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Discussione: università in rivolta

  1. #11
    remedios
    Ospite

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    da verona

    bozza del documento conclusivo dell´assemblea studentesca del 12.10.2005

    Alle ore 13.30 di mercoledì 12 ottobre 2005 nel chiostro della Facoltà di Lettere e Filosofia dell´Università di Verona si è tenuta
    un´assemblea studentesca autoconvocata a seguito dell´assemblea di Ateneo che ha avuto luogo lunedì 10 ottobre alle ore 9.30 nell´aula T.8 della Facoltà di Lingue.
    Abbiamo sentito l´esigenza di incontrarci per discutere il testo del
    DDL Moratti che rischia di essere approvato tra poco più di una settimana e per decidere quali modalità di lotta adottare per opporsi ed ostacolare l´approvazione di questa a parer nostro terribile riforma universitaria.
    Eravamo in molte e molti nonostante il poco tempo a disposizione per pubblicizzare l´iniziativa ed informare la popolazione studentesca.
    Ci uniamo con determinazione alla richiesta di convocazione da parte del Rettore di un´assemblea di Ateneo con la contemporanea sospensione della didattica per permettere a tutti di parteciparvi.
    È nostra intenzione condurre questa battaglia contro il DDL Moratti assieme, dove possibile, ai ricercatori e a tutto il corpo docente, primariamente colpito dal provvedimento sotto accusa.
    Intendiamo mobilitarci contestualmente alle altre iniziative di
    protesta che continuano ad aumentare in quantità e qualità in molti Atenei del paese, partecipando alla rete nazionale di mobilitazione.
    Intendiamo, passando alle proposte concrete, organizzare momenti di confronto ed approfondimento (insieme ai ricercatori ed ai docenti) sul testo e sul contenuto del DDL Moratti, anche con l´ausilio di presentazioni in power-point o altri strumenti; riempire l´Università di cartelli e scritte che illustrino ed evidenzino gli aspetti della riforma; destinare il pomeriggio di martedì 18 ottobre ad un ritrovo creativo socializzante all´interno dell´Università precisamente nel cortile della Facoltà di Lettere e Filosofia davanti alla mensa; mercoledì 19 alla mattina
    raggiungere con un corteo il centro città passando per le vie cittadine per portare la nostra protesta fuori dagli Atenei e coinvolgere la società civile che subirà nel suo complesso le conseguenze di questa riforma universitaria.
    Chiediamo ai professori di questo Ateneo di dedicare parte delle
    lezioni alla discussione ed alla presentazione della riforma e di dare spazio agli studenti qualora volessero intervenire sulla questione, presentare attività o comunicare appuntamenti.
    Sollecitiamo inoltre i rappresentanti degli studenti eletti negli
    organi di Ateneo a presentarsi alla prossima assemblea studentesca che si terrà venerdì 14 ottobre alle ore 14.00 in aula da definire (appuntamento ore 14.00 in chiostro).
    Il percorso di lotta che intendiamo costruire si concentrerà in questa fase su quest´emergenza ma pensiamo debba proseguire oltre.
    A partire da oggi ci mobiliteremo all´interno dell´Università con
    l´obiettivo di far crescere la protesta che culminerà probabilmente il giorno 25 ottobre (giorno di discussione e votazione del DDL Moratti in Parlamento) con una manifestazione nazionale a Roma.

    Verona, 12.10.2005
    Studenti contro il DDL Moratti

  2. #12
    Neutrino NO-TUNNEL
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    ei ragazzi ma lo sapete cos'è appena terminato a roma?
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  3. #13
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Cool vi racconto com'è andata a Roma

    ok ragazzi ora vi racconto come un modesto appuntamento(tra l'altro organizzato in meno di 24 ore e totalmente spontaneo)alle ore 11 davanti alla minerva(che è la statua che si trova al centro della città universitaria) si è trasformato in una manifestazione(non autorizzata) di oltre 10.000 studenti, che ha bloccato il traffico di Roma per oltre tre ore.
    Cominciamo dal principio: all'inizio, come avevo detto, si era previsto soltabto una conferenza stampa davanti alla minerva ore 11, e un breve corteo che comunue sarebbe rimasto dentro la città universitaria.
    Tuttavia, dato che eravamo tanti..come non mai...abbiamo deciso..in modo totalmente improvvisato e incosciente( e proprio per questo bello ) di andare in strada, e quindi conseguentemente(dato che la manifestazione non era stata organizzata e nessuno credeva che saremmo scesi in strada così, tranquillamente) di bloccare il traffico di roma.
    E così siamo usciti dalla città universitaria e abbiano inziatio a manifestare girando per Roma.
    Nonostante dovunque andassimo il traffioco ovviamente si bloccasse devo dire che quasi nessuno ha protestato(al massimo qualche clacsonata ma nient'altro) e anzi, la gente ci guardava con soliderietà e simpatia e accettava i nostri volantini.
    Proseguiamo ancora verso il verano e ci arriviamo.
    Finora di polizia neanche l'ombra.
    Il percorso come ho detto non ho stabilito, decidiamo volta per volta in base a dove ci piace andare.
    Arrivati al Verano, incoraggiati dal fatto che siamo tanti e dall'incoraggiamento della gente suim balconi, decidiamo di proseguire.
    E quindi San Lorenzo, Tiburtina e Castro Pretorio
    Arrivati al castro pretorio proseguiamo diritti verso la stazione termini , ed è durante questo tragittoc he la polizia forma il primo cordone e noi siamo costretti a fermarci.
    Dicono di tornare indietro verso l'università, loro hanno scudi e manganelli, noi ovviamente niente.
    Noi ovviamente, andiamo avanti
    Quelli delle prime file continuano a camminare, avanzando con le mani alzate, e loro sono costretti ad indietreggiare
    A un certio punto s'impuntano e si fermano...non vogliono proprio farci passare.
    Si urla "corteo" e "roma libera" oltre ai classici slogan che conosciamo bene.
    A un certo punto invece di proseguire verso termini giriamo verso una strada laterale
    Loro pensano che forse noi vogliamo tornare all'università..invece passata la curva noi continuiamo ad andare in giro per la città e a bloccare il traffico..dato che non se l'aspettavano qua non ci sono poliziotti e quindi procediamo spediti
    passiamo presso la fermata della metro castro pretorio..e dopoun pò ci ritroviamo di nuovo presso la via che conduce alla stazione termini, però dall'altra parte
    praticamente è come se avessimo fatto un grossissimo giro "attorno" ad essa
    siamo a un passo da piazza dei cinquecento(il piazzale antistante alla stazione termini) ma qui ancora una volta i poliziotti ci blocfcano
    ancora nervosismo e discussioni, ma niente tafferugli o cose del genere
    dopo un pòdi tira e molla, in cui diverse soluzioni sono state vagliate, decidiamo di tornare verso l'università costeggiando la stazione(per via marsala o via giolitti, non ricordo bene) e alla fine dopo un altra mezzoretta o anche piu torniamo dentro alla città universitaria.....ma nel frattempo siamo stati fuori piu di tre ore, andando in giro per roma bloccandoil traffico...siamo riusciti a farci sentire... abbiamo mandato un messaggio alla moratti...il messaggio che non si puo decidere il nostro futuro senza fare i conti con noi...e se la moratti non vorrà sentire la nostra voce noi ci faremo sentire per forza lo stessp...nell'università, in giro per la città, dappertutto
    e oggi 13 ottobre 2005, la nostra voce lhanno sentita, tutti
    e per questo possiamo dire che abbiamo vinto
    in quanto a me naturalmente sono raggiante per questa spendida manifestazione, e sono contyento che, come si è gridato. oggi, 13 ottobre 2005, un nuovo movimento è nato
    un movimento che spero non rimanga studentesco ma che si estenda a tutte le vittime del neoliberismo, della schifosa politica dei nostri governi...che scendanoa nche loro per le strade, che manifestino anche loro.
    Intanto la cosa sicura è che copme dicevo oggi un nuovommovimento studentesco è nato.
    Oggi ho appreso che , da roma la protesta degli studenti si è estesa anche altrove, ed or mentre sto parlando quasi tutte le facoltà d'italia sono occupate
    a firenze,a siena a napoli e non ricordo manco io piu dove, ma sicuramente ce ne sono altre...oggi da roma il nuovo mivimento studentesco si è esteso anche nel resto d'italia
    e, come dicevamo al corteo, è solo l'inizio
    la lottta le occupazioni e le manifestazioni ontinuerànno ininterrottamente finchè il ddl moratti non sarà ritirato finche questa universita asservita almercato non scomparirà sostituita da universita piu attenta alla cultura del sapere critico
    finche così non sarà noi continueremo la lotta, e oggi abbiamo dimostrato che siamo tanti e siamo determinati, è che non ci fermeremo finche non ascolteranno la voce di coloro che
    sono , la scuola, e che sono l'università: gli studenti.
    Se non ci staranno a sentire continueremo la nostra lotta, ad oltranza.
    Fino alla vittoria.

    E' tutto

    Thematrix
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  4. #14
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    Predefinito Re: vi racconto com'è andata a Roma

    Cavolo sto a Roma e mi sto perdendo tutto (ho avuto un piccolo intervento) Buona lotta anche per me, compagni!
    Emanuele

  5. #15
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    Prima di tutto non si è avuto un blocco della didattica ma si è optato per uno sciopero confermato dai professori stessi che si trattasse di questo.
    Poi provate a leggere dei giornali un pò più oggettivi insieme a quelli di parte così si può capire un pò di più sulle cose.
    Voglio vedere a cosa serve questa mobilitazione poi visto che la riforma è stata approvata anche dal consiglio di tutti i rettori quindi............

  6. #16
    remedios
    Ospite

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    è indubbio che alcuni rettori (probabilmente la maggioranza) sia favorevoli al ddl. è importante però la presa di posizione degli altri. e soprattutto quella di ricercatori, docenti e studenti.

    posto un articolo pubblicato sul sito di erre mercoledi.

    Di Giulio Calella

    Le mobilitazioni di queste ore in tanti Atenei italiani, con blocchi della didattica da parte di docenti e ricercatori e occupazioni studentesche, in particolare alla Sapienza di Roma dove sono ormai 7 le Facoltà occupate dagli studenti, ci ridanno finalmente la possibilità di mettere in discussione interamente il modello di Università imperante in Europa ormai dal ’99. Sei anni sono passati infatti dalla conferenza dei ministri dell’istruzione di tutto il Continente che a Bologna avviò la riforma liberista dei sistemi di istruzione europea. Il Ddl Moratti è una conseguenza di quel modello, contro cui è stata indetta dal Social forum europeo una giornata di mobilitazione per il prossimo 17 novembre, con cortei, azioni e occupazioni in molti Atenei europei e che anche in Italia, sulla scia di questa mobilitazione, abbiamo ora l’occasione di costruire.

    Ancora una volta, dunque, dobbiamo provare a fermare l’Europa liberista, e anche la manifestazione di sabato contro la direttiva Bolkestein diventa una tappa fondamentale per questo nascente movimento studentesco.

    La nota più interessante della mobilitazione di queste ore è proprio la partecipazione di una nuova generazione di studenti, che sembra aver trovato nel Ddl Moratti sulla docenza solo la scintilla per scatenare un disagio ben più ampio. Si tratta, infatti, della generazione che ormai vive da più di tre anni l’applicazione della riforma Berlinguer-Zecchino, ed è stata trasformata dalla riforma del Centrosinistra. Una generazione di studenti costretti alla frequenza obbligatoria, agli esamini ogni mese, alle lezioni spezzettate in crediti, con la chiara prospettiva di un futuro di precarietà. Studenti “clienti” dell’Università-Azienda sempre più cara, pronta a spendere soldi per pubblicizzare i propri “prodotti”, e a farsi pagare profumatamente con gli aumenti delle tasse in tanti Atenei e la riduzione e privatizzazione degli interventi per il diritto allo studio.

    È questa insofferenza che ha prodotto l’esplosione spontanea, e imprevedibile fino a pochi giorni fa, nelle facoltà di Roma, e a cui devono rispondere anche presidi e rettori – pronti a mobilitarsi contro la riforma dello statuto giuridico della docenza, ma spesso promotori di applicazioni particolarmente pesanti della riforma Berlinguer-Zecchino e dell’Università-Azienda. Chi è contro la Moratti deve dare subito risposte concrete nelle singole Facoltà e nei singoli Atenei agli studenti in lotta.

    E risposte coerenti vanno pretese anche dal Centrosinistra, le cui uscite sull’Università delle ultime settimane sono a dir poco inquietanti. Modica (Ds), rettore dell’Ateneo pisano che pare in questo momento il favorito per ricoprire il ruolo di Ministro dell’Università nel nuovo Governo Prodi, solo una settimana fa ha proposto la trasformazione degli Atenei in fondazioni di diritto privato, una delle poche nefandezze ancora non riuscita alla Moratti. Per non parlare del quotidiano della Margherita Europa che, l’8 ottobre scorso, ha pubblicizzato il convegno fatto alla Bicocca di Milano il 7 ottobre sull’Università, presentandolo come la sede in cui sarebbe stata delineata “L'università dell’Ulivo”, con un titolo raccapricciante: “Meriti, valutazione e tasse più alte”, sostenendo che al sistema universitario italiano gli studenti costano troppo. In realtà, se si ha la pazienza di leggere i dati pubblicati in Francia da Le Monde lo scorso settembre, l’Italia è uno dei paesi europei dove gli studenti pagano la percentuale più alta (il 23,3%) del finanziamento dei propri studi, contro l’1,6% della Svezia, il 7,8% dell’Olanda, il 14,2% della Germania e il 18,9% della Francia. Sarebbe quindi in realtà urgente intervenire nel senso contrario, con una riduzione forte delle tasse e un finanziamento pubblico degli Atenei e del diritto allo studio.

    Per questo va alimenta questa mobilitazione, così come dobbiamo utilizzare ogni ambito, anche nelle elezioni universitarie che ci saranno nei prossimi giorni in alcuni Atenei, investendo nei collettivi e nelle liste della sinistra alternativa. È necessario, insomma fermare la Moratti, e nello stesso tempo contrastare le riforme universitarie liberiste che investono l’Europa, per proporre un’idea radicalmente diversa di Università e di sapere, che può scaturire solo dalla partecipazione degli studenti al movimento questi giorni.

    Da molte parti si propone una manifestazione nazionale universitaria per il prossimo 24 ottobre, giorno di approvazione del Ddl. Bene. Indietro non si torna.

    www.erre.info

  7. #17
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    "Molti canti ho sentito nella mia terra natìa, canti di gioia e di dolor. Ma uno mi s' è inciso a fondo nella memoria ed è il canto del comune lavorator"...spettrale residuo di quegli estatici giorni rivoluzionari!
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    La giornata dell' altro ieri è venuta davvero bene.
    "Gli idoli di legno possono vincere, le vittime umane venir sacrificate."
    Karl Marx

  8. #18
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    Solidarieta' e sostegno agli studenti in occupazione.Avanti!

  9. #19
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    Predefinito i prossimi obiettivi del movimento la sapienza

    COMUNICATO STAMPA

    LE OCCUPAZIONI CONTINUANO
    CHIEDIAMO UN'ASSEMBLEA D'ATENEO PER MERCOLEDI' AL RETTORE GUARINI
    VENERDI' AZIONI IN TUTTA ITALIA. MARTEDI' 25 OTTOBRE CORTEO NAZIONALE

    Dopo il grande corteo studentesco di ieri, l'assemblea di Ateneo di tutte le Facoltà in mobilitazione della Sapienza di Roma ha deciso stamattina di continuare a portare avanti le occupazioni nelle 11 Facoltà attualmente in mano agli/alle studenti/esse.
    Continua dunque la nostra mobilitazione per fermare l'approvazione del Ddl Moratti sulla ricerca e per proporre un'idea di sapere e di diritto allo studio radicalmente diversa da quella attuale, frutto della riforma Berlinguer-Zecchino.
    Proprio per cominciare a pretendere risposte concrete sull'attuale Università chiediamo al Rettore del nostro Ateneo, Renato Guarini, un'assemblea di Ateneo da tenere il prossimo mercoledì 19 ottobre alle 14.00 nell'Aula magna di Fisica. Il movimento studentesco chiede infatti al Rettore di schierarsi veramente contro i processi di riforma in atto, cominciando con il ritiro dell'aumento delle tasse universitarie attuato lo scorso anno dal Cda della Sapienza attraverso la nuova fasciazione e ritirando ogni numero chiuso per l'accesso alle lauree specialistiche, che da quest'anno stanno applicando in diverse Facoltà del nostro Ateneo.
    Facciamo appello inoltre a tutte le Facoltà in lotta sul territorio nazionale ad utilizzare la giornata di venerdì 21 ottobre con azioni, occupazioni, cortei in ogni città per dare forza e visibilità coordinata alla nostra mobilitazione.
    Per martedì 25 ottobre convochiamo infine un'autonoma manifestazione studentesca nazionale a Roma, assediando la Camera dei deputati che quel giorno discuterà il Ddl Moratti, per bloccarne concretamente l'approvazione.
    Domani sera grande festa dell'ATENEO OCCUPATO dentro la Città universitaria.

    Gli studenti e le studentesse delle Facoltà occupate della Sapienza
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  10. #20
    remedios
    Ospite

    Predefinito occupazione a roma 3

    Oggi presso la Facoltà di Architettura si è svolta una partecipata assemblea studentesca dell’Ateneo di Roma Tre, che ha deciso lo stato di occupazione della medesima Facoltà da parte di numeros* student* dell’intero Ateneo. Questa decisione si inserisce nel percorso di mobilitazione delle ultime tre settimane, che ha visto un passaggio decisivo nell’assemblea tenutasi ieri presso la Facoltà di Biologia.
    L’occupazione della sede del Mattatoio nasce dall’esigenza di riappropriarsi degli spazi di discussione collettiva che ci sono quotidianamente negati e di darci un luogo unitario di confronto e di elaborazione autonoma che superi la frammentazione geografica di Roma Tre per costruire un movimento studentesco unitario nell’Ateneo.
    Siamo convint* che i problemi dell’Università italiana non nascano oggi ma affondino le loro radici nelle precedenti riforme che hanno sancito il progressivo peggioramento del sistema universitario nel nostro Paese. Il DDL Moratti costituisce solo un tassello ulteriore della distruzione dell’università pubblica già iniziata con le riforme Zecchino-Berlinguer che hanno creato i problemi con cui siamo costretti a fare i conti ogni giorno: l’introduzione del numero chiuso che alimenta un sistema si selezione classista dell’università; la parcellizzazione del sapere che produce una formazione nozionistica e “a termine”; l’asservimento del processo formativo alle logiche del profitto, funzionale alla creazione di un esercito di futur* precar* perennemente ricattabili sul mercato del lavoro di cui il “3+2” costituisce l’asse portante; la cancellazione del diritto allo studio attraverso la privatizzazione dei servizi e lo scandaloso aumento delle tasse per gli studenti e le studentesse.
    Questo è solo l’inizio di un percorso di mobilitazione di lungo periodo che punta a mettere radicalmente in discussione l’impianto privatistico delle riforme universitaria qualunque sia il governo che le porti avanti.

    Per un’università pubblica, partecipata, di massa.
    18 Ottobre 2005
    Studenti e Studentesse di Roma Tre

 

 
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