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  1. #11
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    Predefinito PER LUCIAP

    Cara Luciap,

    complimenti per aver citato su Pera fatti molto interessanti, tratti da un libro citato.

    Spero che li abbia messi anche su altri forums.

    Ho avuto un contatto con Para alla Sorbona ad una sua presentazione. Gli ho fatto una domanda chiave, non ha risposto ma ha glissé...

    Intuii che fosse un tipo equivoco.


    Antonio Greco

  2. #12
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    E tu onore di pianti,Ettore,avrai ove fia santo e lagrimato il sangue per la patria versato,e finchè il Sole risplenderà su le sciagure umane
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    Predefinito Re: PER LUCIAP

    In origine postato da Antonio Mansi
    Cara Luciap,

    complimenti per aver citato su Pera fatti molto interessanti, tratti da un libro citato.

    Spero che li abbia messi anche su altri forums.

    Ho avuto un contatto con Para alla Sorbona ad una sua presentazione. Gli ho fatto una domanda chiave, non ha risposto ma ha glissé...

    Intuii che fosse un tipo equivoco.


    Antonio Greco
    Oltre che un tipo equivoco, è anche ( a mio modesto parere) un furbissimo servitore dei potenti...
    ma che ci vogliamo fare. siamo in mano a gente di tal fatta e c'è anche chi li difende. basta farsi un giro qui dentro per scoprirlo. adesso cerco in rete altre perle del pera-pensiero per arricchire questo 3d, nella speranza che serva a qualcosa...
    Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re

  3. #13
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    Predefinito Il Pera convertito

    due perle del pera-pensiero

    «Noi, compresi noi laici non credenti, esclusi naturalmente i laicisti, siamo cristiani. Siamo cristiani per i valori che professiamo e i principi in cui crediamo. Siamo cristiani anche quando proclamiamo la separazione tra Stato e Chiesa e fra politica e religione. Siamo cristiani o, più precisamente, siamo giudaico-cristiani per storia anche quando non lo siamo per fede»

    e, a proposito dei matrimoni gay:
    «Una cosa è chiara: è falso che si tratti di conquiste civili o di misure contro le discriminazioni o di estensione dell' uguaglianza; si tratta piuttosto del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta anche i capricci, in diritti umani».

    Luglio 2005
    Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re

  4. #14
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    Predefinito Articoletto

    Questo mi piaceva troppo...
    le origini del pera:

    MARCELLO PERA

    di Michele Gambino

    da "Liberazione" del 04.08.02

    Erano in otto, qualche chilo d'ottimi cervelli, in fila davanti all'ufficio di Silvio Berlusconi, in via dell'Anima, in quel febbraio del 1996, caldissima vigilia delle elezioni che avrebbero visto la vittoria dell'Ulivo. Il cavaliere di Arcore reclutava professori, e in otto si erano presentati all'appello. Molti ex comunisti, qualche economista di scarsi titoli e di gran parlantina, un paio di vecchi signori attratti dal luccichio berlusconiano: Lucio Colletti, Piero Melograni, Marcello Pera, Giorgio Rebuffa, Vittorio Mathieu, Renato Brunetta, Antonio Marzano, Saverio Vertone. Berlusconi fece fare loro un bel po' d'anticamera, e poi li presento ai giornalisti: "Eccoli, i miei gioielli", come Cornelia, la madre dei Gracchi. Non furono grandi acquisti, possiamo dire oggi: Colletti, prima di morire, sbatté la porta disgustato, altri s'allontanarono in silenzio, altri restarono semplicemente indietro, incapaci di sgomitare e inchinarsi a sufficienza dentro il partito-azienda. Restò Antonio Marzano, e soprattutto restò lui, il filosofo con l'elmetto Marcello Pera, assurto alla seconda carica dello Stato, nonostante un inizio che lo vide trombato nel collegio della sua Lucca, e ripescato solo grazie ai resti. Uno osserva il professor Pera incrociandolo dalle parti di Montecitorio, ormai sempre più nascosto tra le guardie del corpo, e si chiede perché un professore noto e rispettato, autore d'innumerevoli pubblicazioni, membro di comitati scientifici internazionali, dotato di solidi principi, s'imbarca un bel giorno sul galeone dei Dell'Utri e dei Miccichè. Domanda che acquista più senso a rileggere le intemerate prese di posizione di Marcello Pera negli anni di Mani Pulite, quando un terremoto giudiziario scosse le fondamenta della politica italiana. All'epoca il professore era tra gli editorialisti della Stampa, ma sembrava scrivesse su "Servire il popolo": "Come alla caduta di altri regimi, occorre una nuova Resistenza, un nuovo riscatto e poi una vera, radicale, impietosa epurazione... Il processo è già cominciato e per buona parte dell'opinione pubblica già chiuso con una condanna". Così si legge, a firma di Marcello Pera, il 19 luglio 1992. E ancora, editoriale del primo febbraio 1993: "I partiti devono retrocedere e alzare le mani... subito e senza le furbizie che accompagnano i rantoli della loro agonia. Questo sì sarebbe un golpe contro la democrazia: cercare di resistere contro la volontà popolare". Impossibile chiedere a quel Pera un occhio, anzi un dito di riguardo per gl'imputati eccellenti: "I giudici devono andare avanti. Nessuno chiede che gli inquisiti eccellenti abbiano un trattamento diverso dagli altri inquisiti" (5 marzo 1993). A chi attacca i magistrati, il professor Pera risponde con veemenza: "No e poi no, onorevole Bossi. Lei deve chiedere scusa... I giudici fanno il loro dovere... Molti magistrati sono già stati assassinati per aver fatto rispettare la legge... Lei mette in discussione i fondamenti stessi dello Stato di diritto" (24 settembre 1993). Per Pera il giustizialista, "la rivoluzione ha regole ferree e tempi stretti" (26 settembre 1993). Poi qualcosa è successo. Qualcosa che ha portato il professor Pera dalla richiesta di "epurazioni" dei politici, alla richiesta d'istituire una commissione parlamentare su Mani Pulite "Che dovrà scrivere una verità diversa da quella che è emersa in sede giudiziaria". Qualcosa che lo ha posto in prima fila - fino allo scambio di querele - tra i nemici dei vari Caselli, Borrelli, Colombo e Boccassini, gli stessi il cui lavoro aveva osannato non molto tempo prima. E che oggi lo spinge a sostenere, dallo scranno di presidente del Senato, lo spettacolo di una maggioranza ridotta a studio legale del premier. Ma sarebbe inutile cercare nella biografia di Marcello Pera le motivazioni del voltafaccia, perché non esistono, o almeno non si vedono. Così come nemmeno si scorgono i segni del pentimento, della sofferta autocritica, o anche solo dell'abiura del vecchio Pera giustizialista e giacobino. Tutte cose che pure avrebbero un seme di nobiltà, perché, come si dice, "solo i cretini non cambiano mai idea". Ma niente di tutto questo si rintraccia nel presidente del Senato: una sera il Pera editorialista della Stampa è andato a letto dalla parte della legalità violata e della democrazia liberale, e l'indomani si è svegliato garantista e berlusconiano, come il Gregorio Samsa di Kafka, che s'addormenta uomo e si sveglia insetto. Solo che quello - da insetto - è memore del suo essere stato un uomo. Mentre questo nuovo Pera del precedente non ricorda nulla, non l'ha mai visto né conosciuto. Se sia andata così, o con una folgorazione sulla via di Arcore, o in altro modo ancora, solo Pera potrebbe dirlo. Certo è che tra gli otto professori in attesa davanti alla porta di Arcore, il filosofo di Lucca è quello che meglio ha saputo entrare in sintonia col cavaliere e i suoi sodali, e per giunta sul tema a loro più caro, la giustizia. Lo avevano appena eletto, grazie al ripescaggio dei resti, e già gridava contro i "giudici giacobini", e implorava D'Alema di "fermare i giudici" asserviti alla sinistra. Fu così che il Cavaliere lo volle vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato, membro della commissione Giustizia e responsabile del settore Giustizia del movimento. Lui rinsaldò il legame scegliendo come sua assistente prima Jole Santelli, avvocata dello studio Previti, e poi sua sorella Roberta. E si fece onore portando avanti in Parlamento la riforma del processo penale e la legge sui pentiti, e conducendo bene, sul finale della passata legislatura, l'ostruzionismo sull'accordo italo-svizzero per le rogatorie. Da senatore, rivolse persino un'interrogazione al ministro della Giustizia Fassino per chiedere "un'azione disciplinare" contro due pm che indagavano sulla discarica di Cerro Maggiore, e avevano per principale imputato Paolo Berlusconi. E tanto per mettere in chiaro il suo personale rispetto delle regole e degli ambiti, Pera attaccò i due magistrati anche dalle colonne del Giornale, di cui è proprietario, guarda un po', lo stesso Paolo Berlusconi: "La Taddei (uno dei pm n. d. a.) non conosce le regole elementari della sua funzione" scrisse sull'organo di casa Berlusconi. Si scoprì poi che le accuse del clan di Arcore erano fondate su un errore, ma non risulta che il professor Pera abbia chiesto scusa ai magistrati ingiustamente diffamati. Tanto zelo sembrava mirato alla carica di ministro della Giustizia. E infatti alla vigilia della formazione dell'attuale Governo il senatore si premurò di far sapere che, appena insediato in via Arenula, avrebbe fatto rimuovere dal suo ufficio la scrivania appartenuta a Palmiro Togliatti. Invece Bossi puntò i piedi e Pera finì alla presidenza del Senato. Dopo l'insediamento, a chi si preoccupava per il nuovo assetto della Rai promise: "Posso assicurare che io e Casini faremo di tutto per gestire imparzialmente il riassetto della Rai". Al Corriere della Sera disse invece: "Farò di Palazzo Madama un luogo di alta cultura, di elaborazione di idee e di riflessione". Tutti abbiamo visto com'è andata a finire.
    Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re

  5. #15
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    Predefinito MILIONI DI PERE ...

    Cara Lucia,

    mi hai risposto "speriamo che serva a qualcosa", su quello che hai trovato su Pera.

    Sono spiacente di dirti che:

    - non serve a niente, perché di pere come quella Pera ce ne sono milioni in Italia;
    - servirà a qualcosa solo analizzare perché siamo l' unico Paese in U.E. che non sa gestirsi, che ha tante pere, che ha eliminato i Valori e le regole, che é pronto per entrare nella fase..... povertà totale, per via di tutti i suoi sprechi e incapacità...

    Metto qui il primo contrib esplicativo. Siccome faccio analisi da dieci anni, ce ne ho almeno 40, se vuoi le chiavi della biblioteca analisi (il sito) , chiedemelo al mio indirizzo.



    UN FUTURO PER IL SISTEMA ITALIA ?

    Esaminare le ultime evoluzioni e capire quelle future, é possibile ? Forse, ma ci vuole realismo.

    Gli Italiani, negli ultimi vent' anni, hanno avuto una mutazione del DNA. Molte delle evoluzioni sono pero' negative.
    Ma c' é una colpa, dell' Italiano medio, per le trasformazioni negative ? Forse, un po', non più della beata incoscienza nell' accettare i N.C.I. (Nuovi Comportamenti Italiani), senza reagire.

    Poteva reagire l' Italiano medio ? Forse no, visto che non ha la schiena dritta (che é invocata da Ciampi). Ma si puo' avere la schiena dritta, quando si ha un alto tasso di insuccessi sociali ?

    D' altronde, si puo' avere un alto tasso di successi sociali se la Pubblica Distruzione non ci ha mai insegnato che fra i cittadini e lo stato ci vuole una collaborazione ? E un rispetto reciproco ? E un interesse dell' uno a che l' altro stia in buona salute?

    La colpa della Pubblica Distruzione: non é stato insegnato ai cittadini il buon senso, l' educazione, il rigore, la coerenza, la responsabilità del proprio operato. Per cui essi non sono stati in grado, in tempo di elezioni, di sceverare i venditori di chiacchiere senza esperienza dai candidati in possesso di professionalità per costruire, modificare, migliorare...

    Essendosi pensato, alla Pubblica dIstruzione, solo alla ISTRUZIONE degli studenti, ignorando l' EDUCAZIONE, il cittadino tipo ignora gran parte dei suoi doveri. E non é divenuto mai conscio dei propri diritti. La rassegnazione alla sopraffazione impera infatti in molte regioni e settori del sociale.

    Guardiamoci intorno, in U.E. In ogni Paese c' é una società in cui i cittadini usano il buon senso, le regole, e criteri di comportamento corretti, sulla base di Valori comuni, soddisfano i loro bisogni, nel quadro di un Patto Sociale. Il quale permette, a milioni di individui, di essere una sola società.

    Cosa c' é in Italia ? Una folla disordinata di individui, senza ordini di squadra, senza patto sociale, ognuno per suo conto....come in un pollaio. Ma tutti spesso d' accordo su due sole cose: Anarchia e Confusione.

    Avendo la "schiena molle", per colpa della Pubblica Distruzione, si diviene, col tempo, rassegnati. Tanto più che la mancanza della coscienza sociale (essa viene insegnata negli altri Paesi della U.E., non in Italia) mette potenzialmente ogni cittadino nella posizione di "uno contro tanti". E mette lo stato nella situazione di dirsi: "ma si puo' gestire l' anarchia ?

    Rassegnati. Ma é possibile non esserlo ? Certo, in altri Paesi della U.E. i cittadini si uniscono in partiti, associazioni. Gli uni e gli altri spesso costruiscono, con impegno e serietà. Ma possono, partiti e associazioni, strutturare, migliorare, la società italiana ? Cioé il Bel Paese, con tanti laghi, pantani, mancate reazioni, rassegnazioni ? E ruote grippate ? Il Paese del grigiore, della non chiarezza ?

    Le riforme, invoca Ciampi. Se i partiti volessero riformare seriamente, riuscire a fare in pratica cio' che dicono di voler fare, dovrebbero essere gestiti da Tedeschi, Belgi, Francesi. Gente coi coglioni, con carattere, coerenza, capacità sociale, organizzazione... Visto che la Pubblica Distruzione non ha pensato ad educare gli Italiani a tali Valori, per decenni. Non basta che Ciampi dica "tenete la schiena dritta.." ! Neanche la coerenza é stata insegnata, nel Paese ove l' ipocrisia é stata elevata a rango universitario... L' organizzazione e la coerenza , mai conosciute in tante province italiane, sono i valori che fan si che, in giro per la U.E., i cittadini facciano corrispondere i fatti alle parole.

    Ma é proprio questo, la corrispondenza dei fatti alle parole, che é tanto difficile, nel Paese dell' arte. E dei furbi. In fondo l' artista cerca l' originalità di un percorso nuovo. Magari deviato, ma nuovo. Magari scorretto, ma nuovo.
    Lo Stivale é divenuto una terra ove tutti i percorsi diversi, variati, talora nascosti, incurvati, deviati, si incrociano, si ostacolano, si scontrano talvolta...

    Se i furbi non cercassero di ottenere col sotterfugio cio' che dovrebbero faticare ad avere coll' impegno, alla luce del sole, allora la vita diverrebbe faticosa. E noiosa, che barba ! Poi, si puo' fare una vita di fatica nel Paese della calura ? Si puo' sudare, impegnandosi a costruire, nel Paese della pigrizia ? Si puo' non essere pigri nel Paese ove la gran parte dei meccanismi pubblici si grippano ?

    Sono tutte ragioni per cercare di discolpare gli Italiani che hanno accettato i N.C.I. Si, la residua colpa di aver accettato nuove abitudini, quelle che hanno ammazzato le efficienze sociali, é un peccato veniale.

    Noi Italiani, famosi per la somma intuizione. Ma puo' , un popolo di artisti intuitivi, essere razionale, organizzato, per restare a galla nel Mercato Globale ? Se la Pubblica Distruzione non ci ha insegnato la struttura delle costruzioni sociali, l' organizzazione degli schemi mentali produttivi ?

    Ecco il punto, a me sembra.

    Se avessimo la razionalità francese, la coerenza britannica, l' impegno degli Scandinavi............ allora le ruote della società non sarebbero spesso grippate . Ogni cittadino avrebbe il suo flaccone di "olio sociale" e farebbe la manutenzione dei meccanismi delle stato, della società....

    E se l' olio fosse sufficiente, potrebbe ingrassarsi quella parte del proprio cervello che presiede al sociale (attualmente atrofizzata).

    Il futuro ? o ci sarà un futuro, o non ci sarà. Ci sarà un futuro se un' analisi degli handicaps sociali viene fatta subito, prima di passare il punto di non ritorno. Emigrati aiutando. Non ci sarà futuro se restiamo là, rassegnati, ad aspettare.

    Le Cause delle inefficienze sono una decina. Senza individuarle, coll' aiuto di testimoni dello sviluppo, la via maestra per divenire un Paese normale, europeo, sembra preclusa.

    l' Emigrato
    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr


    P.S. Dio ride degli uomini che si lamentano di eventi, le cui cause essi stessi continuano a promuovere con convinzione (Bossuet).

  6. #16
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    Predefinito

    bene, dovremmo tenerceli bene in testa questi fatti, parlo per tutta la serie "buffoni di regime"

    se ho un po' di tempo, ne preparo uno sulla Moratti

    Paolo

  7. #17
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    Predefinito

    DI BUFFONI NE è PIENO IL PARLAMENTO, IL SENATO, LE CAMERE DELLE REGIONI, DELLE PROVINCIE E DEI COMUNI.

    BUFFONI A DESTRA, AL CENTRO, A SINISTRA.
    TOGLIETEVI IL PARAOCCHI!
    Il migliore dei mondi possibili non arriverà MAI!

  8. #18
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    Predefinito POLITICI ITALIANI

    LA DERIVA SOCIALE ITALIANA


    - Lo avete capito che i politici da un bel po' vi prendono per i fondelli ?
    - Vi siete accorti che i politici, arrivati al potere, dedicano metà del loro impegno: a) a rinforzare le cinghie che li tengono legati alle poltrone; b) a fare lotte fratricide per aumenatre il proprio potere ?
    - Sapete che in tanti Paesi U.E. i candidati politici sono scelti per capacità, preparazione professionale, esperienze di lavoro. Mentre in Italia i loro comportamenti si basano sull' equivoco: per fare i politici basta avere l' istinto politico ?
    - Vi é sembrato che uno dei più grossi contributi alla diffusione della corruzione in Italia (la quale é uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo) é quello dei politici degli ultimi trenta anni ?
    - E' chiaro agli Italiani di buon senso che l' economia non puo' fiorire in una società che non funziona, che ha eliminato i Valori (e in particolare non conosce l' organizzazione) ?
    - Siete al corrente che i politici italiani sono i meglio pagati in U.E. ?
    - Sapete che il Bel Paese é forse l' unica nazione U.E. ove la costituzione e le leggi si applicano o non si applicano, dipendentemente dalla fortuna (o dal referente) della persona in questione ? Che ci sono due categorie di cittadini: quelli che fanno i mazzi; e quelli che si fanno mettere nel mazzo ?

    Se già sapete tutte queste cose, allora potreste forse accettare l' idea che ogni Paese ha i politici che si merita..... !
    Il che mi porta a concludere: se lasciate i fondamenti della società come sono (praticamente latino-americani), se non vi RINNOVATE, potrete avere risultati economici solo di tipo sudamericano....

    L' Emigrato
    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr

 

 
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