....hai rotto le palle
Troppo spericolato con il paracadute
alla fine l'ospedale gli presenta il conto
Errare è umano, perseverare è diabolico...e soprattutto costa caro. Ne sa qualcosa Ben Gibson, un giovane australiano appassionato di base-jumping, sport nel quale ci si lancia nel vuoto aprendo il paracadute dopo qualche secondo di caduta libera. Nel giro di quattro mesi un elicottero dell'ospedale è dovuto correre per ben due volte a salvare il 26enne andato a finire in un crepaccio, ma se la prima volta Gibson se l'è cavata con una ramanzina, la seconda non è filata tanto liscia e i soccorritori hanno deciso di farsi pagare l'intervento di salvataggio.
Oltre al costo dei soccorsi, piuttosto salato visto che un'eliambulanza è stata impegnata per circa sei ore tra le rocce delle Blue Mountains, il parco nazionale a sud ovest di Sydney, il giovane australiano rischia ora di vedersi appioppare anche una multa per aver violato il divieto di praticare il base-jumping all'interno delle aree protette. Dopo essersi lanciato da un burrone, Gibson non è riuscito a controllare il paracadute, che è andato a sbattere contro la parete, sgonfiandosi. Il ragazzo è riuscito ad aggrapparsi ad un provvidenziale arbusto, e lì è rimasto, sospeso sul precipizio, per diverse ore, attendendo i soccorsi allertati dal fratello.
Ci sono volute diverse ore perché i volontari riuscissero a trarlo in salvo. "E' pura stupidaggine, non solo perché ha rischiato la vita, ma perché ci obbliga a interventi estremamente difficili, dove qualcuno di noi può lasciarci le penne", ha detto il coordinatore della squadra di soccorso, John Buchtmann.
da : www.repubblica .it
![]()




Rispondi Citando
