L'interrogativo è : cosa accomuna il pensiero liberale ai radicali o, di converso, ai cattolici?
La risposta è semplice: assolutamente nulla. Termine abusato "libertà", dai confini,a quanto pare, indefiniti. Io, da liberale, dico che i radicali ultimamente si sono comportati in maniera assai "poco liberale". Mi spiego. L'autentico liberale è la persona che riconoscendo l'autonomia della persona umana, legittima il suo ruolo nella determinazione delle scelte fondamentali della sua vita, dal campo etico morale a quello economico. L'autentico liberale è però in grado di riconoscere l'esistenza di diritti altrui, di ambiti di rilevanza che ineriscono ad altri individui. Non è liberale l'individuo che non guarda oltre il proprio "orticello".
Il tema dell'aborto è esemplare. Veniva rivendicato come espressione di un "sacrosanto" diritto di autodeterminazione delle donne. Nessun radicale, "pseudo-liberale" si è domandato se occorresse riconoscere ambiti di tutela anche ad "individui in formazione", all'embrione.
L'autentico liberale RIFIUTA lo strumento referendario, sui temi etico-sociali in particolare. Il referendum è la NEGAZIONE del liberalismo. Il referendum è legge della maggioranza. Il liberale rifiuta l'idea che la "maggioranza abbia sempre ragione". In campo etico morale la regola del "maggior numero" non deve operare! Le leggi razziali vennero approvate dal parlamento italiano. Erano leggi legittime, perchè rispettavano la gerarchia delle fonti, ma "sostanzialmente" ingiuste.
Il liberale è conscio di ciò e pone dei limiti alle maggioranze. Il limite posto nel dopoguerra è la Costituzione, con le libertà negative e positive.
Diverso l'atteggiamento di un liberale su altri temi, quale per esempio la liberalizzazione delle droghe leggere, matrimoni omosex.
Qui il liberale deve valutare se il riconoscimento di ambiti di libertà altrui, indi facoltà, comporti la lesione di "diritti" di altri individui. E' biasimevole che una persona si faccia una canna, dice il liberale, ma allo stesso tempo occorre riconoscere che l'intervento dello Stato a tutela della salute dei cittadini mediante proibizione, è eccessivo. Le c.d. droghe leggere non comportano dipendenza, producono gli stessi effetti dell'alcool, hanno effetti collaterali simili a quelli degli psicofarmaci assolutamente leciti e ampliamente prescritti...
Matrimoni omosex. Il liberale può essere un credente, ha tutto il diritto di comunicare e diffondere le sue idee, ma il liberale non le impone. L'interrogativo che si pone è : riconoscendo il matrimonio omosex, si ledono diritti di altri soggetti? La risposta è no...gli etero posso sposarsi tra loro...nulla lo vieterebbe logicamente. Il liberale può biasimare la scelta di due soggetti dello stesso sesso di unirsi carnalmente e giuridicamente. Ma non impone il proprio credo religioso, perchè tale condotta è espressione di una libertà individuale il cui esercizio non lede nessuno. Diverso il discorso per quanto riguarda le adozioni da parte di omosex. In tal caso rilevano esigenze inerenti ad altri individui: i minori. Dal momento che qualcuno potrebbe affermare che una crescita sana ed equilibrata necessita la presenza della doppia figura genitoriale, di diverso sesso, il liberale, il vero liberale, di fronte a tale obiezione si ferma, valuta gli interessi contrapposti...probabilmente intravvede un limite alla libertà individuale rappresentato dalle esigenze di altri soggetti.
Si può essere cattolici e liberali. Si può essere cattolici e vivere e diffondere uno stile di vita cristiano e liberali, di converso, non imponendo il prorpio credo traducendo i precetti cristiani in legge giuridica.
Si può essere di destra o di sinistra e liberali. Almeno in parte. Il liberali aborrono un'idea di Stato dirigista (in campo economico) e paternalista (in campo etico). Alcune correnti di destra e di sinistra propinano una serie di VALORI DI STATO, che a loro detta, sono espressione e sintesi dei valori della collettività, e sottolineano la preminenza delle esigenze della "collettività" sulle istanze di libertà individuale. Con un circolo vizioso ripropongono un'idea di Stato cara al facismo e al comunismo. Non a caso Hitler giudicava il liberalismo americano un male peggiore del comunismo sovietico.
Il mio liberalismo è un "modus operandi" dunque, non un insieme di valori.




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