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Discussione: NO ai prodotti Cinesi

  1. #11
    Alvise
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    Testo originale scritto da Massimiliano71
    No Alvise, scusa se ti correggo, ma il ciclo è consumare-produrre-guadagnare-riconsumare.
    Nell'era industriale si produceva per consumare, adesso il sistema è talmente perverso che dobbiamo consumare per produrre. Se uno analizza la cosa si renderà conto che è un'aberrazione mentale: secondo il messaggio che ci lanciano dobbiamo spendere altrimenti non manterremo il nostro tenore di vita perchè l'economia si ferma.
    Roba da psicotici.
    Se ho ben capito hai messo consumare prima di produrre.

    E' una osservazione acuta.

    Non è più la produzione ad adattarsi ai bisogni concreti, ma sono i bisogni che vengono creati ad hoc per soddisfare volumi di produzione sempre più grandi.

    E dici bene. E' una aberrazione psicotica.

    Infatti rintengo che una delle missioni più importanti del militante, attivo o interiore che sia, è quella di distruggere dentro di sé questa forma mentis orrenda.

  2. #12
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    bravi ragazzi, andate da original marines a comprarvi i capi.
    Intanto la gente normale, il 'popolo', va nelle bancarelle a comprarsi i jeans cinesi a 7 euro al paio...

  3. #13
    Massimiliano71
    Ospite

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    Testo originale scritto da vongola
    bravi ragazzi, andate da original marines a comprarvi i capi.
    Intanto la gente normale, il 'popolo', va nelle bancarelle a comprarsi i jeans cinesi a 7 euro al paio...
    Purtroppo vongola hai ragione, però in genere io me la prendo con i nostri connazionali ma in tal caso me la devo prendere in primo luogo con le istituzioni e gli organi di vigilanza: nessuno controlla le importazioni, nessuno controlla le ditte cinesi nè da un punto fiscale, nè da un punto di vista di igiene nè da un punto di vista della salute sul luogo di lavoro. Viene consentito loro di fare tutto mentre se un italiano vuole mettere su una fabbrichetta magari con un paio di suoi connazionali viene tartassato: camera di commercio, agenzia delle entrate, asl, centri per l'impiego, ispettorato del lavoro e chi più ne ha più ne metta, mentre questi simpatici giallonzoli vivono ed operano nell'impunità più assoluta.
    E' chiaro che gli italiani, ormai con le buste paghe ridotte all'osso si rivolgano a quei commercianti che vendono ad un quinto del prezzo rispetto agli altri: il problema grosso sta a monte, ma per far incrementare gli utili delle aziende italiane che esportano in cina stiamo uccidendo l'intero tessuto produttivo italiano.

  4. #14
    Massimiliano71
    Ospite

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    Testo originale scritto da Alvise Nutti
    Se ho ben capito hai messo consumare prima di produrre.

    E' una osservazione acuta.

    Non è più la produzione ad adattarsi ai bisogni concreti, ma sono i bisogni che vengono creati ad hoc per soddisfare volumi di produzione sempre più grandi.

    E dici bene. E' una aberrazione psicotica.

    Infatti rintengo che una delle missioni più importanti del militante, attivo o interiore che sia, è quella di distruggere dentro di sé questa forma mentis orrenda.
    Hai capito benissimo.
    E' il caso di quella pubblicità idiota in cui tutti dicevano "grazie" a quell'imbecille pieno di pacchi della spesa e al termine dello spot si spiegava che l'economia girava grazie ai nostri acquisti.
    Roba da urlo: questa è la dimostrazione di come il nostro sistema sia, agli occhi dei liberisti da strapazzo, tanto bello e perfetto, ma in realtà sia un macchinario autoalimentante che brucia capitali, materie e soprattutto vite umane per poter sopravvivere.
    Se ragioniamo bene il PIL non è altro che la ricchezza prodotta all'interno di uno Stato in un determinato periodo...se ragionassimo come comuni cittadini potremmo dire: in Italia stiamo già abbastanza bene quindi anche se la ricchezza non cresce, al netto dell'inflazione, staremmo bene comunque, non c'è bisogno di arricchirci ulteriormente.
    Il problema è che se il PIL non cresce non crescono i consumi e se non crescono i consumi si ferma questa paurosa macchina consumistica che richiede ad ogni passaggio sempre di più.
    E' proprio per questo che dovremmo opporci a tale mentalità, far inceppare il meccanismo e farlo crollare su se stesso come un castello di carte.

  5. #15
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    Testo originale scritto da Massimiliano71
    Purtroppo vongola hai ragione, però in genere io me la prendo con i nostri connazionali ma in tal caso me la devo prendere in primo luogo con le istituzioni e gli organi di vigilanza: nessuno controlla le importazioni, nessuno controlla le ditte cinesi nè da un punto fiscale, nè da un punto di vista di igiene nè da un punto di vista della salute sul luogo di lavoro. Viene consentito loro di fare tutto mentre se un italiano vuole mettere su una fabbrichetta magari con un paio di suoi connazionali viene tartassato: camera di commercio, agenzia delle entrate, asl, centri per l'impiego, ispettorato del lavoro e chi più ne ha più ne metta, mentre questi simpatici giallonzoli vivono ed operano nell'impunità più assoluta.
    E' chiaro che gli italiani, ormai con le buste paghe ridotte all'osso si rivolgano a quei commercianti che vendono ad un quinto del prezzo rispetto agli altri: il problema grosso sta a monte, ma per far incrementare gli utili delle aziende italiane che esportano in cina stiamo uccidendo l'intero tessuto produttivo italiano.

    la Cina fa quello che ogni stato fa: lotta per vivere.
    Andare contro la cina è da imbecilli, visto che la cina opera come tutti gli stati all'interno di regole del commercio (wto).
    Il problema delle condizioni di lavoro è una arma a doppio taglio. Ma Nnon vedo molta diversità nelle condizioni dei lavoratori clandestini , nei sottopagati, nei braccianti agricoli delle aziende americane...
    L'OIL non è vincolante, e molti paesi non rispettanoi le condizioni dei lavoratori (italia compresa)

    Ma una domanda provocatoria, tanto per fare i conti in tasca all'oste (ovvero chi propone il boicottaggio dei prodotti cinesi): le strutture della meeting point a londra, potrebbero essere concorrenziali con gli altri competitori nel settore turismo se dessero contributi, ferie pagate, malattie etc ai propri dipendenti?

  6. #16
    Massimiliano71
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    Testo originale scritto da vongola
    la Cina fa quello che ogni stato fa: lotta per vivere.
    Andare contro la cina è da imbecilli, visto che la cina opera come tutti gli stati all'interno di regole del commercio (wto).
    Il problema delle condizioni di lavoro è una arma a doppio taglio. Ma Nnon vedo molta diversità nelle condizioni dei lavoratori clandestini , nei sottopagati, nei braccianti agricoli delle aziende americane...
    L'OIL non è vincolante, e molti paesi non rispettanoi le condizioni dei lavoratori (italia compresa)

    Ma una domanda provocatoria, tanto per fare i conti in tasca all'oste (ovvero chi propone il boicottaggio dei prodotti cinesi): le strutture della meeting point a londra, potrebbero essere concorrenziali con gli altri competitori nel settore turismo se dessero contributi, ferie pagate, malattie etc ai propri dipendenti?
    Infatti Vongola il problema è che le politiche ultraliberiste occidentali stanno costringendo i Paesi come l'Italia ad adeguarsi al "non" normative sul lavoro stile cinesi.
    Gli usa poi non fanno testo, anche in questo campo sono il peggio del peggio.
    Quello che fa la Meeting Point poi non mi interessa l'unica cosa che mi sento di dire è che se fosse vero quello che dici magari ci vorrebbe un'esamino di coscienza per tante persone....

  7. #17
    alberico
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    Predefinito vongola vai in cul

    "Ma una domanda provocatoria, tanto per fare i conti in tasca all'oste (ovvero chi propone il boicottaggio dei prodotti cinesi): le strutture della meeting point a londra, potrebbero essere concorrenziali con gli altri competitori nel settore turismo se dessero contributi, ferie pagate, malattie etc ai propri dipendenti?"

    perchè tu non sei stato pagato a dovere? dai non rompere il cazzo vonzy. se no mi tocca spulciare qualche perla di rinascita.fanculo te la cina e gli involtini primavera (di cui sono ghiotto)

  8. #18
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    Testo originale scritto da vongola
    la Cina fa quello che ogni stato fa: lotta per vivere.
    Andare contro la cina è da imbecilli, visto che la cina opera come tutti gli stati all'interno di regole del commercio (wto).
    Il problema delle condizioni di lavoro è una arma a doppio taglio. Ma Nnon vedo molta diversità nelle condizioni dei lavoratori clandestini , nei sottopagati, nei braccianti agricoli delle aziende americane...
    L'OIL non è vincolante, e molti paesi non rispettanoi le condizioni dei lavoratori (italia compresa)

    Ma una domanda provocatoria, tanto per fare i conti in tasca all'oste (ovvero chi propone il boicottaggio dei prodotti cinesi): le strutture della meeting point a londra, potrebbero essere concorrenziali con gli altri competitori nel settore turismo se dessero contributi, ferie pagate, malattie etc ai propri dipendenti?
    Allo stesso modo potrei dire che "anche gli usa lottano per viverE". E con ciò? Dobbiamo evitare di criticare gli stati che per imporre il proprio dominio vanno a scapito delle altre nazioni (imperialismo plutocratico)?

    Ora anche la cina difendono, mah...

  9. #19
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    Testo originale scritto da Massimiliano71
    Infatti Vongola il problema è che le politiche ultraliberiste occidentali stanno costringendo i Paesi come l'Italia ad adeguarsi al "non" normative sul lavoro stile cinesi.
    Gli usa poi non fanno testo, anche in questo campo sono il peggio del peggio.
    Quello che fa la Meeting Point poi non mi interessa l'unica cosa che mi sento di dire è che se fosse vero quello che dici magari ci vorrebbe un'esamino di coscienza per tante persone....
    Preoccupati a farteli te gli esami di coscienza o meglio ancora non parlare di certe cose.

  10. #20
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    Sui Bot americani, Washington deve pagare gli interessi; sulle banconote detenute da stranieri, non grava alcun interesse.
    “Se la Cina vendesse di colpo questi buoni del tesoro, potrebbe provocare un rialzo dei tassi americani, infliggendo gravi danni a quell’economia”.
    E tuttavia, lentamente, Pechino alleggerisce le sue posizioni sul debito Usa.
    Così, non è stupefacente che due enti americani abbiano cominciato a definire la Cina “la principale minaccia globale alla sicurezza”.
    L’accusa è la seguente: capitali americani vengono investiti, all’insaputa dei capitalisti,nell’espansionismo militare cinese, attraverso aziende che sarebbero facciate dell’Armata Popolare.
    “La ricerca e sviluppo cinese sta fornendo ritrovati che consentono agli strateghi di disabilitare le comunicazioni di una flotta sofisticata, per esempio facendo esplodere fuori dall’atmosfera un ordigno nucleare, allo scopo di creare una tempesta elettromagnetica”. Tutti i sistemi di guida satellitare di aerei e missili americani sarebbe sconvolta.
    Questa è la Cina che cresce grazie alle esportazioni in Usa e in Occidente. Scopriamo che le abbiamo finanziato la militarizzazione. Lenin previde: “ il capitalismo ci venderà la corda che useremo per impiccarlo”.


    di Maurizio Blondet da "Schiavi delle banche"

    Meditate gente, meditate...
    Giampaolo Cufino

 

 
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