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    Predefinito Celto-Germanico ? Cosa sarà mai ciò??

    Interessante articolo, utile per ricordarci delle Specificità delle Grandi Famiglie IndoEuropee nostre progenitrici, dove tutte condividono similitudini, ma anche ricche differenziazioni.

    Spesso, per una leggerezza in campo storico ed etnologico, se non per oscure velleità politiche, i Celti e i Germani vengono erroneamente, sotto il piano etnico, accomunati gli uni agli altri.

    Sia i Celti che i Germani sono popolazioni indoeuropee, ma la lingua, i costumi, le usanze e la religione si differenziano platealmente.

    Le abissali differenze linguistiche, l’esclusiva accettazione di un movimento patrilineare nelle dinastie, l’assenza di una casta religiosa elitaria ed eminente come quella druidica, lo scarso livello tecnologico in campo bellico, l’assenza del carro da guerra nella cultura militare, l’uso di non radersi il mento e le guance, queste e molte altre sono le discriminanti che mostrano chiaramente quanto i Germani differissero dai Celti, e di come appartenessero ad un etne differente.

    L’unica eccezione che conferma la regola è quella dei Belgi, le tribù appunto della Gallia Belgica, che a detta dello stesso Cesare erano nate dalla fusione di elementi celtici con elementi germanici.

    Se per quanto riguarda l’etne i Belgi avevano sangue germanico nelle vene però, per quanto riguarda la cultura e la lingua, erano assolutamente celtici, e secondo quindi le basi dell’antropologia moderna, che fa giustamente coincidere l’identità di un popolo con la sua lingua e la sua cultura, i Belgi vanno considerati in tutto e per tutto Celti.

    Comunque, dando uno sguardo anche fugace alla storia d'Europa, non può sfuggire quanto questi due popoli, ben lontani dal formare un'unità culturale, si siano sempre contrapposti ferocemente.

    Durante la prima Età del Ferro, Celti e Germani lottarono aspramente per la supremazia territoriale in Germania, e gli scontri si protrassero per secoli, fino a che i Germani non riuscirono a scacciare i loro avversari ad Ovest del Reno.

    Tra il 120 e il 105 a.C. i Cimbri ed i Teutoni, prima di farsi massacrare da Gaio Mario, avevano messo a soqquadro tutta la Gallia Comata, il Norico e la Penisola Iberica, trucidando e depredando le popolazioni celtiche che vi risiedevano; vero è che dalle fonti romane si può dedurre che negli accampamenti cimbrici e teutonici vi fosse una cospicua presenza celtica, ma si suppone si trattasse di mercenari Gaesati raccattati lungo la via, e comunque questo risulta essere l’unico esempio di un sodalizio celtico-germanico.

    Nel 58 a.C. gli Edui, ed insieme a loro molte nazioni della Gallia Comata, supplicano Cesare e le sue legioni di intervenire per salvarli dal flagello germanico, impersonato in questo caso da Ariovisto, re dei Suebi, che aveva varcato il Reno col palese intento di insediarsi nelle Gallie.

    E ancora : durante la Rivolta Pangallica del 52 a.C., che vede tutte le nazioni della Gallia senza esclusione (persino i solitamente filoromani Edui) schierarsi al fianco di Vercingetorige, Cesare utilizzerà come cavalleria ausiliaria, venendo a mancargli per ovvie ragioni l’apporto celtico, mercenari Usipeti e Tencteri, ovvero tribù germaniche della zona renana.

    I Batavi, un popolo germanico d’oltre Reno, furono largamente impiegati come ausiliari durante le campagne romane in Britannia, ed il generale romano Agricola non manca di puntualizzare la loro ferocia ed efficienza nel massacrare i Caledoni di Calgaco nella battaglia di Monte Graupio (Scozia Centro-Settentrionale).

    Il movimento armoricano dei Bagaudi (contadini e piccoli possidenti delle zone celtiche romanizzate che si erano ribellati a Roma ) era venuto a crearsi proprio perché i Romani non riuscivano ad offrire abbastanza garanzie per proteggere i loro sudditi dalle incursioni germaniche, spingendoli così ad organizzarsi autonomamente in gruppi armati.

    I Franchi e i Burgundi spazzarono via il regno gallo-romano di Siagrio, e per i secoli successivi guerreggiarono senza posa contro i regni dei Bretoni, nati dalla sovrapposizione di elementi cornici ai Bagaudi dell’Armorica.
    Ma perché i Britanni della Cornovaglia erano migrati in Armorica?

    Perché a quanto pare neanche in Britannia i rapporti tra Celti e Germani erano contraddistinti da particolare amicizia.

    La migrazione dei Cornici in Armorica nasce come risposta alle pressioni dei popoli germanici degli Juti, degli Angli, dei Sassoni e dei Frisoni, che dopo aver passato un buon secolo e mezzo a predare le coste dell’isola, avevano deciso di insediarcisi stabilmente, massacrandone o schiavizzandone gli autoctoni.

    I Romano-Britannici che non fuggirono in Armorica si organizzarono sotto una serie di capi guerrieri che portano nomi sia celtici che romani (Costantino, Vortigern, Ambrosio Aureliano, Uther Pendragon, Cunedda, Owain, Uriens) e per un secolo pieno diedero battaglia alle schiere germaniche, perdendo terreno lentamente ma inesorabilmente, finché vennero confinati nel Galles e nella Scozia (cfr. “De Excidio Britanniae”, la raccolta cronache del monaco romano-britannico Gildas, e “I Quattro Rami del Mabinogi”, saga gallese del V/VI secolo d.C. che ha dato origine alle leggende arturiane).
    Per definire i Celti di Britannia (e, anche se non abbiamo prove certe in tal senso, probabilmente anche i Celti continentali) i Germani utilizzavano il termine “Welisch” o “Weleas”, letteralmente “stranieri”, tanto a rimarcare la profonda differenza che
    divideva i due popoli.

    Dal 700 al 1000 d.C. i pirati Vikinghi, Danesi e Norvegesi, si abbattono senza posa sulle coste d’Irlanda e di Scozia, massacrando e predando qualsiasi cosa capiti loro a tiro e finendo con l’insediarsi stabilmente sul suolo irlandese e negli arcipelaghi caledoni.
    Basta leggere le cronache ecclesiastiche dei monasteri irlandesi, o le “Cronache della guerra tra i Gaill ("stranieri", riferito ai Vikinghi) e i Gaedhil (Gaelici)” per capire quanto fosse l’odio che i Celti d’Irlanda provassero per gli invasori scandinavi.

    Non va comunque negato che la dominazione norvegese negli arcipelaghi scozzesi portò alla nascita di una cultura nuova, forte dei caratteri propri sia di quella celtica, che di quella scandinava.

    Sarebbero stati i figli di questa cultura, i feroci Galloglas e gli indomabili Re delle Isole, a difendere fieramente l'indipendenza della Scozia e dell'Irlanda, e a dare per lungo tempo filo da torcere dall'espansionismo inglese.


    tratto dall'Istituto di Archeologia Sperimentale Gallica :

    http://www.fianna-ap-palug.com
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  2. #2
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    Predefinito Celtico - Germanico - Italico ... il colpo d'occhio vale più di tante chiacchere

    ci sono tanti libri di linguistica indoeuropea seria in cui ci si può tuffare. I prestiti tra germanico e gallico ci sono stati senz'altro come per tutte le altre lingue, ma affiora inesorabilmente la similitudine palese tra italico e celtico, e la grossa differenza con il germanico, basta guardare i numerali...


    Sicuro di fare piacere agli appassionati delle proprie Radici fornisco i Numerali
    ad opera degli Esperti linguisti in Proto-Celtico ( Lingua virtuale, non un popolo, da cui si sono differenziati i dialetti celtici ).. Allego per un interessante comparazione il Proto Italico ( da cui sono derivati i dialetti italici ) ed il Proto Germanico ( idem ).


    ITALIANO - PROTOCELTICO - PROTOITALICO - PROTOGERMANICO


    uno ....... oinos ..... oinos ..... ainaz
    due ....... dwasu ..... duou ..... dwai
    tre ....... treis .....treis ..... oriyiz
    quattro ... kwetwan ... kwetwor ... fidwors
    cinque .... kwenkwe ... kwenkwe .... fimfi
    sei ....... sueks ...... seks ...... sehs
    sette ..... sektns ..... septem ..... sibum
    otto ...... okto ....... okto ...... ahtohss
    nove ...... navim ...... nevem ...... niwum
    dieci ..... dekns ...... dekem ...... tehan


    Affascinante notare la similitudine tra tutti, palesi sono i gradi di differenziazione
    delle varie branche di Indoeuropei.

    Ben si comprende perchè i Linguisti e gli archeologi abbiano inserito Celti ed Italici nella stessa branca ( Indoeuropei Occidentali ) ed i Germani in un altra (Indoeuropei Settentrionali) .

    Ben si comprende perchè Cesare in Gallia doveva cammuffare gli ordini militari in Greco e non in latino cifrandoli pure, vista l'affinità di linguaggio..

    Ritorna la domanda di prima... che diavoleria mai è il "celtogermanico"?
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    "Punctim et Caesim ferire"

  3. #3
    Mjollnir
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    Le differenze ci sono, è ovvio, ma deve essere attribuito loro il giusto valore, il che significa non trascurandole, ma non dimenticando l'origine comune. Anzi, l'Origine.

    Fra l'altro, le comparazioni dovrebbero essere globali, non settoriali, perchè una differenza + marcata in un ambito (ad es. linguistico) può non corrispondere necessariamente ad una in campo religioso o sociale.

    Circa le guerre e invasioni varie...beh quella è proprio storia, nel senso + banale del termine.

  4. #4
    Hrodland
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    Diciamo che è un'alleanza moderna.

  5. #5
    Arthur I
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    Originally posted by Hrodland
    Diciamo che è un'alleanza moderna.
    Diciamo che non esiste alcuna alleanza di questo tipo, piuttosto...

  6. #6
    Blut und Boden
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    Predefinito La Sapienza di Avalon

    Per i nostri antenati celti, Avalon era un’isola mitica dove si trovano i segreti di tutta la vita. Avalon era un regno che conteneva le chiavi per accedere alla conoscenza e alla visione interiore. Questo libro rivela le sacre dottrine del Wyrd, ossia la sapienza segreta di Avalon, e ci restituisce l’ispirazione spirituale di quei tempi perché noi possiamo avvalercene nel presente. (p. 11).

    La nostra destinazione, che coinvolge gli antenati di molti odierni europei e nordamericani, è la civiltà della cultura tribale anglosassone e celtica, la sapienza degli “europei nativi” di mille e più anni fa con i loro modi di profonda comprensione della vita che io ho definito Wyrd, ossia la sapienza di Avalon.. ( …)
    La forma originale arcaica significava in anglosassone “destino”, ma anche “potenza” o “magia” o “conoscenza profetica”. “Wyrd” significava comunque l’ “inspiegabile”, ma l’inspiegabile era il sacro, il fondamento vero e proprio dell’esistenza, la forza che soggiace alla vita tutta; è una tradizione del nostro patrimonio culturale equivalente al grande Tao dell’Oriente, alla sapienza perenne del buddismo e al Grande Spirito degli indiani d’America. (p.13). …

    In questo libro espongo materiale relativo a culture tribali dislocate in tutta l’Europa nordoccidentale e in Scandinavia. La mia ricostruzione della sapienza di Avalon tiene conto soprattutto dell’Inghilterra, non solo perché in questo paese ho svolto la maggior parte della mia ricerca ma anche perché la cultura dell’Inghilterra per tutto il primo millennio (dalla nascita di Cristo fino all’anno Mille) fu rappresentativa dei modi di vita dei popoli di tutta l’Europa: emigranti che provenivano dai gruppi tribali del continente europeo (soprattutto da terre corrispondenti alle attuali Germania, Olanda e Danimarca) sbarcarono in Inghilterra in gran numero nei primi secoli del millennio e si unirono alle tribù già presenti; in seguito verso la fine del millennio ci furono altri emigranti (alcuni direbbero invasori) che venivano dalla Scandinavia, i vichinghi. Inoltre l’Inghilterra si rivelò un mutevole terreno di incontro per i due gruppi di popoli tribali dell’antica Europa che vengono spesso distinti dagli studiosi sotto i termini generali di popoli germanici (compresi gli scandinavi) e di quella famiglia di popoli noti (ai romani) come celtici. Alla radice della distinzione tra popoli germanici e popoli celtici stavano differenze linguistiche, ma in un cangiante caleidoscopio di tribù in migrazione questa distinzione può apparire esagerata. Negli ultimi dieci o vent’anni la moderna ricerca storica ha modificato la nostra opinione al riguardo e ora si ritiene che questi due popoli condividessero credenze spirituali, rituali e di altro tipo. Certamente tra le tribù dei due popoli ci furono guerre, ma il processo di emigrazione, di invasione e di insediamento dei gruppi germanici in un’isola occupata in precedenza da popoli prevalentemente celtici viene ora interpretato come una serie di rapporti assai più complessi che andavano dalla contrapposizione fino alla collaborazione.
    Concentro per lo più la mia attenzione sulle tribù dei popoli anglosassoni, germanici e scandinavi, non senza fare qualche riferimento anche a quelli abitualmente designati come celtici. In parte ciò si deve al fatto che la tradizione celtica è stata sottoposta a indagini molto più ricche, che si sono dirette soprattutto sulle leggende medievali di Merlino e di Artù, mentre a ogni livello si è prestata scarsissima attenzione alla sapienza tribale dei popoli anglosassoni e scandinavi. Le distinzioni tra i due popoli sono minime se paragonate alla comune esperienza di vivere in società tribale in territori relativamente non toccati dall’intervento umano, e talvolta ho fatto riferimento alla tradizione celtica in quegli aspetti in cui ho ritenuto che la differenza tra le credenze e le consuetudini dei due popoli fosse trascurabile. La storia di questo periodo, benché sempre più documentata da archeologi e storici, è stata in genere ignorata a vantaggio delle precedenti culture della Grecia e di Roma, anche se nell’Europa nordoccidentale si comincia ora a presentare a scuola ai bambini la storia dei loro antenati. Quel periodo, noto come “epoca dei secoli bui”, è stato considerato fino a poco fa un tempo sfortunatamente primitivo che l’Europa attraversò dalla conclusione dell’età illuminata dell’occupazione romana, verso il 400 d.C., fino alla piena affermazione del cristianesimo in Europa e in Scandinavia, all’incirca verso il Mille. Ma la ricerca in un’ampia gamma di discipline sta rivoluzionando la nostra visione dei popoli dell’antica Europa e mi consente di sviluppare un punto di vista molto diverso. Io sottolineo quegli aspetti della cultura dei nostri antenati da cui ritengo che possiamo oggi trarre giovamento e sebbene questa analisi inevitabilmente non sia una valutazione globale di ogni elemento del modo di vivere del primo millennio e benché io non affermi che i popoli indigeni dell’antica Europa rappresentino una sorta di società utopica, quei popoli sono ben lungi dall’appartenere ai cosiddetti “secoli bui” della nostra storia. Anzi, considerato dal punto di vista di ciò che offrono ai nostri bisogni odierni, il meglio della loro antica civiltà rappresenta un millennio di cultura tribale splendida e gloriosa, ricca di conoscenza e di intuizione in campi della vita nei quali noi oggi siamo relativamente poveri. (p. 14-16).

    Tratto da: Brian Bates – La Sapienza di Avalon. Alle fonti del pensiero Celtico – Rizzoli. 1998.

  7. #7
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    "Certamente tra le tribù dei due popoli ci furono guerre, ma il processo di emigrazione, di invasione e di insediamento dei gruppi germanici in un’isola occupata in precedenza da popoli prevalentemente celtici viene ora interpretato come una serie di rapporti assai più complessi che andavano dalla contrapposizione fino alla collaborazione."

    Lo stesso si può dire di quando gli Etruschi hanno suonato i Greci, i Galli hanno suonato gli Etruschi, i Romani le hanno suonate ai Galli etc.. etc..

    Non è che erano 'speciali'... basti vedere i matrimoni misti tra Galli dominatori che sposano nobili Etrusche in Emilia.. certo non si può parlare di Etruscogallicità.

    OGNI conquista o contatto tra i popoli consiste in una serie di rapporti ASSAI più complessi, con varie gradazioni " dalla contrapposizione fino alla collaborazione."

    Quindi anche greci e romani con i galati o i persiani etc...
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  8. #8
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    Originally posted by Frumentarius
    "Certamente tra le tribù dei due popoli ci furono guerre, ma il processo di emigrazione, di invasione e di insediamento dei gruppi germanici in un’isola occupata in precedenza da popoli prevalentemente celtici viene ora interpretato come una serie di rapporti assai più complessi che andavano dalla contrapposizione fino alla collaborazione."

    Lo stesso si può dire di quando gli Etruschi hanno suonato i Greci, i Galli hanno suonato gli Etruschi, i Romani le hanno suonate ai Galli etc.. etc..

    Non è che erano 'speciali'... basti vedere i matrimoni misti tra Galli dominatori che sposano nobili Etrusche in Emilia.. certo non si può parlare di Etruscogallicità.

    OGNI conquista o contatto tra i popoli consiste in una serie di rapporti ASSAI più complessi, con varie gradazioni " dalla contrapposizione fino alla collaborazione."

    Quindi anche greci e romani con i galati o i persiani etc...

    Hai presente l'immagine del "Galata morente"?
    Attualmente facce come quella, a nord della Linea Gotica, nel territorio padano-alpino, ne trovi a bizzeffe, a riprova della tesi opposta alla tua.

  9. #9
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    Originally posted by Eridano
    Hai presente l'immagine del "Galata morente"?
    Attualmente facce come quella, a nord della Linea Gotica, nel territorio padano-alpino, ne trovi a bizzeffe, a riprova della tesi opposta alla tua.
    Io affermo solo che i Celti sono una famiglia di popoli e Tribù, i Germani un ALTRA famiglia di popoli e Tribù. Allo stesso Modo, gli Ellenici sono una famiglia di popoli e Tribù, come gli Italici, gli Slavi, gli Iranici etc.

    Ho affermato che ogni volta che i popoli si incontravano/scontravano avvenivano meccanismi complessi, come dice Bates, da allargarsi ovviamente la considerazione anche agli altri popoli .

    Non capisco cosa c'entri il Galata Morente.

    Forse tu non sai che esistito un certo Policleto, ed che a parte i Baffi ed alcuni tratti dei capelli, non è ravvisabile alcuna differenza ANTROPOLOGICA tra quella statua e le altre. Cosa è un Alieno ??

    Quanti personaggi con i tratti di questa statua del Divino Apollo con i colori ricostruiti, ( già perchè te non sai che tutti templi e di marmi erano colorati con colori sgargianti..) conosci per le lande dell'Eridano ?

    Frumentarius
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