«Mi batto perché tutti abbiano luce e acqua»
Weah corre verso la presidenza
Liberia, conto alla rovescia per le elezioni dell'11 ottobre. Il super-favorito è l'ex giocatore del Milan, una gloria in patria
MONROVIA (LIBERIA)- Un tempo grazie a gol a grappoli e giocate da fantascienza si meritò il Pallone d'oro, oggi per diventare presidente promette luce e acqua per tutti. Da goleador a politico, George Weah cambia carriera ma fa sul serio. Alle elezioni presidenziali che si tengono in Liberia l'11 ottobre, i sondaggi indicano in lui il super-favorito alla vittoria finale. Ma per il leone George ci sarà da lottare. Amato dalla popolazione e detestato dai politici locali, l'ex stella del Milan vuole ricostruire un paese devastato da venticinque anni di violenze e dalla guerra civile. Per farlo si è candidato con il Cdc, il Congresso per la Democrazia e il Cambiamento (Congress for Democracy and Change), il neopartito inventato da pochi mesi.
I suoi detrattori lo seppelliscono di ironie. «Un calciatore presidente? Non ha l'esperienza, avrà vita breve», è la vulgata che sale dai palazzi del potere della capitale Monrovia. «Con tutta la loro esperienza, hanno governato questo paese per cento anni senza combinare nulla», è la replica di George.
Un comizio di Weah (Afp)
Alcuni analisti lo descrivono come la «voce delle masse oppresse», che da queste parti non mancano. Lui si è calato perfettamente nel ruolo di Robin Hood d'Africa. Da mesi gira la Liberia per fare comizi e tenere dibattiti. «Sono come un patriota che è stato chiamato a compiere il suo dovere», ha detto in una recente intervista. Se vincerà la sfida diverrà il 23esimo presidente del suo Paese, il primo che ha giocato a San Siro, l'unico che per festeggiare uno scudetto si accampò con una tenda davanti al prato di casa e lì ci rimase per una settimana. La scaramanzia è dalla sua parte: «Ho indossato il 14 in nazionale e il 9 nel Milan, se si combinano fa 23».




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