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Risultati da 31 a 38 di 38
  1. #31
    remedios
    Ospite

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    In origine postato da thematrix
    Lampedusa, così fu svuotato il centro
    Ecco il video che inchioda Pisanu: manette, saluti militari e il leghista Borghezio
    CI. GU.
    ROMA
    Così è la vita, a Lampedusa. Una troupe televisiva si trasferisce quindici giorni nell'isola per documentare l'odissea degli immigrati dopo aver letto un'intervista di Giorgio Napolitano che difende i centri di permanenza temporanea (li ha inventati lui). E incappa in una manovra politica che restituisce un pezzo d'Italia nascosto laggiù, a pochi chilometri dall'Africa. E' andata così per il video firmato da Mauro Parissone e Roberto Burchielli, «Ultimi giorni a Lampedusa» che andrà in onda stasera su La 7 nella trasmissione «Così è la vita». Parissone e Burchielli hanno assistito alle grandi manovre realizzate pochi giorni prima l'ispezione del parlamento europeo nel cpt lampedusano avvenuta il 15 settembre scorso. Trovarono solo 11 persone. Ora si capisce perché. La telecamera dei due reporter registra l'avvio delle operazioni di pulizia del centro in vista della visita. Si vedono gli operatori de La Misericordia intenti a ramazzare a terra e l'inizio di una serie di trasferimenti di massa. Immigrati imbarcati su un traghetto, altri messi in fila sulla pista dell'aeroporto con le fascette di plastica ai polsi per essere caricati su un aereo. Qualcuno di loro saluta i compagni. Un altro invece piange. «Nel campo rimangono solo undici persone - racconta Mauro Parissone - undici uomini che sono stati scelti accuratamente. Il rapporto tra questi "fortunati" e chi lavora nel campo è molto stretto. Ci viene addirittura da pensare: ma non è che sono collaboratori o informatori lasciati li' apposta?».

    Le immagini del centro di permanenza sono state catturate dalla finestra di un appartamento che i videoperatori hanno preso in affitto, una volta capito che «il vero nocciolo della questione è il cpt». Si può così osservare una bella scenetta: gli «ospiti» del centro invitati a fare il saluto militare, e qualcuno addirittura il saluto nazista, anche se sono in pochi a stendere il braccio. La telecamera segue l'arrivo della delegazione europea e la delusione causata dall'assenza di immigrati. Con loro c'è anche l'eurodeputato leghista Mario Borghezio che non fa una bella figura: si guarda bene dal comunicare ai suoi colleghi dei trasferimenti avvenuti. Eppure lo sa. Il video riporta fedelmente le sue parole, pronunciate solo il giorno prima - visto che aveva deciso di precedere la delegazione: «Una cinquantina sono già partiti, per la Libia». In un'altra sequenza Borghezio racconta a un passante dell'arrivo della Commissione per la «questione dei clandestini» - «ce li abbiamo sempre tra i coglioni», dichiara, e non si capisce se si riferisce agli europarlamentari o agli immigrati ma non è comunque un bel vedere.

    Il video nasconde anche una sorta di cortocircuito del buon giornalismo. Un giorno gli operatori appostati alla finestra notano un immigrato che li fissa, ha una tuta bianca e la «faccia da paraculo». Temono di essere stati scoperti, pensano si tratti di uno di quegli immigrati in confidenza con polizia e carabinieri. In realtà era Fabrizio Gatti, il giornalista dell'Espresso che si è fatto passare per un immigrato per entrare nel centro. Gatti fissa la casa perché da quelle parti ha dato appuntamento al suo fotografo. Il giornalista e la troupe, infatti, erano all'oscuro l'uno degli altri. Ora i due lavori, messi insieme, dicono più di quanto si sia mai detto su Lampedusa. Per chi vuole vedere.

    http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...005/art16.html
    ho visto il reportage, ieri sera. ben fatto, un giornalismo d'inchiesta che tanto manca in televisione. concordo su quanto dice questo articolo su borghezio, che certamente ha fatto una figura infima e degna del suo populismo becero, volgare e razzista. le immagini dell'arrivo delle carrette così come quelle dello svuotamento del cpt prima dell'arrivo degli europarlamentari sono state agghiaccianti: come fossero pericolosi criminali vengono fatti uscire dal cpt contornato dal filo spinato in fila indiana, ammanettati.
    finalmente si inizia a parlare delle condizioni in cui i migranti sono costretti a vivere in questi luoghi. l'unica pecca è una vena un po' "pietista" che è uscita da alcuni passaggi.
    tanto di cappello ai giornalisti che hanno fatto questo reportage e anche a fabrizio gatti. ciò che da tempo associazioni e migranti stessi denunciano è, ora, sotto gli occhi di tutti. chissà che questi occhi non inizino a vedere.

  2. #32
    Melkitzedeq
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    In origine postato da blob21
    Già l'espressioni da te utilizzate a titolo esemplificativo sono fortemente indicative della tua cultura politica in merito.
    Colpisce il fatto che ad esempio nel tuo post non venga citata la parola accoglienza,eppure dovrebbe essere il termine più adatto in questi casi,dacchè gli "intrusi entrati furtivamente",nella stragrande maggioranza dei casi altro non sono che poveri disperati sfuggiti alla miseria e imbarcatisi in carrette del mare,pur di cercare un miglioramento della propria condizione di vita.
    Gente che arriva stremata,in condizioni precarie,spesso in fin di vita.
    La priorità in questi casi,dovrebbe essere l'accoglienza.
    In secondo luogo ,chi si oppone ai Cpt e alla cultura che li ha ispirati ,chiedendone la chiusura immediata,non dice che non dovrebbero esistere dei centri per l'ACCOGLIENZA,IL RISTORO,e l'eventuale identificazione degli immigrati.
    [/B]
    Visto che sei cosi' pieno di buonismo e pietismo verso gli immigrati ti consiglio di andare a fare del volontariato alla caritas, cosi' almeno capisci che signfica...

    L'accoglienza indiscriminata significa praticamente l'abbattimento delle frontiere statali che e' esattamente il progetto del mondialismo.

  3. #33
    Melkitzedeq
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    In origine postato da remedios
    l'immigrazione clandestina è un reato amministrativo che dà luogo alla detenzione amministrativa, cioè i cpt. non è prevista dal codice penale ed è stata istituita con la turco napolitano e inasprita con la bossi fini. non a caso oltre alla chiusura dei cpt si chiede anche l'abrogazione della bossi fini, senza comunque il ritorno alla turco napolitano.

    Che i CPT non siano propriamente degli alberghi di lusso e' un dato di fatto che solo i demagoghi alla borghezio osano negare, ma credo che le condizioni precarie che si riscontrano all'interno siano piu' che altro dovute a cattiva amministrazione e menefreghismo degli enti preposti al controllo che ad un preciso piano di "sterminio" degli immigrati come date ad intendere voi accostandoli ai lager.

    Vi ricordo che i CPT li ha votati rifondazione insieme a Prodi, e gia' solo questo fatto dovrebbe farvi restare in un pudico silenzio, che poi scommetto che quando tornera' al governo Prodi rientrerete nei ranghi e su tutta questa faccenda calera' una cortina di fumo.

  4. #34
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    In origine postato da Melkitzedeq
    Visto che sei cosi' pieno di buonismo e pietismo verso gli immigrati ti consiglio di andare a fare del volontariato alla caritas, cosi' almeno capisci che signfica...

    L'accoglienza indiscriminata significa praticamente l'abbattimento delle frontiere statali che e' esattamente il progetto del mondialismo.
    io davvero non lo sopporto più sto termine da trogloditi... "buonismo".
    Qualcuno saprebbe spiegarmene l'etimo? lo dubito... se accettiamo un dialogo basato su vocaboli senza senso non stupiamoci se le conclusioni non ne hanno.

    Quanto ai progetti del mondialismo... a voi nazzelli la paranoia del complotto non passa mai... sarà perchè sareste i primi disponibili a partecipare ad un complotto se mai ci fosse?

  5. #35
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    In origine postato da arnao
    io davvero non lo sopporto più sto termine da trogloditi... "buonismo".

  6. #36
    remedios
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    In origine postato da Melkitzedeq
    Che i CPT non siano propriamente degli alberghi di lusso e' un dato di fatto che solo i demagoghi alla borghezio osano negare, ma credo che le condizioni precarie che si riscontrano all'interno siano piu' che altro dovute a cattiva amministrazione e menefreghismo degli enti preposti al controllo che ad un preciso piano di "sterminio" degli immigrati come date ad intendere voi accostandoli ai lager.

    Vi ricordo che i CPT li ha votati rifondazione insieme a Prodi, e gia' solo questo fatto dovrebbe farvi restare in un pudico silenzio, che poi scommetto che quando tornera' al governo Prodi rientrerete nei ranghi e su tutta questa faccenda calera' una cortina di fumo.
    e il menefreghismo da cosa deriva? io non credo, semplicemente, dalla pigrizia. e sinceramente non vedo differenza tra un borghezio qualsiasi e un fautore della purezza della nostro cultura da preservare e blablabla.

    sul fatto che rifondazione abbia votato l'istituzione dei cpt e la turco napolitano in genere ho già scritto sopra. è stato fatto con molti dubbi ma ciò non vuole giustificare l'errore. ed è opinione diffusa in rifondazione che fu, appunto, un errore.
    sul futuro governo prodi, per quanto mi riguarda, non sono ottimista, anzi. non per niente mi sono da sempre detta contraria a un futuro governo con il centro sinistra e continuo tuttora comunque a vedere la possibilità di una sinistra alternativa. mi auguro che se comunque si deciderà di seguire la strada del governo rifondazione manterrà la sua fermezza in questo (e non solo) senso.

  7. #37
    remedios
    Ospite

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    "Bari horror tour", protesta itinerante davanti alle troppe "galere" etniche
    Dalla roulottopoli sulla vecchia pista dell'aeroporto militare di Palese alla Prefettura

    diGiulio Di Luzio

    Bari nostro servizio
    Mille, forse più. Così ha risposto la rete antirazzista all'appuntamento barese contro il nuovo Cpt di prossima apertura al quartiere periferico per antonomasia, il San Paolo. Una lotta che continua, tiene a sottolineare Bobo Aprile della rete pugliese, mentre il lungo rettilineo che costeggia la roulottopoli di Bari-Palese, è presidiata a intervalli regolari da decine di gipponi della polizia e dei carabinieri e un elicottero che sorvola, mentre arrivano altri due pullman da Napoli, scendono immigrati del Burkina Fasu. Alla testa del corteo uno striscione ricorda le parole d'ordine: "Né qui, né altrove, nessuna persona è illegale". Seguono immigrati dello Sri Lanka, con uno striscione delle Rdb Roma. A seguire, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, il presidente della Provincia, Divella, alcuni assessori della giunta Vendola, Alba Sasso dei Ds.
    «Un pezzo di democrazia e di costituzione si giocano qui - attacca il deputato del Prc Russo Spena - i Cpt non sono solo lager sul piano dell'umanità e della civiltà, ma sono incostituzionali, perché c'è un'imputazione non in base a un reato, ma perché i migranti sono considerati abusivi sul territorio italiano». Sulla rete di recinzione della roulottopoli vengono affissi numerosi striscioni: quello dei Giovani comunisti recita: "Contro i lager del padronato, per i diritti dell'immigrato". Si diffondono volantini, sventolano le bandiere del Prc e quelle dei Cobas di Taranto e Roma, presente pure la Cgil di Cosenza, la Cgil immigrati e la Fiom di Bari, i Disobbedienti di Francesco Caruso, l'Arci pugliese, le Rappresentanze di Base di Roma con numerosi immigrati. Da un megafono si stigmatizza la "cultura" della sicurezza di Pisanu e Fassino-Turco. Michele De Palma dei Giovani Comunisti sottolinea l'impegno preso dai 14 presidenti delle regioni lo scorso 11 luglio nel forum voluto da Nichi Vendola. «Con soddisfazione venerdì ho rilevato a un convegno del Siulp a Bologna l'unanime volontà di chiederne la chiusura, oltre l'indignazione contro la politica repressiva del sindaco Cofferati per le sue scelte di sgomberare i rom - precisa Imma Barbarossa della direzione del Prc -. Penso sia importante allargare il fronte delle associazioni presenti oggi, in vista della manifestazione del 3 dicembre a Roma». Dopo il presidio davanti al Cpt, il corteo si è spostato verso il centro della città per toccare, dal pomeriggio fino in serata, i luoghi simbolo delle politiche di esclusione e del sospetto contro l'immigrato - il cosiddetto "Horror Tour" - dalla scuola "Quasimodo", ormai abbandonata, alla sede della Questura di Bari, alla Prefettura, per finire davanti alla sede della Croce Rossa, che si sta candidando alla gestione dei Cpt. Intanto il Sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, che dalla Prefettura fa sapere che il Cpt si farà. Immediata la risposta del primo cittadino, Emiliano: «Siccome Mantovano ha parlato specificatamente del sindaco, avrebbe fatto bene ad invitarmi se voleva sentire la mia riposta, ma lo stile è quello della tradizione politica dalla quale Mantovano proviene, che non prevede il dialogo, ma al massimo l'imboscata».

    Liberazione, 23/10/2005

  8. #38
    remedios
    Ospite

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    Manifestazione per bloccare il nuovo superCpt: una gabbia alta cinque metri, porte elettriche alle celle, perfino il televisore chiuso da una grata
    Gradisca d'Isonzo contro il lager che piace a Pisanu

    di Checchino Antonini

    Gradisca d'Isonzo nostro inviato
    «Guantanamo, Ponte Galeria, al confronto sono alberghi a 5 stelle… mai vista una cosa del genere. C'è una rete di cinque metri a un passo dalla porta elettrica delle celle, perfino il televisore è chiuso da una grata. Gli "ospiti" saranno divisi per sesso ed etnia… ricorda il braccio della morte dei film americani ma tutto realizzato dalle fabbriche trevigiane, come fai a non diventarci pazzo?».
    Sole a scacchi, anche quello sul cielo elettronico del teleschermo. Perfino gli addetti ai lavori restano di stucco dopo il giro turistico nel Cpt nuovo di zecca di Gradisca d'Isonzo, ricavato da una delle tante caserme dismesse che punteggiano il Friuli. L'anonimo addetto ai lavori sembra dare ragione ai tremila che sfilano sotto le mura della ex Caserma Polonio presidiata da carabinieri e polizia degni di un paese in guerra permanente, con agenti in borghese che filmano da ogni posizione i manifestanti e lo stesso fa l'elicottero che sorvola la zona anche dopo il tramonto. Dal corteo si stacca un ragazzo, scrive col pennello grande sul muro bianco, «lager comunale», volano petardi al di là delle fortificazioni, ricadono nel lager sotto forma di scie di fuochi artificiali. I sound system rompono il silenzio della campagna sotto le colline del Carso. Zona di tocai e cabernet, di commercio e artigianato. A pochi passi da una frontiera che, vista da vicino, sembra ancora più inutile. I senza volto col passamontagna arcobaleno, gli stessi che il giorno prima hanno convinto - con una pacifica invasione - la Croce verde locale a ritirarsi dall'appalto per gestire i servizi nel Cpt, chiuderanno il corteo aperto da una delegazione dei «cancellati» della ex Jugoslavia. In mezzo ci sono migranti e italiani venuti da Brescia, dalle case occupate di Milano, da Torino, Genova, Bologna, oltre che da tutto il nordest. Sono giovani comunisti, anarchici che seguono fantocci di legno avvolti dalla fascia tricolore, disobbedienti dietro gli scudi trascinati dai carrelli del supermercato, artisti contro la guerra, donne in nero che domandano «accoglienza e diritti a chi scappa per vivere», tanta gente di Rifondazione, dei coordinamenti migranti, delle Rdb, delegazioni dalle vicinissime Austria e Slovenia, metalmeccanici Fiom, gli unici confederali ad aver scioperato contro la crisi industriale denunciando l'impasto tossico di legge 30 e legge Bossi-Fini: «I primi detenuti di Gradisca potrebbero essere proprio gli operai immigrati che stanno perdendo il posto e con esso il permesso di soggiorno», spiega Massimo Masat, segretario friulano della Fiom. Mamadou è uno di questi: «mauritano di Gradisca», 30 anni di cui 10 passati in Italia, ha appena finito il periodo di mobilità. Se non trova un nuovo lavoro fisso rischia l'espulsione ma è voluto venire alla manifestazione che è iniziata nel primo pomeriggio dall'altra parte dell'Isonzo. Il gruppo di case si chiama Poggio Terza Armata a ricordare il massacro di 6965 fanti e 185 ufficiali «gasati» su Monte S. Michele. Le bombe abbassarono di 12 metri la cima del colle. Molti dei morti erano soldati che scappavano dalla guerra. Uno di loro, si dice, potrebbe essere il milite ignoto. Ma come per quel soldato anche la sorte del paesino è stata stabilita dalla retorica savoiarda. Il paesino si chiama, in realtà, Sdraussina, anche la sezione del Pci si chiamava Gradisca-Sdraussina. E con quel nome era designato nel '42 il campo di concentramento gestito dalla polizia fascista dove sparivano partigiani, civili croati e sloveni spediti a Mathausen. Ora è una fabbrica tessile in disarmo. «Non c'è nulla che spieghi il signicato di queste pietre», dice Roberto Pignoni, docente universitario e attivista antirazzista. La rimozione della memoria è stata così forte che non solo gli aguzzini sono stati riabilitati e passano per vittime delle foibe ma dopo 63 anni e 2 mesi dall'altra parte del ponte sta per sorgere un altro lager. «Anche la caserma Polonio era un luogo di tortura dei repubblichini», ricorda Luigi Bon, consigliere provinciale Prc. Suleyman racconta la storia di Veljmir, classe '69, campione di scacchi di Capodistria, uno dei18mila «cancellati» che hanno smesso di esistere ufficialmente quando è stata istituita la Slovenia, nel '91. Molti sono spariti, altri sono stati in prigione, o resi invisibili nelle case in cui erano nati. «Un genocidio digitale condannato dalla stessa corte costituzionale slovena ma che non ha fermato la pulizia etnica». «La loro vicenda approderà a Strasburgo», assicura Giusto Catania, europarlamentare Prc.

    Ma il Cpt aprirà a novembre, sembra certo, per imprigionare 400 persone che non hanno commesso alcun reato ma hanno l'impareggiabile torto di non possedere documenti. Aprirà, sembra, nonostante questa cittadina di nemmeno settemila abitanti non lo voglia, e non lo vogliono la provincia di Gorizia e la Regione. Tutti insieme hanno fatto un ricorso al Tar contro la «struttura marziana», così la chiama Roberto Antonaz, assessore regionale alle politiche per la Pace e all'istruzione. Pisanu però l'ha pretesa questa nave degli orrori incastonata tra due centri commerciali stravolgendo destinazioni d'uso e vincoli ambientali. «La linea del governo sta nella solita logica emergenziale, inaccettabile sul tema dell'immigrazione - spiega la deputata Prc Graziella Mascia - e si concretizza nell'utilizzo di vecchie e inutili caserme per imporre i Cpt». Così si aggirano i mal di pancia di territori sempre più recalcitranti, vuoi per sensibilità antirazzista e solidale, vuoi per paure meno nobili. A Gradisca prevalgono le ragioni della solidarietà. Un imprenditore del luogo, che aveva provato a fomentare i suoi concittadini contro il Cpt, agitando lo spauracchio della svalutazione degli immobili, non è andato oltre la prima riunione. Il coordinamento dei partiti cittadini è nettamente contrario e anche il municipio. «Piuttosto la gente sembra rassegnata - osserva Greta Defend, giovane consigliera comunale Prc - anche per l'atteggiamento accondiscendente del sindaco che non ha neppure provato a fare ostruzionismo e a rallentare gli allacci di acqua, luce e gas per il lager». «Anche il parroco è un po' timido sulla questione del Cpt - aggiunge Gianfranco Marega, commerciante e segretario locale di Rifondazione - è dal 2001 che ci si batte contro una struttura che è costata 17 milioni di euro». Chissà quante cose potrebbe fare una regione con un tale budget per le politiche di accoglienza. «Ma il percorso per chiudere tutti i Cpt continua - dice Roberta Fantozzi, responsabile immigrazione per il Prc - il 3 dicembre ci sarà una manifestazione nazionale a Roma per dire che l'orrore di Lampedusa è quello di ogni Cpt. Chiediamo una svolta radicale, a chi si candida a sostituire Berlusconi sulle politiche dell'accoglienza, mai più logiche da apartheid».

    Liberazione, 23/10/2005

 

 
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