Quindi per te il passaggio dal momento vedico a quello brahmanico e propriamente induista come avviene? E' conseguenza coerente con ciò che lo precede?Originally posted by Satyricon
la civiltà indiana rappresenta l’influsso e l’apporto di più culture e spiritualità, frutto di sedimentazioni etniche e culturali lente e costanti, non la creazione univoca di una “razza superiore” che, superando mezza Asia, con carri e carrozzoni avrebbe “fondato la civiltà vedica”
http://p081.ezboard.com/fhinduunitya...picID=79.topiccon distruzioni e massacri archeologicamente indimostrabili
(è appena il caso di ricordare che oramai gli archeologi sono convinti che le città harappiane siano state progressivamente abbandonate a causa di eventi naturali e non per colpa di distruzioni violente).
Abbastanza d'accordo. Ma, come ho detto nel thread gemello, oltre al fatto che ancora, suppongo, ci sia lavoro archeologico, genetico, storico, ecc., da fare, c'è anche la ragione ideologica della posizione dei gruppi tradizionalisti indiani. Ragione abbastanza comprensibile, comunque.Certo, capisco che per molti l’indoeuropeismo rappresenta anche la una proiezione ed un mito-forza soreliano, un ideale etico e politico capace di cementare un’identità che si percepisce come comune ma ciò non toglie la sua estrema relatività, se usata come chiave univoca, per l’interpretazione delle civiltà antiche e moderne.
Oltre a tutto ciò e "assieme" a tutto ciò al contempo sono anche convinto che se porzioni di storia o di mito materialmente sono sparite, allora (a parte la questione se dovuto al caso o alla decadenza ciclica, a seconda di quel che si crede), la storia successiva assume una forma coerente con se stessa, ma incoerente col principio. Principio che però rimane sempre valido, ovviamente. E, altrettanto ovviamente, lo scorrere del tempo umano ci dirà dell'altro tempo.


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saluti. \|/
