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Discussione: Modello americano

  1. #11
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    GEORGE: Ringraziate zio Silvio, vi rimanda a casa e ve la detassa pure
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    Testo originale scritto da Marylux
    certamente...e poi dalla musica ai film....come si fa a non farsi influenzare da questa grande cultura?God bless America!!

  2. #12
    a.k.a. tolomeo
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    Testo originale scritto da Marylux
    certamente...e poi dalla musica ai film....come si fa a non farsi influenzare da questa grande cultura?God bless America!!
    Il Giappone, pur americanizzandosi in molti modi, perloppiù esteriori, ha mantenuto una forte identità e radicate tradizioni.
    In moltissime cose è a parer mio molto più all'avanguardia degli USA. Il cinema giapponese è assolutamente originale: sono gli americani a copiarlo (Tarantino, ad esempio, e molti altri film americani di recente produzione lo hanno fatto, in modo sfacciato, senza concedere alcul credito alle fonti originali, approfittando del fatto che queste non godono della capillare distribuzione delle produzioni USA - quindi pochi lo sanno). Lo stesso avviene in Corea.
    Ciò sta a dimostrare che americanizzarsi non è assolutamente un trend fatale o obbligato ma una scelta: una scelta che in Italia viene fatta per ignavia e indolenza.
    Non sottoscrivo il God bless America: spero piuttosto che Dio possa aiutare quel paese a non fare salire ulteriolmente il livello di degenerazione che già lo affligge.

  3. #13
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    Marylux è vero che il modello americano è affascinante e suggestivo (oltretutto anch'io sono un fan dei simpson ), ma è altrettanto vero che ci sono cose di quella società che proprio non condivido..per es. il sistema sanitario o quello scolastico-universitario .. ti piacerebbe vivere in un paese in cui devi pagare (profumatamente) per l'assistenza sanitaria o l'istruzione universitaria o in cui la scuola è l'ultima priorità dell'amministrazione? senza contare la facilità con cui è possibile procurarsi un'arma da fuoco (con tutte le conseguenze che ne derivano) o i costi del sistema politico, per cui vanno al senato solo i ricconi che li possono sostenere (da questo punto di vista quella americana è una democrazia o un'oligarchia?).....

  4. #14
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    Testo originale scritto da luis77
    Marylux è vero che il modello americano è affascinante e suggestivo (oltretutto anch'io sono un fan dei simpson ), ma è altrettanto vero che ci sono cose di quella società che proprio non condivido..per es. il sistema sanitario o quello scolastico-universitario .. ti piacerebbe vivere in un paese in cui devi pagare (profumatamente) per l'assistenza sanitaria o l'istruzione universitaria o in cui la scuola è l'ultima priorità dell'amministrazione? senza contare la facilità con cui è possibile procurarsi un'arma da fuoco (con tutte le conseguenze che ne derivano) o i costi del sistema politico, per cui vanno al senato solo i ricconi che li possono sostenere (da questo punto di vista quella americana è una democrazia o un'oligarchia?).....
    Certamente ci sono i pro e i contro...come in tutte le società!per questo dicevo che non tutto si può adattare e ovviamente bisogna prendere spunto dai lati positivi di questo modello.

  5. #15
    virtute siderum tenus
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    Il problema è molto complesso.

    L'americanizzazione se intesa come studio e spunto dei modelli anglosassoni di modus operandi della politica è decisamente un processo utile e auspicabile in quanti la politica latina manca di pragmatismo che, oggi, è quanto di più necessario in questo frenetico mondo moderno.
    Sicuramente la nostra politica è fondata su radici storiche che le permettono di avere radici profonde nel campo del diritto e della democrazia, ha più CULTURA, ma è deficente nel modo di condurre la cosa pubblica.

    Il modello anglosassone e in particolar modo americano, è certamente vincente anche, e soprattutto, nel settore economico anche se, spesso, determina estremizzazioni violente che portano alla formazione di grossi e pericolosi squilibri. Ciò non toglie che, comunque, l'economia e il commercio di queste società è più efficace ed efficente di quello nostro, troppo legato a schemi passati e "familiari".. in stile "old Europe" insomma.

    Il problema, però, è quando l'americanizzazione prende forma nel contesto del potere di Wasghingotn di influenzare le decisioni del pianeta.

    Nel momento in cui l'America entra a giocare un ruolo fondamentale nei processi di potere politico, economico, sociale e culturale, allora il rischio è che la democrazia e la sovranità di ogni realtà nazionale, cada in sostituzione di una condizione di "vassallaggio".

    Oggi, che ci piaccia o no, gli USA sono la forma moderna dell'Impero Romano e New York è la Roma dei millenni passati.

    Se uno Stato è capace, attraverso il suo potere economico-finanziario (banche, lobbies, organizzazioni di magnati,ecc), attraverso quello militare, attraverso quello politico (diplomatico, d'intelligence, o eversivo/sovversivo), di determinare le sorti di una comunità ecco che, quel concetto di "americanizzazione" assume connotati deleteri e va aspramente combattutto.

    Io sempre affermo che gli AMERICANI NON ESISTONO.. ma l'AMERICA SI'... oggi gli USA sono lo specchio dell'anima mondiale e gran parte d ciò che va bene e va male laggiù è il riflesso dello stato di salute del Pianeta.

    W L'AMERICA, W IL SOGNO AMERICANO.. quello "dei buoni"

  6. #16
    in silenzio
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    fare gli americani...

    Testo originale scritto da india9001
    Il problema è molto complesso.

    L'americanizzazione se intesa come studio e spunto dei modelli anglosassoni di modus operandi della politica è decisamente un processo utile e auspicabile in quanti la politica latina manca di pragmatismo che, oggi, è quanto di più necessario in questo frenetico mondo moderno.
    Sicuramente la nostra politica è fondata su radici storiche che le permettono di avere radici profonde nel campo del diritto e della democrazia, ha più CULTURA, ma è deficente nel modo di condurre la cosa pubblica.

    Il modello anglosassone e in particolar modo americano, è certamente vincente anche, e soprattutto, nel settore economico anche se, spesso, determina estremizzazioni violente che portano alla formazione di grossi e pericolosi squilibri. Ciò non toglie che, comunque, l'economia e il commercio di queste società è più efficace ed efficente di quello nostro, troppo legato a schemi passati e "familiari".. in stile "old Europe" insomma.

    Il problema, però, è quando l'americanizzazione prende forma nel contesto del potere di Wasghingotn di influenzare le decisioni del pianeta.

    Nel momento in cui l'America entra a giocare un ruolo fondamentale nei processi di potere politico, economico, sociale e culturale, allora il rischio è che la democrazia e la sovranità di ogni realtà nazionale, cada in sostituzione di una condizione di "vassallaggio".

    Oggi, che ci piaccia o no, gli USA sono la forma moderna dell'Impero Romano e New York è la Roma dei millenni passati.

    Se uno Stato è capace, attraverso il suo potere economico-finanziario (banche, lobbies, organizzazioni di magnati,ecc), attraverso quello militare, attraverso quello politico (diplomatico, d'intelligence, o eversivo/sovversivo), di determinare le sorti di una comunità ecco che, quel concetto di "americanizzazione" assume connotati deleteri e va aspramente combattutto.

    Io sempre affermo che gli AMERICANI NON ESISTONO.. ma l'AMERICA SI'... oggi gli USA sono lo specchio dell'anima mondiale e gran parte d ciò che va bene e va male laggiù è il riflesso dello stato di salute del Pianeta.

    W L'AMERICA, W IL SOGNO AMERICANO.. quello "dei buoni"
    Concordo con India; e racconto un episodio esplicativo del diverso modo d'intendere i rapporti interpersonali, e di quanto gli americani possono imparare da noi italiani.

    Qualche settimana fa John Grisham è venuto nell'Aula Magna della nostra Università, per presentarci il suo ultimo romanzo, ambientato a Bologna.

    Contrariamente al consueto, mancava sia un banco dove acquistare copie autografate dall'autore, sia la possibilità di farsi autografare i libri portati da casa, al termine della presentazione.
    Come ci è stato spiegato dai responsabili, l'autore aveva rifiutato categoricamente, anche di preparare prima copie autografate.

    Il Rettore, i responsabili della Casa Editrice italiana, e il pubblico, sono stati concordi nel ritenere il rifiuto di Grisham un inutile atto di superbia.

    Leggendo il romanzo, l'unica osservazione sensata dell'autore - che ha vissuto a Bologna alcuni mesi durante la stesura de Il Broker - riguarda la concezione dello spazio: individualista in America, sociale a Bologna.

    Obtorto collo...spero faccia quanto ha promesso: tornare da noi per scrivere un altro romanzo, e capire meglio l'essenza della nostra disponibilità sociale.
    di necessità virtù

  7. #17
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    Spero che in futuro l'antica università bolognese si astenga dall'invitare scribacchini yankee.

  8. #18
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    Stamattina ho avuto l'ennesima prova del processo di americanizzazione in corso nel nostro paese : bancarelle a Palermo che vendevano maschere da strega, ragnatele finte, zucche ...
    me lo sapete dire che cavolo c'entra Halloween con le nostre tradizioni e la nostra cultura ?

  9. #19
    virtute siderum tenus
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    Testo originale scritto da luis77
    Stamattina ho avuto l'ennesima prova del processo di americanizzazione in corso nel nostro paese : bancarelle a Palermo che vendevano maschere da strega, ragnatele finte, zucche ...
    me lo sapete dire che cavolo c'entra Halloween con le nostre tradizioni e la nostra cultura ?

    Ah sì, questa è un'altra cosa che non sopporto... anche perchè è totalmente anti cattolico..

    Ma la colpa è nostra signori, è nostra.

  10. #20
    Alvise
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    Testo originale scritto da india9001
    Il problema è molto complesso.

    L'americanizzazione se intesa come studio e spunto dei modelli anglosassoni di modus operandi della politica è decisamente un processo utile e auspicabile in quanti la politica latina manca di pragmatismo che, oggi, è quanto di più necessario in questo frenetico mondo moderno.
    Sicuramente la nostra politica è fondata su radici storiche che le permettono di avere radici profonde nel campo del diritto e della democrazia, ha più CULTURA, ma è deficente nel modo di condurre la cosa pubblica.

    Il modello anglosassone e in particolar modo americano, è certamente vincente anche, e soprattutto, nel settore economico anche se, spesso, determina estremizzazioni violente che portano alla formazione di grossi e pericolosi squilibri. Ciò non toglie che, comunque, l'economia e il commercio di queste società è più efficace ed efficente di quello nostro, troppo legato a schemi passati e "familiari".. in stile "old Europe" insomma.

    Il problema, però, è quando l'americanizzazione prende forma nel contesto del potere di Wasghingotn di influenzare le decisioni del pianeta.
    Sicuro che questi due fenomeni siano disgiunti/disgiungibili? E dove sarebbe la maggiore dose di pragmatismo? Economicamente preferisco pensare a riferimenti più europei e decisamente migliori dal punto di vista organico-comunitario, ad esempio il modello renano e l'economia sociale di mercato.

    Nel momento in cui l'America entra a giocare un ruolo fondamentale nei processi di potere politico, economico, sociale e culturale, allora il rischio è che la democrazia e la sovranità di ogni realtà nazionale, cada in sostituzione di una condizione di "vassallaggio".


    A dire il vero questo succede già... cosa diresti di un paese che ospita installazioni militari straniere sul proprio territorio, in base a trattati tuttora parzialmente segreti (per inciso, trattati ineguali), e dove avvengono episodi come quello del Cermis nel 1998. Per non parlare poi di trame atlantiste varie... ma limitiamoci a quello che non è fattualmente contestabile.


    Oggi, che ci piaccia o no, gli USA sono la forma moderna dell'Impero Romano e New York è la Roma dei millenni passati.


    Non sono molto d'accordo, ma andiamo avanti.

    Se uno Stato è capace, attraverso il suo potere economico-finanziario (banche, lobbies, organizzazioni di magnati,ecc), attraverso quello militare, attraverso quello politico (diplomatico, d'intelligence, o eversivo/sovversivo), di determinare le sorti di una comunità ecco che, quel concetto di "americanizzazione" assume connotati deleteri e va aspramente combattutto.


    Solo una nota. il "potere economico-finanziario", ovvero le lobbies ed organizzazioni da te citate, non fanno parte della "forza disponibile di uno Stato". O meglio, sicuramente non ne fanno parte nel contesto americano. Rispondono a logiche di profitto proprie e sovranazionali, e sovente sono i governi americani ad impostare le proprie linee politiche di modo da assecondare le loro necessità.

    Io sempre affermo che gli AMERICANI NON ESISTONO.. ma l'AMERICA SI'... oggi gli USA sono lo specchio dell'anima mondiale e gran parte d ciò che va bene e va male laggiù è il riflesso dello stato di salute del Pianeta.

    W L'AMERICA, W IL SOGNO AMERICANO.. quello "dei buoni"
    Vabbé, lassamo perde ch'è mejo...

 

 
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