come da titolo :gluglu:


come da titolo :gluglu:
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Non c'è dubbio.
Contingente, impermanente, funzionale solo ad una vita, non -essente.
(Ma quanto vi siamo legati, però....)![]()
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)
Dipende dalla nostra consapevolezza... Per colui che si aggrappa alla propria personalità, invece di Essere, non c'è nulla di più reale del proprio io individuato, egocentrico... La maschera diviene il tutto. E non potrebbe essere altrimenti... Egli dorme, ma non sa di essere addormentato, per cui scambia il sogno per la realtà... Vi si identifica...
Per vedere come stanno realmente le cose occorre almeno un parziale risveglio... Quindi il problema è: come fare per svegliarsi?... Questo non è un concetto, è un'esperienza: non si tratta di capire qualcosa solo con la mente, occorre fare qualcosa, essere vigili, è richiesta un'attenzione cosciente per scendere nella profondità del proprio essere. Ma la mente è chiusa nei propri schemi mentali che ci siamo costruiti, non è ricettiva, non è aperta...
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)


Uno spunto di discussione:
Frithjof Schuon, Comprendere l'IslamSe abbiamo definito la metafisica come il discernimento tra il Reale e il non-reale, definiremo la virtù come l'inversione del rapporto ego-alter: essendo tale rapporto un'inversione naturale, ma illusoria, delle "proporzioni" reali, e proprio per questo una "caduta" e una rottura d'equilibrio - giacché il fatto che due persone credano di essere "io" prova che nessuna ha ragione, altrimenti si cadrebbe nell'assurdo, essendo l'"io" logicamente unico [...]
L'intelligenza discernibile nelle piante - nella misura in cui è infallibile - "è" quella di Dio, la sola che esista; questo è vero a maggior ragione per l'intelligenza dell'uomo, laddove è capace di adeguamenti superiori grazie al suo carattere insieme integrale e trascendente. Non vi è che un solo soggetto, il Sé universale, e le sue rifrazioni o ramificazioni esistenziali sono Lui stesso o non sono Lui stesso, secondo il rapporto considerato.
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


In un lago possono esserci delle correnti. Queste correnti sono fatte della stessa sostanza del lago indubbiamente, però non partecipano alla sua " laghità ". Sono provvisorie, in ogni momento possono scomparire e al lago non cambia nulla per questo. E' l'immagine usata nel Vishishtadvaita Vedanta.
Da questo punto di vista le anime dei singoli esseri non sono illusorie, ma provvisorie. A meno che il "lago" non decida di farle partecipare pienamente alla sua "laghità", dicesi Grazia.
Semmai a questo punto bisogna vedere se quello che chiami " IO " corrisponde veramente a quel che sei.


Esiste forse un Io collettivo?onf:
L'impossibile non esiste :giagia:


"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)




Per come l'ho capita io la coscienza collettiva di Jung è l'insieme di precetti, valori e convenzioni che una cultura possiede e sulla quale si plasma l'Io individuale... che a sua volta è satellite del Sé, vero nucleo della personalità, che trascende la dimensione individuale nonostante il nome del percorso da intraprendere per raggiungerlo è "individuazione"
Resurgens
Dei due tipi di idealismo, quello teologico merita rispetto per i risultati ottenuti, quello razionalistico per le sue intenzioni - H. P. Lovecraft