IL GARANTISMO - Fausto Bertinotti non ama le polemiche. E non condivide quelle fatte da Marco Travaglio, che pure ha ragionato al convegno sulla correttezza di alcuni comportamenti dei politici. «Come persona è distante da me, dal mio modo di ragionare. Insomma, non condivido il suo metodo di polemizzare con le persone. Forse perché non amo, in genere, quando ci si muove in un contesto di giustizialismo. In questo modo ci si mette su un percorso molto lontano dalla mia cultura garantista». Perché per il leader di Rifondazione la verità è che «ogni volta che qualcuno si autoinveste del ruolo di censore, di moralizzatore, rischia di fare più danni di chi poi si vuole condannare». Infine, risponde scherzosamente alla domanda che una dipendente gli fa a bruciapelo: «Ma lei cosa pensa di Travaglio?». Il leader di Prc fa un gesto da attore consumato: si alza il polsino della camicia, scosta la manica della giacca di tweed, e poi, grattandosi l’avambraccio, spiega: «No, ecco, non nominatemelo. Perché a sentire il suo nome mi viene l’orticaria».


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