40° ANNIVERSARIO “NOSTRA AETATE”: PADRE FREDERICKS (ESPERTO DI DIALOGO CRISTIANI-BUDDISTI), "IMPOSTAZIONE TEOLOGICA" E "LEGAMI DI SOLIDARIETÀ"
“La 'Nostra Aetate' prima, Giovanni Paolo II poi hanno aperto una strada importante nel dialogo fra buddisti e cristiani. Ma ci sono due problemi ancora sul tavolo. Il primo è trovare un’impostazione teologica che veramente possa essere base di conoscenza reciproca, il secondo è quello di iniziare una prassi di dialogo, posto che non abbiamo lo scopo di convertire l’altro, ma di creare legami di solidarietà”. E’ la riflessione di padre James Fredericks, docente di studi teologici alla Loyola Marymount University, intervenuto questa mattina al convegno internazionale “Nostra Aetate oggi”, promosso presso la Pontificia Università Gregoriana (fino a domani)in occasione del quarantesimo anniversario della promulgazione della dichiarazione conciliare sui rapporti interreligiosi (28 ottobre 1965). “Da 25 anni mi occupo di dialogo fra cristiani e buddisti - ha affermato padre Fredericks prendendo parte alla sessione dedicata al confronto fra cristianesimo e religioni asiatiche - e ho imparato che bisogna rifuggire soprattutto dalla tendenza a mitigare le proprie posizioni per avvicinarsi all’altro e dall’errore di costruire sistemi teologici a priori che interferiscono con la nostra capacità di ascoltare e di capire. Da questo punto di vista Giovanni Paolo II ha fatto passi avanti rispetto al Concilio Vaticano II affermando allo stesso tempo l’unicità di Cristo e l’ubiquità dello Spirito Santo, presente in ogni preghiera autentica”.
Agenzia Sir




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