Quelli che seguono sono brani dalla corrispondenza famigliare di donne e uomini, militari e civili, della RSI. Essi riportano quelli che Renzo De Felice (che li cita a p. 199 del suo “Mussolini l’alleato. La guerra civile 1943-1945”, Einaudi, Torino 1997) definisce “i violenti sfoghi e le reazioni” che suscitò l’atteggiamento generale del clero verso la Repubblica Sociale e il suo sforzo di ridare coraggio militare, civile e morale agli Italiani. La Chiesa di allora, che aveva sfruttato fino in fondo il Fascismo prima di dargli il calcio dell’asino, era quella “tradizionale” di Pio XII (l’ultimo papa “buono” per i cattolici reazionari), della messa in latino ecc. ecc. Meditino tutto ciò coloro che ancora vengono a proporci il clerico-fascismo come ricetta per il futuro (inutile ricordarci l’eroico sacrificio di tanti sacerdoti amanti della loro Patria: il cattolicesimo è una realtà gerarchica, e ciò che in esso conta è la linea ispirata dai suoi vertici, costantemente avversa ad uno Stato italiano pienamente sovrano, come constatavano amaramente gli scriventi di cui sotto, tutti di sentimenti cristiani). E si ricordino delle parole di questi testimoni dell’epoca coloro che, quando parlano di complotti antifascisti contro l’Italia in guerra, non sanno vedere altro che la loggia, dimenticandosi costantemente la sacrestia.
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- (da Onè di Fonte – Treviso) “… Domenica scorsa non ho voluto andare alla Messa. Oggi per accompagnare la mamma vi sono andata, ma a momenti soffocavo di collera nel sentire la predica insulsa e tendenziosa come al solito. Che si aspetta a chiudere il becco ai preti? Vi immaginate la sconcia gioia del clericume vaticano in Roma ‘liberata’? Non per nulla l’’Osservatore Romano’ pubblica regolarmente il bollettino di guerra degli alleati. Ma a Roma facciano pure il comodaccio loro, ma non è tollerabile che i preti facciano qui da noi il loro lurido gioco, sotto il nostro naso…” (luglio 1944);
- (da Como) “…Purtroppo i nostri preti sono decisamente ostili alla Repubblica Sociale Italiana. Questi nostri preti fanno semplicemente schifo e sono certo che se il nostro Sergio fosse al corrente di quanto succede monterebbe su tutte le furie e si metterebbe a predicare la separazione della Chiesa dallo stato. Ma stai tranquilla che Cristo saprà castigarli a dovere e che la guerra la vincerà il Tripartito…” (luglio 1944);
- (da Pontechiasso – Como) “… riceviamo la tua lettera mentre leggiamo lo scempio di Roma, l’oltraggio alla nostra povera fede di italianità onesta e leale e cristiana che ci giunge da chi mai non avremmo potuto crederlo. Che il clero nostro abbia sempre tramato contro di noi lo intuivamo, ma che si potesse macchiare così non volevamo crederlo. Per un’idea di amore e di giustizia, piccola idea di luce che ispirata dalla grande luce di Cristo è sorta nel mondo, le forze del male insorgono e la lotta si fa asprissima. Lotta che non prende armi, ma le coscienze; la solita arma nascosta lotta ormai a viso aperto… Contro un uomo e un partito e non indietreggia come non indietreggiò il re spergiuro al pensiero che non l’uomo si colpisce, ma tutto il Paese, tutta la popolazione, tutto il suo onore, tutto il suo tesoro…” (luglio 1944);
- (da Mantova) “Il Signore, cioè l’Altissimo, vede e provvede, come vede e provvede quel manigoldo del Vicario di Cristo che risiede in Vaticano. Gli andrà sempre bene? No, per Dio, dovrà essere spazzato via. Faccio punto altrimenti vado fuori dai gangheri…” (settembre 1944);
- (da Pola) “… Uno dei più, anzi il più temibile, il più pericoloso dei nostri nemici interni, è il nostro clero, quel clero che dal primo giorno della guerra non ha fatto altro che predicare l’amore per i nemici, avvelenare le coscienze delle nostre madri, insinuare la diffidenza, la sfiducia. L’8 settembre si deve oltre che al tradimento di Badoglio anche e soprattutto alla nefasta opera disgregatrice e sabotatrice del Clero. Ma se c’è un Dio, se c’è una giustizia divina, il nostro clero dovrà scontare la sua nefasta opera ai danni del popolo nostro…” (settembre 1944).




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mo' manca solo qualcuno che prende le parti dei Cartaginesi e semo tutti )
