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Discussione: NO ai prodotti Cinesi

  1. #1
    MONTINI
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    Predefinito NO ai prodotti Cinesi

    CONTRO LE IMPORTAZIONI
    DI PRODOTTI CINESI…
    PER LA DIFESA DEL
    PRODOTTO ITALIANO…

    Noi siamo contro la distribuzione di prodotti Cinesi in Italia e per difendere i posti di lavoro nelle nostre industrie.
    Per questo siamo accusati dalla 'stampa di regime di voler strumentalizzare i conflitti, di essere oscurantisti e/o protezionisti antiquati. Questa gara all'accrescimento degli equivoci per confondere le menti degli Italiani e' in parte triste ed in parte comica !
    Noi siamo contro l'importazione di prodotti Cinesi perché toglie posti di lavoro agli Italiani a profitto delle multinazionali che investono in Cina con la collaborazione del
    governo Cinese.
    Accusiamo anche i nostri sindacalisti ed i nostri governanti di complicità in questa truffa criminosa che causa impoverimento degli operai Italiani.
    Ma soprattutto condanniamo il prodotto Cinese perché è il frutto del più crudele sfruttamento umano : il lavoro forzato. Questi prodotti sono il risultato di lavoro non protetto, non sindacalizzato e forzato. Dobbiamo renderci conto che molti macchinari, vestiti, manufatti e strumenti sono prodotti nei campi di concentramento Cinesi, chiamati 'LAOGAI', dove milioni di persone sono costrette a lavorare in condizioni disumane.
    Quella che i nostri finanzieri, giornalisti, sindacalisti e governanti (di tutti partiti) chiamano competitività commerciale Cinese e' fondata sullo sfruttamento di centinaia di milioni di uomini.
    Questa è la realtà della potenza economica Cinese !!!!!!
    Quindi rifiutando l'importazione di prodotti Cinesi noi non solo facciamo il nostro dovere verso il nostro paese e le centinaia di migliaia di lavoratori Italiani che hanno
    perso o stanno perdendo il loro posto di lavoro ma facciamo anche atto di cosciente e ferma solidarietà verso il popolo Cinese sfruttato dalle multinazionali e dal loro tirannico governo.
    NO ai prodotti Cinesi
    Compra Italiano !

    Sito : www.forzanuova.org
    E- mail: forzanuovamail@libero.it
    Per informazioni ulteriori sui campi di concentramento in Cina consigliamo consultare il sito www.laogai.org




  2. #2
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    Predefinito

    Credo che non ci sia nient'altro da aggiungere...

  3. #3
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    Quoto...

    "Attenti al pericolo giallo" (B.Mussolini)
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  4. #4
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    Predefinito

    Testo originale scritto da Traditio
    Credo che non ci sia nient'altro da aggiungere...

  5. #5
    Alvise
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    Predefinito

    Si parla tanto male dei dazi, si dice che sono antistorici, antimoderni, antiliberisti, antioccidentali, antimorali.... ma mi pare di aver letto da qualche parte che il Paese che applica il maggior numero di dazi all'importazione siano... gli Stati Uniti.

    Da approfondire.

  6. #6
    Pulchra Paucis
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    Predefinito Re: NO ai prodotti Cinesi

    Testo originale scritto da Forzanovista
    CONTRO LE IMPORTAZIONI
    DI PRODOTTI CINESI…
    PER LA DIFESA DEL
    PRODOTTO ITALIANO…
    Secondo te il tuo piccì dove l'hanno fatto?

  7. #7
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Re: NO ai prodotti Cinesi

    Testo originale scritto da Mr
    Secondo te il tuo piccì dove l'hanno fatto?
    se è per questo anche il tuo cervello, cosa c'entra?

  8. #8
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    Predefinito

    Testo originale scritto da Alvise Nutti
    Si parla tanto male dei dazi, si dice che sono antistorici, antimoderni, antiliberisti, antioccidentali, antimorali.... ma mi pare di aver letto da qualche parte che il Paese che applica il maggior numero di dazi all'importazione siano... gli Stati Uniti.

    Da approfondire.
    Il dazio è una giusta imposta che lo stato prende da chi sposta delle merci al fine di trarne guadagno dalla vendita. La fallimentare e demagogica teoria del "libero scambio" ovvero la pratica economica del mercato globale sarebbe ovviamente oscacolata dalla presenza di dazii, il protezionismo economico va a discapito del liberoscambismo, per cui hanno ben visto di eliminare i dazii, creare 2 monete forti di scambio per accelerare i traffici, dollaro e euro, e invece di fare pagare le tasse sulla merce che si trasporta a chi la produce, con la geniale invenzione dell'IVA la tassazione è sulle spalle di chiunque compra un oggetto, non solo di chi lo produce e lo vende, e l'esponenzialità del business è evidente...
    Ma chiaramente c'è chi predica bene e razzola male: se in Italia si osa parlare di dazii e protezionismo economico i progressisti e gli europeisti, da sempe le pedine predilette delle oligarchie mondialiste, si scandalizzano e gridano al complotto, mentre gli U$A attuano forme di tutela per le proprie produzioni di fronte all'invasione di prodotti stranieri.

    Basta con il mercato globale, gli uomini come numeri, l'indice di ricchezza misurato sul consumo. Ritorno all'economia autarchica, al protezionismo, al dazio dei prodotti stranieri.

  9. #9
    Alvise
    Ospite

    Predefinito

    Testo originale scritto da aureliano88
    Basta con il mercato globale, gli uomini come numeri, . Ritorno all'economia autarchica, al protezionismo, al dazio dei prodotti stranieri.
    Esatto, Aurealiano, esatto.

    E c'è un punto che mi preme di sottolineare, ovvero quello in cui tu dici "basta con l'indice di ricchezza misurato sul consumo".

    Gli indici di ricchezza, di crescita e di sviluppo che sono utilizzati oggi dagli economisti e dagli statistici non sono neutrali, ma riflettono una determinata impostazione di pensiero economico.

    Il PIL è una grandezza fuorviante per chi crede in una economia organica. Di per sé non significa nulla, come indice di benessere materiale è incompleto, né dice nulla sulla natura delle transazioni che vi sono alla base.

    La logica sottesa all'indice PIL (ed al PIN, ed al PNL), è riassumibile in poche parole: produrre, vendere, comprare, consumare, ricomprare, riconsumare.

  10. #10
    Massimiliano71
    Ospite

    Predefinito

    Testo originale scritto da Alvise Nutti
    Esatto, Aurealiano, esatto.

    E c'è un punto che mi preme di sottolineare, ovvero quello in cui tu dici "basta con l'indice di ricchezza misurato sul consumo".

    Gli indici di ricchezza, di crescita e di sviluppo che sono utilizzati oggi dagli economisti e dagli statistici non sono neutrali, ma riflettono una determinata impostazione di pensiero economico.

    Il PIL è una grandezza fuorviante per chi crede in una economia organica. Di per sé non significa nulla, come indice di benessere materiale è incompleto, né dice nulla sulla natura delle transazioni che vi sono alla base.

    La logica sottesa all'indice PIL (ed al PIN, ed al PNL), è riassumibile in poche parole: produrre, vendere, comprare, consumare, ricomprare, riconsumare.
    No Alvise, scusa se ti correggo, ma il ciclo è consumare-produrre-guadagnare-riconsumare.
    Nell'era industriale si produceva per consumare, adesso il sistema è talmente perverso che dobbiamo consumare per produrre. Se uno analizza la cosa si renderà conto che è un'aberrazione mentale: secondo il messaggio che ci lanciano dobbiamo spendere altrimenti non manterremo il nostro tenore di vita perchè l'economia si ferma.
    Roba da psicotici.

 

 
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