.....il Premier: così titola l’editoriale di Feltri su Libero
Don Camillo (Ruini), il vincitore della battaglia referendaria sulla fecondazione assistita e generi affini, si rimette il metaforico elmetto e torna in trincea.
Gli serve per proteggersi, lui non spara: suona le campane.
E anche stavolta le suona a morto.
Per i sostenitori della legge che intende promuovere la parità fra le coppie sposate e quelle di fatto. La normativa proposta da Romano Prodi difficilmente passerà, e se passerà avrà subito delle modifiche per andare incontro alle richieste (perentorie) dell'illustre prelato dai modi gentili, quasi affettati, ma intransigente, irriducibile.
Questa è l'Italia, piaccia o no.
Su certe questioni, si è costatato, gli interventi della Chiesa sono decisivi. Sempre.
Giusto, sbagliato? Quesito ozioso.
Il nostro è un Paese cattolico. Va a Messa regolarmente circa il 30 per cento della popolazione. Gli altri non credono in Dio o ci credono poco, così poco da comportarsi in maniera contrastante con gli insegnamenti del Vangelo (letto da una minoranza esigua); tuttavia, cresciuti all'ombra della parrocchia, non sono sordi ai suoi richiami, riconoscendole autorevolezza in materia etica.
Tra l'altro il pubblico dibattito è aperto a chiunque - ci mancherebbe non fosse così - pertanto coloro i quali si scandalizzano per le cosiddette interferenze del Vaticano nella vita politica sprecano energie e tempo.
Preti e pretacchioni, frati e fratacchioni sono cittadini a ogni effetto e sarebbe assurdo proibirgli di far sentire la loro voce. Parlano comunisti, fascisti, folliniani, berlusconiani, industriali e artigiani, prostitute e viados, speculatori e ladri, tangentisti e assassini, non si comprende perché soltanto i parroci e i curati e i vescovi dovrebbero tacere.
Tanto più che nessuno è costretto ad ascoltarli né, tantomeno, a seguirne le indicazioni.
Ma cosa dice il pio Ruini nella fattispecie? Dice che i Pacs stridono con la Costituzione. Addirittura? Sissignori. Perché la Carta - secondo lui - con univoca precisione sottolinea come la famiglia sia una società naturale fondata sul matrimonio, di conseguenza l'Alta Corte ha opportunamente affermato spesso che la convivenza more uxorio non può essere assimilata alla famiglia, così da desumere l'esigenza d'una parificazione di trattamento. Ullallà! Personalmente non condivido una virgola della predica ruiniana, però non nego legittimità alla predica stessa.
Che è appunto un sermone, non un diktat.
È vero. La Costituzione inalza la famiglia a nobilissimi e impareggiabili ranghi. Però non è scritto da nessuna parte che le unioni di fatto siano prive di dignità e non possano godere di garanzie esplicitate in un modello legislativo precostituito.
Questa non è una opinione bensì un dato di fatto.
Inoltre, il povero Prodi, che malsopporto perfino in effigie, non ha mai dichiarato di volersi uniformare alle stravaganze di Zapatero, il progressista spagnolo.
Si è limitato ad auspicare che le coppie di fatto - uomini e donne conviventi - trovino nella legge un sostegno al loro desiderio di accedere alle "agevolazioni" offerte ai coniugi in vari campi: eredità, "traslazione" dei contratti d'affitto, reversione delle pensioni e roba simile.
Dov'è allora il problema? So dov'è. Nelle coppie dello stesso sesso, "Hic illae lacrimae" (questo è il motivo del pianto).
Il pensiero corre agli omosessuali, quasi fossero bestie da ingabbiare.
Mortadella non aspira a introdurre il matrimonio fra gay.
Né a consentire loro di adottare bambini.
Non attribuiamogli intenzioni che non ha espresso. Semplicemente egli suggerisce l'allargamento agli omosessuali della facoltà d'usufruire di alcuni diritti elementari, tipo quelli ricordati: reversibilità della pensione eccetera. Perché no? In mezza Europa i Pacs (certi patti) sono stati adottati senza spargimento di veleni, non si comprende perché l'Italia li dovrebbe rifiutare.
Ruini non digerisce ciò? Avrà le sue ragioni e lontano da noi l'idea di vietargliene la difesa usando pulpiti e mass media.
Un giornale denominato Libero è ovviamente liberale e non discrimina i cittadini in ordine alle loro preferenze sessuali e allo stato civile (burocraticamente parlando).
Li considera per quel che sono dalla cintola in su.
E quel che avviene sotto le altrui lenzuola ci interessa poco o nulla, indaffarati come siamo a occuparci dei "casi" nostri, già abbastanza complicati.
Ruini evidentemente è di parere diverso. Pazienza.
Che male c'è?
Ed ecco, come un miracolo divino, formarsi fuori la porta dell'INPS una lunghissima fila di giovin signori tutti belli e fprtunatamente tutti in salute splendida.
E tutti che agitano la mano per sventolare "il Documento". Trattasi della copia autenticata del Pacs: sono tutti li a chiedere la reversibilità della pensione intestata al povero vecchietto col quale hanno convissuto per anni ed ora è sciaguratamente morto.
saluti.
ps: fuori le palle, unionisti. Siate coerenti con le vostre legittime idee.
Nel programma che presenterete agli italiani in occasione delle prossime elezioni metteteci: il governo si impegna ad elaborare ed a far approvare dalle Camere una legge che preveda il Matrimonio valido "solo se chiesto e conseguito di fronte alle autorità civili".
Quello chiamato oggi "matrimonio", fatto "solo" davanti a autorità religiose, non sarà più valido e non potrà perciò più essere chiamato "matrimonio".




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