Una comunità iniziatica, francese, nella prima meta del novecento denominata "Le grand jeu" ritrova una nuova religiosità riemersa dalla storia pagana dell'Eurasia (mi si permetta il termine) .A questo gruppo fanno capo molti intellettuali e uno di questi è Bataille che così scrive:
Quel che vi è di più ostile nella morale della salvezza: essa suppone una
verità e una moltitudine che, non vedendola, vive nell'errore. Essere
giovanile, generoso ' di umore allegro - e, il che va di pari passo, amare
ciò che seduce, le ragazze, la danza, i fiori - è commettere errore: se non
fosse sciocca, la ragazza graziosa desidererebbe essere ripugnante (soltanto
la salvezza conta). Il peggio, indubbiamente: la felice sfida alla morte, il
sentimento di gloria che inebria e rende vivificante l'aria che si respira,
altrettante vanità che fanno dire al saggio tra i denti: " se sapessero...".
(Georges Bataille - L'esperienza interiore. Pagg. 50-53)
Questo pensatore segna l'inizio di un cambiamento critico verso il sacro.
Nel corso del Novecento il Sacro è diventato una categoria fondamentale per lo studio dei fenomeni religiosi antichi, moderni e contemporanei. Oggi, cresce il numero degli studiosi che la preferiscono come sostituzione a quella di religione, a loro avviso troppo legata, nella sua genesi e nella sua formazione in epoca moderna, al cristianesimo.....
Georges Bataille potrebbe essere, per certi versi, un riconduttore alla paganità?
Come spirito libero è innovatore sicuramente si!




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