la passino così bene.

    ed ecco perchè alla fine tra gli USA e la Cina la differenza è poca, anzi zero.

    Certo negli USA c'è la libertà, si può parlare male di Bush e fare un film in cui si dice che è un amico di bin laden (che poi sia vero o no poco importa in questo frangente).
    E questo non è poco. Mentre in cina l'utilizzo, dico l'utilizzo di internet può essere rischiso per la propria liberta personale.

    Però entrame gli Stati credono di avere una missione da compiere: gli USa devono esportare la democrazia, mentre la Cina deve liberare i popoli dalle religioni.

    Quindi il gionro che occuperanno il vaticano dicendo che il papa si fà baciare e lavare i piedi e che gli anelli dei cardinali sono sporchi e non bisogna baciarli, be quel giorno tu sarai lì a dire che l'italia è stata liberata e tutto il resto.


    il giorno che occuperete la puglia in nome della liberazione dalla religione che "impone" ai cristiani l'auto-flagellazione

    e il giorno in cui invaderete i paesi mussulmani contra la loro usanza del ramadam. e che costrigerete gli indiani a mangare le loro vacche.

    be, quel giorno spero di poter fare qualcosa per fermarvi.

  9. #59
    w i punkillonis
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    Originally posted by agaragar
    Non ci siamo capiti, i cinesi manco si sognano di dare l'indipendenza al Tibet, nemmeno se esistesse,e non esiste, un forte movimento di liberazione....

    In quanto toglierebbe alla Cina il 15% del territorio nazionale, cosa che nemmeno il popolo tibetano ha alcun diritto di fare.
    questo si che è parlare amico.

    batti cinque. ci vediamo a bassora, nuova provincia americana, conquistata regolarmente e destinata a diventare il "nuovo deserto americano".
    caro amico, non cederemo mai quel territorio, ormai è nostro.

  10. #60
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    Quello che mi lascia più sbalordito ed allo stesso tempo disgustato non sono tanto le parole di agaragar e jury, quanto il fatto che essi parlino così non "oggettivamente" anzi.
    Voi tentate di giustificare le bastardate della Cina per il semplice fatto che uno vorrebbe che s'ergesse contro gli USA a baluardo del "comunismo" o meglio( visto che non credo jury sia così stupido da credere la cinese ancora una dittatura di stampo marxista) uno stato che si erga contro l'imperante capitalismo quando non capisce che le nazioni si scambiano il posto ma ognuna fa i cazzi suoi e nessuna opera per ideologia, nemmeno la santissima ( per te) URSS.
    Di agaragar sappiamo invece che è un convinto simpatizzante cinese, sicchè nella prossima vita vuole rinascere con pelle gialla e occhi a mandorla.
    Quello che voglio dire in sostanza è che se si fosse trattato che so, degli Stati Uniti avreste fatto: "BASTARDI, BASTARDI", affibiando loro (e a ragione) ima politica imperialista
    Se quel che noi oggi diremo potrò esser scordato domani stesso, quel che noi oggi faremo resterà per centinaia di anni!

 

 
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