E puntualmente come una cambiale arrivo' l'attentato di stampo brigatista e guarda caso in un momento di ricompattamento delle forze progressiste del Paese. Quanto provvidenziale sia l'intervento armato in particolari momenti del nostro Paese e' una storia oramai risaputa. Si cerca di aprire a nuove possibilita' di governo? Ecco spuntare il terrorismo in servizio permanente che elimina l'incomodo "traghettatore" (vedere alla pagina Moro); le piazze sono in subbuglio per la politica di un governo alla balia degli interessi dei singoli? Si fa scoppiare una bomba (a proposito sapete nulla?) nel mezzo di una via fortemente presidiata dalle forze dell'ordine ed a telecamere (stranamente) spente; l'opposizione si sta ricompattando (vedi aperture di Bertinotti all'Ulivo) e come per incanto ammazzano un consulente di Maroni. Un consulente che aveva da un po' di tempo denunziato " Lo stato non ha appreso la lezione del delitto D'Antona" e nonostante tutto lo STATO e' rimasto immobile. A chi serve in realta' questa morte come quella di Moro e della sua scorta, di Rossa, di Tarantelli, di D'antona, e per ultimo di Biagi? Chi sono in realta' i cattivi maestri che controllano da sempre la vita politica del nostro Paese? A chi in questo momento di forti tensioni sociali conviene veramente una morte annunciata (l'ennesima, dato che Panorama l'aveva in qualche modo prevista, facendo ritornare alla memoria il famoso "Morobondo" del "Male"), una morte che viene immediatamente usata dalla maggioranza per sparare ignobilmente sull'opposizione. Volendo usare la proverbiale dialettica del presidente del consiglio mi chiedo questo omicidio in quale regolamento di conti vogliamo inquadrarlo?




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Nobis ardua 