Ancora un esempio del multiculturalismo pazzo. Si chiama Aziz. È egiziano e cristiano. E' emmigrato in Olanda 27 anni fa per fuggire dalle persecuzioni musulmane. Oggi, il suo datore di lavoro lo sospende. Motivo? Porta una croce. La stessa croce che aveva portato finora senza problema da oltre 20 anni. Soltanto che in 20 anni, con l'islamizzazione, la società olandese è cambiata. Il colmo è che, il dirigente dei tram di Amsterdam, il datore di lavoro del sig. Aziz, che proibisce le croci, fa fabbricare dei foulard dei colori dell'impresa per le sue dipendenti musulmane.
Foto: il signor Aziz che mostra l'oggetto del delitto
Amsterdam, 8 dicembre - Mickel Aziz, autista di tram olandese di origine copta è disperato. È stato appena sospeso due volte dalla direzione dei tram di Amsterdam (GVB) perché porta una croce in pendentivo.
Non comprende il perché, tanto più che i suoi colleghi musulmani di sesso femminile hanno, loro, il diritto di portare un foulard. La GVB ha anche recentemente fatto fabbricare specialmente per loro un foulard dai colori dell'impresa.
Quando ha chiesto spiegazioni, gli hanno risposto che:
1) non si tratta della croce, ma gli autisti non sono autorizzati a portare un gioiello poiché ciò nuoce all'immagine professionale dell'impresa,
2) i cristiani non sono obbligati a portare una croce mentre i dipendenti musulmani devono secondo il corano portare un foulard.
Il Sig. Aziz è perplesso. Spiega che porta la sua croce da oltre 20 anni. Fino a alcuni anni fa, i foulard non erano autorizzati al lavoro, ma la sua croce lo era. Ed è ora l'opposto.
Inoltre, la GVB gli ha detto che la sua sospenzione era anche motivata dalle opinioni “islamofobe„ che avrebbe espresso in una lettera che aveva inviato all'impresa. In questa, rimproverava alla direzione di cedere dinanzi alla pressione musulmana a causa di un certo timore. Spiegava alla direzione che essendo arabofono, sentiva le opinioni dei suoi colleghi musulmani e che queste opinioni non erano tenere contro gli occidentali.
Nella sua disperazione, il sig. Aziz, che ha 56 anni e che è venuto in Olanda nel 1982 per fuggire le persecuzioni religiose in Egitto, si è rivolto ai reporter di Netwerk, un'emissione di attualità quotidiana della seconda rete pubblica, emissione molto guardata in Olanda e che ha spesso contribuito a risolvere i casi presentati ai telespettatori. Da allora, il suo caso è diventato pubblico. Un consigliere comunale VVD (partito liberale) ed un consigliere comunale ChristenUnie (partito cristiano che protesta più a destra dei Cristiano-democratici) di Amsterdam ha chiesto spiegazioni alla direzione e porterà il caso dinanzi al consiglio comunale del 16 dicembre.
Ciliegia sulla torta del suo caso, il sig. Aziz si è visto informare dalla direzione che se parlasse ancora del suo caso nei mass media, sarebbe definitivamente licenziato.
Il signor Aziz ha portato il suo caso dinanzi al tribunale amministrativo di Amsterdam ed il giudizio è atteso lunedì prossimo. Se non vincesse, il sig. Aziz ha detto che perderebbe ogni fiducia nella democrazia olandese, paese cristiano dove era venuto per fuggire le persecuzioni religiose del suo paese.
Fonti: Nederlands Dageblad, Parool, Nieuws Uit Amsterdam





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loro zerbini di sinistra e/o anticristiani fanno tutto al posto loro.
