….non ha volto
A proposito di chi cerca il dialogo con l'islam, vedi la signora Bonino su radioradicale di stamane, contrapponendosi alla signora Fallaci.
I problemi sorti attorno alla scuola islamica di via Quaranta, a Milano, attualmente chiusa per ragioni sanitarie, sono destinati a riproporsi, vista la dimensione dell’immigrazione, e quindi richiedono capacità di comprensione unita a fermezza.
L’islam italiano, infatti, si presenta come una sorta di galassia inafferrabile, in cui non è mai facile comprendere se dietro esigenze culturali e sociali, o anche religiose, indiscutibili non si nascondano finalità diverse, legate alla predicazione di obiettivi fondamentalisti.
I diritti, compreso quello alla libertà scolastica, vanno applicati a tutti, ma anche i doveri, come quello di corsi di studi coerenti con i principi costituzionali, per non parlare dell’agibilità dei locali di insegnamento, devono essere fatti rispettare.
Se non vogliamo, un terribile giorno, avere un’esperienza simile a quella dei telespettatori inglesi, che hanno visto un giovanotto con accento dello Yorkshire vantarsi di aver effettuato un orribile attentato suicida nella metropolitana di Londra, dobbiamo evitare che un comprensibile sentimento umanitario ci faccia ciechi rispetto ai pericoli che corriamo.
Non si può ottenere il risultato di isolare gli estremisti e i predicatori di odio senza la collaborazione della parte pacifica e laboriosa delle comunità islamiche.
Questi però, che speriamo rappresentino la stragrande maggioranza dell’immigrazione, ancora non hanno una voce autonoma e riconosciuta, mentre pullulano organizzazioni che pretendono di parlare a loro nome. Il dialogo tra lo Stato e l’Islam italiano è necessario, ma è ancora difficile realizzarlo senza correre il pericolo di legittimare personaggi e organismi che rappresentano poco più di se stessi e non danno sufficienti garanzie di estraneità alle aree estremiste.
Per questo è utile che il ministro dell’Interno abbia istituito una consulta, purché sia chiaro che, per ora, questa non può che essere uno strumento per capire che cosa si muove nell’immigrazione islamica.
Insomma ora c’è una consulta sull’islam italiano, che deve aiutare le autorità a comprendere, non un organismo rappresentativo dell’islam italiano.
Per questo sono improprie sia le proteste delle varie organizzazioni musulmane che pretendono la rappresentanza sia le critiche di chi, come la Lega, nega la necessità del dialogo.
Per dialogare bisogna essere in due, ma per ora l’islam italiano non ha volto, e non glielo si può dare dall’alto e dall’esterno.
Però si può e si deve cercare di capire, mentre si rispettano i diritti e si esige l’osservanza dei doveri.
Ferrara su il Foglio
saluti




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