Si diffonde il razzismo fra gli adolescenti. A Roma
cinque ragazzini fra i 15 e i 17 (tutti, come si dice, "di buona
famiglia"), hanno circondato un venditore ambulante bengalese, gli hanno
urlato un po' di slogan alla Fallaci ("Fuori i negri dall'Italia";
"L'Europa agli europei" ecc.), l'hanno picchiato, gli hanno strappato la
borsa con cinquanta euri dentro e sono scappati. Per fortuna passavano
dei carabinieri che li hanno inseguiti, bloccati e portati piagnucolanti
in caserma. Per terra sono rimasti gli attrezzi degli aggressori (pugni
di ferro, ecc.) e il sangue del lavoratore aggredito. Tutto questo a
pochi metri da piazza Navona.
A Biella, invece, tre quindicenni hanno messo in pratica gli
insegnamenti del senatore Pera, quello che ce l'ha contro il meticciato.
Hanno fermato una compagna di scuola tredicenne, figlia di un italiano e
di una tunisina. L'hanno pestata di botte e le hanno inciso una svastica
sull'avambraccio, per fortuna senza ferirla a fondo. La ragazzina, piu'
tardi, ha avuto il coraggio di raccontare tutto ai professori. Ma molti
episodi cosi' restano ufficialmente ignoti, sepolti nell'omerta' e nella
paura.
A questo punto si pongono due problemi, anzi tre. Il primo riguarda
l'educazione di questi ragazzi. Non si puo' far finta di niente: in una
fase cosi' centrale della loro formazione, la classica ramanzina e il
"via a casa" rischia di far loro un danno irreparabile, di trasformarli
da animaletti senza cervello in veri e propri assassini. Percio'
consentitemi di dimettermi per un momento da progressista e di chiedere
ai loro genitori di trasmettere a questi teneri fanciulli dei valori
nell'unica maniera che essi sono in grado di comprendere, vale a dire a
cinghiate. Poi dovrebbero essere presi in carico dallo Stato, ma non per
delle simpatiche e tenere attivita' sociali (abbadare i vecchietti,
ripulire le aiuole e cosi' via) ma per una full immersion nella vita
reale: sopra una nave da carico, o in un cantiere edile, o a raccogliere
pomodori. Alla maggiore eta' (che per loro dovrebbe essere procrastinata
di un paio d'anni, e senza diritti civili), esame da parte di una
commissione costituita da muratori italiani e rumeni. Se lo passano,
bene. Se no, via di nuovo in cantiere fino al prossimo anno.
Il secondo problema riguarda il presidente Ciampi, che non ha ritenuto
di richiamare pubblicamente il presidente del Senato Pera quando costui
invitava i ragazzini di Biella a fermare una meticcia e a inciderle una
svastica addosso. "Ma io non ho detto nulla del genere, ma io parlavo in
pura teoria!". Gia', eccellenza. Ma di teorie cosi' - si comincia colle
teorie, e si finisce Lei sa ben dove - ne abbiamo pieni i coglioni. Lo
stesso per la Procura della Repubblica di Milano che non ha ritenuto di
sequestrare in edicola le copie del Corriere della Sera in cui la
Fallaci invitava i ragazzini-bene a fermare gli ambulanti bengalesi e a
spaccargli la faccia per liberare l'Italia dai negri. "Ma io non ho
scritto nulla del genere, ma io parlavo semplicemente dell'Islam in
generale!". Certo, signora. Ma anche il signor Streicher - lei sa chi
era, vero? - parlava cosi' in generale di ebrei e di ariani, e noi
ancora rimproveriamo i tedeschi di allora per averlo lasciato parlare e
non averlo invece cacciato a calci nel sedere fuori dal paese.
Il terzo problema riguarda tutti noi. C'e' un nazismo che sta crescendo
- perbene, scherzevole, simpaticamente - e noi lo lasciamo crescere
cosi', come se fosse un tranquillo dibbattito socioculturale. Gli ebrei
e gli amici degli ebrei, negli anni Trenta, avevano tutto il diritto di
difendersi materialmente dai propagandisti nazisti, che li volevano
trascinare prima o poi dentro i forni. Quando "gli estremisti dei centri
sociali" si mobilitano - troppo di rado - contro Militia Christi o Forza
Nuova fanno semplicemente quel che avrebbero dovuto fare, nella Germania
degli anni Trenta, gli ebrei e gli amici degli ebrei. Quando i politici
discutono tranquillamente con la Fallaci o con Pera fanno semplicemente
quel che facevano, nella Germania degli anni Trenta, gli interlocutori
dei nazisti e gli antisemiti moderati e ragionevoli colpevoli, al pari
delle Sa, del futuro sterminio degli ebrei.
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riccardo orioles <riccardoorioles@sanlibero.it>
La Catena di San Libero
3 ottobre 2005 n. 304
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