Il senso del sacro è un elemento fondamentale in tutte le religioni. La nostra non fa eccezioni, é quindi indubbio che ogni buon cristiano debba custodirlo e preservarlo da ogni tentativo, voluto o no, di relativismo.
Attenzione però: secondo il mio personalissimo parere, questo non deve rischiare di creare delle "gerarchie" (metto la parola tra virgolette) tra i fedeli, su quei piani comuni, che dovrebbero vederli tutti uguali. Come non dovrebbe essere d'impedimento a quel rinnovamento culturale, fatto anche di esteriorità, che deve necessariemente seguire l'evoluzione del genere umano. Spesso la Chiesa, in tutto ciò, rimane qualche metro indietro per troppo tempo. Probabilmente perché nel suo DNA mantiene ancor oggi quella paura di rinnovamento che le ha impedito, nel corso dei secoli, di seguire i nuovi passi dell'uomo. Galileo docet...
In effetti le cose sono e stanno cambiando, fortunatamente, almeno nei "grandi numeri". Rimane lo spicciolo, il quotidiano, che forse proprio perché più vicino all'uomo della starda è, secondo me, altrettanto importante.




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