* Qui hai molta ragione, ma:In origine postato da Zena@free
Due soluzioni:
1.- Io continuo a ritenere che Stato e Mercato, oggi, siano inscindibili,non alternativi; che la politica viva della luce riflessa dall'economia e, conseguentemente, da chi ne detiene le sorti.
Credo sia quindi opportuno riflettere radicalmente sul rapporto fra grandi Capitali e Stato italiano e agire, quotidianamente, sul piano dei consumi.
* Qui discordo pienamente: deve essere lo Stato ad influenzare il Mercato, ovviamente non potra' mai dominarlo. L' unica via per influenzarlo piu' fortemente e' rinforzare l' Unione Europea ed indebolire gli Stati nazionali.
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2.- Se siamo convinti che la Storia ci darà ragione, dobbiamo si essere pronti e capaci a livello d'azione, ma non dobbiamo farci travolgere dalla fretta, in quanto gli eventi devono fare il loro corso.
* ti consiglio di (ri-)leggere "Bossi e la Rivoluzione tradita".
Un cambio radicale o lo si fa quando il fero e' caldo o si fa un' operazione culturale che duri una generazione. Dato che la prima cosa e' stata badogliata e della seconda non si notano le tracce, penso che bisogna cercare altre vie, a questo punto o ignorando l' Italia e rivolgendosi per qualsiasi cosa direttamente all' Europa o cambiando alleanze, NON SOLO QUELLE IN ITALIA.
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3. Rimanere quindi fermi, coerenti e cercare di instillare queste qualità nei movimenti che dovrebbero rappresentarci, ad oggi la Lega Nord, attraverso un dissenso interno. Abbandondonare, inoltre, l'assillo governativo che non può condurre a nulla e spingere per la riforma proporzionale che consente di presentarsi e agire nelle sedi opportune secondo la propria identità.
3.1. Il dissenso interno, a differenza di una riforma costituzionale, tollera, e forse esige, anche metodi piu' decisi, dal voto dimostrativamente contrario, all' impugnazione giudiziaria di decisioni prese senza controllo della legittimazione dei votanti (tipo il Palamazda, per intenderci), fino al lancio di pomodori ed uova marce e ai cori di insulto ai traditori nella dirigenza.
3.2. Sull' uscire dal governo MOLTO PRIMA delle elezioni e sulla proporzionale (ma non adesso) sono da sempre d' accordo.
Saluti




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