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Discussione: università in rivolta

  1. #1
    remedios
    Ospite

    Thumbs up università in rivolta

    "Farfalle rosse" in piazza

    Mentre il vento delle occupazioni dell'università riprende a soffiare da Roma (ieri è stato occupato dagli studenti l'edificio di Fisica alla Sapienza), domani decine di città italiane vedranno cortei di studenti - promossi da Sempreribelli e Uds - inondare le piazze contro la Riforma Moratti che lunedì prossimo potrebbe essere addirittura archiviata. Scade il 17, infatti, la legge delega 53 con una fine ingloriosa per uno degli sbandierati pilastri berlusconiani, un attacco senza precedenti storici alla pubblica istruzione contro il quale si è mobilitato da 4 anni un vasto popolo (insegnanti, alunni, genitori e cittadini) che, nel caso di un colpo di coda - l'approvazione in zona Cesarini di una "controriforma" per cui la conferenza stato/regioni ha fatto slittare la sperimentazione di due anni - ne domandano con forza, al governo che verrà, la cancellazione immediata e l'avvio di un processo di autoriforma democratica della scuola che si basi sulla partecipazione e preveda un innalzamento graduale dell'obbligo a 18 anni.
    La sorprendente contestazione di un paio di settimane fa a Ruini, a Siena, fornire al nascente movimento studentesco un simbolo, quello della farfalla rossa che è stato già adottato dalla rete dei collettivi Sempre ribelli che hanno suggerito per domani un'impostazione meno sindacale di quella dell'Uds, ma in solidarietà con la sigla ispirata dalla Cgil. Sarà una giornata del "desiderio studentesco", per riprendersi la scuola, l'arte, i diritti civili, i saperi e il reddito. Milano, Torino, Arezzo, Firenze, Roma, Bari, Palermo, Bologna, L'Aquila, Cosenza, Terni, Sora, Napoli e altre 16 città saranno il teatro di questo esordio di movimento mentre gli universitari romani daranno vita a una assemblea nell'edificio occupato nella Città universitaria contro l'imminente approvazione di un altro "capolavoro" morattiano, il ddl che condanna la ricerca e l'università pubbliche a sopravvivere in condizioni precarie. Prese di posizione nettissime contro il progetto continuano a pervenire da atenei e consigli di facoltà grandi e piccole dopo il blitz in senato del 29 settembre che ha portato al primo sì - col ricatto del voto di fiducia - per un decreto che scontenta tutte le componenti accademiche, dai rettori ai precari della ricerca. Il voto della Camera è previsto per il 24 ottobre. «Un atto di inaccettabile arroganza», lo definisce Michele Di Palma, coordinatore nazionale dei Giovani comunisti denunciando il golpe di Palazzo Madama in piena solidarietà con l'ondata di assemblee e blocchi della didattica in corso in decine di atenei: «Dalle occupazioni alle assemblee permanenti, i giovani comunisti saranno parte attiva della contestazione, in particolare nell'ambito delle iniziative della Rete nazionale dei ricercatori precari».

    Checchino Antonini

    Liberazione, 11/10/2005

  2. #2
    remedios
    Ospite

    Predefinito da repubblica.it

    Didattica bloccata, lezioni in strada
    le università contro la Moratti

    di DANIELE SEMERARO

    ROMA - È esplosa la protesta nelle università. Fare lezione per tutta la settimana sarà molto difficile. Docenti, ricercatori, studenti e - nella maggior parte dei casi - anche i rettori si astengono dal lavoro per protestare contro il disegno di legge, fortemente voluto dal ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, che andrà a riordinare lo stato giuridico dell'università e sul quale si attende il voto della Camera. Le proteste si stanno estendendo a macchia d'olio praticamente in tutte le regioni d'Italia, con blocchi della didattica, lezioni in piazza, atenei aperti al pubblico.
    Il blocco della didattica è stato deciso alla Sapienza di Roma a oltranza, e di fatto l'ateneo è fermo. Stessa decisione presa ufficialmente a Pisa.

    I rettori. Giovedì una delegazione della Conferenza dei Rettori sarà ricevuta alla Camera. Per il presidente, Piero Tosi, si tratta di "un disegno di legge confuso e frettoloso, che non risolve i problemi del personale universitario, e che soprattutto non offre ai giovani reali prospettive di adire a ruoli stabili e di essere valutati in modo continuativo per il loro effettivo valore".

    Ecco una panoramica, ancora incompleta, su quello che sta accadendo nelle università italiane.

    Roma. Alla "Sapienza" è stata votata una mozione comune fra studenti, docenti, precari e ricercatori, che ha deciso il blocco della didattica a oltranza, oltre i cinque giorni proclamati a livello nazionale, in tutte le facoltà dell'Ateneo. La facoltà di Fisica, inoltre, è stata occupata. "Stiamo assistendo ad un forte irrigidimento della protesta", spiega Marco Serafina, portavoce del Coordinamento dei ricercatori e docenti, dopo che questa mattina un corteo di oltre 200 studenti è sfilato per la città universitaria.
    A "Roma Tre" sono sospese le lezioni alla facoltà di Lettere e Filosofia. Un docente si è accampato in una tenda di fronte alla facoltà e sta distribuendo volantini per informare i passanti. Questa mattina le lezioni si sono spostate in piazza Montecitorio, con una lezione in piazza che si è trasformata in una plateale forma di protesta: nel corso della settimana saranno invitati attori e personaggi della cultura.

    Pisa. I presidi di tutte le 11 facoltà dell'Università di Pisa hanno preso posizione contro il contenuto del Ddl Moratti e hanno proclamato il blocco della didattica fino a giovedì.

    Torino. Il rettore Ezio Pelliccetti, che già in passato aveva protestato vivacamente contro il Ministro, proporrà alla Crui le dimissioni di massa per tutti i rettori degli atenei statali. Già da ieri mattina le lezioni sono sospese, sia all'Università che al Politecnico, mentre per oggi è previsto un corteo di protesta che percorrerà le vie del centro cittadino.

    Venezia. Il Rettore della Cà Foscari Francesco Ghetti ha invitato personale docente, studenti e ricercatori a discutere sui temi della riforma: "Stiamo attuando dei blocchi a scacchiera - dicono i ricercatori - con la speranza che tutte le altre università del Veneto ci seguano. Faremo assemblee anche a Verona e Padova, e oltre al blocco della didattica vorremmo organizzare anche lezioni in piazza". Stessa situazione anche a Ferrara: giovedì tutti i cittadini potranno partecipare a lezioni di storia dell'arte, chimica, genetica e zoologia.

    Firenze. Il Consiglio di Amministrazione dell'Università ha giudicato inaccettabile che sia stata adottata "una procedura che ha troncato il necessario dibattito parlamentare", e senza prevedere "alcun finanziamento dei costi derivanti dall'applicazione del decreto". Massimo Grandi di Architettura, rappresentante dei ricercatori: "Un blocco a inizio lezioni è molto grave, e ci dispiace. Ma può darsi anche che alcuni docenti spostino le lezioni invece di annullarle". Lezioni sospese anche ad Agraria e Psicologia, occupata la facoltà di Matematica.
    Lezione di elettromagnetismo alla stazione Porta Nuova di Torino

    Siena. La posizione dell'ateneo è quella ufficiale della Crui, perché il rettore, Piero Tosi, è anche il presidente della Conferenza dei Rettori. Francesco Mugnaini, docente di Storia delle Tradizioni Popolari, è a capo di un coordinamento di ateneo: "Il blocco della didattica - ha spiegato - non è facile da attuare: ma stiamo informando gli studenti e abbiamo organizzato per mercoledì un'iniziativa di università aperta: ci sarà una specie di "maratona didattica", che prevede una staffetta di 48 ore consecutive di insegnamento aperto al pubblico. L'intera iniziativa, che forse vedrà anche Piazza del Campo trasformarsi in una grande aula a cielo aperto, sarà trasmessa in diretta sul sito web dell'ateneo.

    Napoli. Il Rettore della "Federico II" Guido Trombetti, vicepresidente della Crui, ha protestato, con toni molto accesi contro la riforma. La settimana di agitazione prevede l'organizzazione da oggi e fino al 13 ottobre di riunioni nelle diverse facoltà, con la partecipazione di docenti, ricercatori, precari e studenti e con la sospensione delle attività didattiche nelle facoltà sedi delle riunioni. Franco Vintriglia, docente di Fisica alla facoltà di Farmacia, crede che non ci sia bisogno di bloccare completamente la didattica, per venire incontro alle esigenze degli studenti: "Siamo comunque tutti sconcertati per il modo arrogante e superficiale con cui è stata gestita questa vicenda". Iniziative analoghe anche a "Napoli 2", un'università che è diffusa sul territorio, tra Caserta, Capua, Aversa.
    L'assemblea all'Università di Roma Tre

    Bologna. Il Rettore Pier Ugo Calzolari ha una posizione contraria alla riforma, "ma - dice - non è lo stato giuridico il cuore del problema", reclamando maggiori risorse e più servizi per gli studenti. Nel capoluogo emiliano i ricercatori faranno una manifestazione in Piazza Maggiore il 12 ottobre, insieme agli studenti. L'idea dei ricercatori, inoltre, è quella di ritirare le domande d'insegnamento: ci sono già state oltre cinquanta adesioni, e se la situazione rimanesse così sarebbe bloccato l'inizio di almeno 72 corsi. C'è poi anche l'idea di chiedere a presidi, docenti e presidenti di corso di laurea di dimettersi. Anche qui aule aperte, anche di sera.

    Palermo. Il Senato accademico ha approvato una mozione che contesta non solo i contenuti della riforma, ma anche la mancata risposta alle istanze dei ricercatori. L'unico punto su cui l'ateneo siciliano è a favore è la riforma della politica dei concorsi, che torna su base nazionale. Da oggi al 15 presso la facoltà di Scienze si terrà ogni giorno un dibattito sui problemi del mondo accademico.

    Provvedimenti analoghi sono stati presi anche a Perugia (facoltà di Lettere e Farmacia), alla facoltà di Lingue a Catania, a L'Aquila, a Modena, Genova (un presidio si terrà giovedì), Bari, Camerino, Bergamo. La "mobilitazione di tutto il personale" è stata indetta all'Università di Salerno.
    "Si vuole dare un segnale forte - dice la Cgil - affinché la società civile capisca che queste riforme vanno a ricadere su tutti, non solo sull'università".

    Trieste. L'ateneo triestino sembra essere uno dei pochi con una posizione favorevole alla riforma: "Ritengo che questo maxiemendamento - ci ha detto il rettore Domenico Romeo - rifletta almeno in parte le aspettative che c'erano nel mondo dell'università. Certo è un lavoro di taglia e cuci perché è stato rielaborato diverse volte, ma ci sono dei punti importanti, come il fatto di riportare i concorsi per le carriere al livello nazionale". Il rettore ammette comunque che ci sono degli aspetti preoccupanti: "La preoccupazione è per i ricercatori, che dal 30 settembre 2013 diventeranno a tempo determinato".

    I motivi della protesta. Ecco i punti più controversi della riforma che, nelle intenzioni del Ministro Moratti, andrà a modificare l'ordinamento giuridico del mondo universitario. Il primo punto riguarda la prospettiva dei contratti a termine per i 25mila ricercatori di ruolo e per i professori associati. Ancora: la nascita di una nuova figura professionale, il "prof a sovvenzione", pagato da un'azienda e assunto a tempo determinato dall'ateneo. Infine, molto probabilmente svanirà la figura del professore aggregato (il titolo verrebbe concesso come sanatoria a ricercatori e personale tecnico, senza inquadramento contrattuale e, soprattutto, senza un euro in più).
    Le riforme dovrebbero toccare anche il concorso nazionale per l'assegnazione di nuove cattedre (che sarà comunque più controllato, per evitare favoritismi).

  3. #3
    remedios
    Ospite

    Predefinito

    ricevo e posto... dalla sapienza

    Dopo fisica, matematica, lettere e chimica... anche Psicologia è da pochi minuti una facoltà occupata!!
    Si aspettano ancora notizie dalle assemblee in corso a filosofia e scienze politiche.
    Ricordiamo a tutti/e che domani alle 11.00 con partenza a Piazzale della Minerva, le facoltà occupate hanno lanciato un corteo studentesco contro il Ddl Moratti e la riforma Berlinguer-Zecchino... PARTECIPIAMO!!!

  4. #4
    remedios
    Ospite

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    Comunicato dalla presidenza occupata della Facoltà di Scienze della seconda università di Roma “Tor Vergata”:

    Dopo un’assemblea pubblica che ha coinvolto personale docente, studenti, ricercatori, ricercatori precari e personale tecnico di tutto l’ateneo di Tor Vergata si è deciso che l’unico modo per dimostrare la nostra indignazione per la recente approvazione del DDL Moratti al senato e in generale per l’attuale situazione generata dal 3+2, è quello di occupare le varie Facoltà dell’ateneo a cominciare da quella della presidenza della Facoltà di Scienze. Qui si terrà una assemblea permanente con lo scopo di organizzare una forma di protesta che abbia una sicura incisività e una visibilità maggiore rispetto a quella ottenuta finora.

    Assemblea permanente degli studenti dell’università di Tor Vergata.

    12/10/2005

  5. #5
    remedios
    Ospite

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    PSICOLOGIA, SCIENZE POLITICHE E FILOSOFIA OCCUPATE
    OCCUPATA LA MENSA DI VIA DE LOLLIS
    DOMANI CORTEO ALLE 11.00 DA PIAZZALE DELLA MINERVA

    Oggi 12 ottobre in un clima di mobilitazione generale degli atenei di Roma, e di tutta Italia, si sono aggiunte alle 4 facoltà già occupate nei giorni scorsi altre tre, Psicologia 1 e 2, Filosofia e Scienze politiche. Assemblee si sono svolte anche a Sociologia, Ingegneria, Architettura e Giurisprudenza e domani tutte le Facoltà in mobilitazione si sono date appuntamento per un corteo intorno alla città Universitaria alle 11.00 a piazzale della Minerva.
    La nostra è una protesta che si sta allargando e che contesta radicalmente l’attuale modello dell’Università, dopo anni di gestione liberista dei nostri Atenei e di svilimento del sapere.
    Vogliamo bloccare l’approvazione del D. D. L. Moratti – che il 24 ottobre verrà discusso alla Camera – che istituzionalizza la precarietà all’interno dell’università. Ma noi studenti e studentesse poniamo anche all’ordine del giorno i disastri introdotti dall’applicazione della Riforma Berlinguer-Zecchino, che ha prodotto ritmi insostenibili e forsennati, dequalificazione e frammentazione della didattica, trasformando l’Università in un’azienda che “produce” futuri lavoratori precari ricattabili sul mercato.
    Oltre a questo contesto nazionale ed europeo di attacco all’istruzione, subiamo una politica di esclusione anche nel nostro Ateneo, che aumenta le tasse universitarie ed introduce i blocchi di accesso al triennio e alla laurea specialistica. Per non parlare dei tagli al diritto allo studio e della necessità di una nuova legge regionale che permetta finalmente l’accesso all’Università agli studenti privi di mezzi. Anche per questo oggi all’ora di pranzo abbiamo invaso pacificamente la Mensa di via De Lollis, autoriducendoci il costo del pasto per aprire una vertenza più ampia anche con la Regione Lazio e Laziodisu.
    Con questa piattaforma saremo in piazza domani, e continueremo la mobilitazione nel nostro Ateneo… in attesa di ulteriori occupazioni.

    Studenti e studentesse delle Facoltà occupate della Sapienza

  6. #6
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    N'atra pantera....
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  7. #7
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  8. #8
    remedios
    Ospite

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    Mercoledì notte il polo economico di Scienze Politiche in via del Santo (Pd), Ca' Borin, è stato occupato dal collettivo di scienze politiche per protestare contro il DDL Moratti e la riforma del 3+2.

    Quasi mille studenti, dottorandi, ricercatori precari hanno partecipato a questa occupazione festosa ma radicale: sold out per il numero 0 di "Liberi Pensieri" monografico sull'Università e il Laboratorio dei Saperi Critici; distribuiti i primi questionari dell'inchiesta studentesca sugli effetti della sperimentazione della Riforma Zecchino sulle vite degli studenti; appuntamento oggi a Scienze Politiche per l'assemblea di facoltà.

    trasformiamo l'università in luogo di sapere critico e conflitto DA SUBITO!!! L'opposizione più radicale allo smantellamento dell'università pubblica non può che essere costruire QUI ED ORA percorsi fuori dal controllo, immettersi nelle lezioni e conquistare crediti con saperi ciritici e fuori dal controllo!

    chiediamo a tutte le componenti dell'università di bloccare la didattica ufficiale riempiendo le aule di laboratori, seminari, gruppi di ricerca e inchiesta...

    "A differenza del condizionamento, dell’indottrinamento
    e dell’addestramento, l’educazione mira per essenza
    a far nascere nell’individuo la capacità di impadronirsi
    di sé in modo autonomo, cioè di rendersi soggetto del
    proprio rapporto con se stesso, con il mondo e con gli altri.
    Questa capacità non può essere insegnata, dev’essere suscitata."
    A. Gorz, Miserie del presente, ricchezza del possibile.

    collettivo scienze politiche

    laboratorio dei saperi critici - padova

  9. #9
    remedios
    Ospite

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    Questa è stata una settimana di mobilitazione nazionale scandita da numerose iniziative.
    Oggi a Bologna, in seguito ad un corteo molto partecipato, si è svolta un'assemblea nel quale della quale gli studenti di varie facoltà dell'ateneo hanno deciso di occupare la facoltà di Lettere e Filosofia.
    Le istanze che hanno portato all'occupazione sono:

    1) Un netto rifiuto delle riforme Moratti, ma anche della precedente riforma Zecchino. Noi crediamo infatti che i problemi e le ingiustizie dell'Università attuale siano conseguenze dirette e prevedibili della Riforma Zecchino (quella che ha instaurato il sistema 3+2). Una "riforma" che ha portato aumento della selezione e dei numeri chiusi, frammentazione dei percorsi didattici, dequalificazione dell'offerta formativa, aumento vertiginoso dei ritmi di studio (anche più di 10 esami l'anno) e compressione dei tempi e degli spazi di vita all'università. Una riforma che ha aperto la strada al brutale attacco all'istruzione pubblica che il ministro Moratti sta portando avanti in questi anni. Una riforma che non intendiamo smettere di combattere da
    dentro, inserendoci in modo sempre più dirompente nelle sue stesse contraddizioni.

    2)Una critica radicale alla gestione aziendalista del rettore Calzolari nell'ateneo bolognese, che si rende costantemente complice delle politiche di privatizzazione e mercificazione del sapere. Nello specifico contestiamo gli aumenti delle tasse, l'introduzione del numero chiuso in molti corsi, l'inadeguatezza e l'eccessivo costo dei basilari per gli studenti, la cessione ad una fondazione privata della gestione dei masters.

    3) Una contestazione di tali di privatizzazione a livello locale per quanto riguarda alloggi, trasporti, mensa e borse di studio, gestite dall'Arstud e dalla Regione.

    Tutti gli aspetti criticati contribuiscono all'applicazione e al
    potenziamento delle politiche liberiste tese alla precarizzazione della società e ad una svalutazione della cultura critica.
    Come studenti che ogni giorno scontano sulla propria pelle le conseguenze di anni di riforme privatizzanti e precarizzanti non possiamo che essere al fianco dei ricercatori che si battono contro un progetto di riforma che li condannerebbe ad uno stato di precarietà permanente.

    L'assemblea degli occupanti

  10. #10
    remedios
    Ospite

    Predefinito da repubblica.it

    Roma. La "Sapienza" è sicuramente l'università più mobilitata: da lunedì sono occupate le facoltà di Fisica e Matematica. Da ieri si sono aggiunte Chimica, Scienze umanistiche, Lettere e Filosofia, Scienze della Comunicazione e Sociologia, Psicologia e Scienze politiche. Il blocco della didattica si estende a moltissime altre facoltà. Questa mattina alle 11 è stato organizzato un corteo di studenti che ha sfilato anche fuori dalla città universitaria. La manifestazione, a cui hanno partecipato secondo gli organizzatori circa diecimila persone, ha bloccato per alcuni minuti il traffico, venendo anche in contatto anche con le forze dell'ordine. "Stiamo assistendo ad un forte irrigidimento della protesta", spiega Marco Serafina, portavoce del Coordinamento dei ricercatori e docenti.
    A "Roma Tre" è sospesa la didattica alla facoltà di Lettere e Filosofia. Un docente si è accampato in una tenda di fronte alla facoltà e distribuisce volantini per informare i passanti. Martedì le lezioni si sono spostate in piazza Montecitorio, con una lezione in piazza che si è trasformata in una plateale forma di protesta: nel corso della settimana saranno invitati attori e personaggi della cultura.

    Firenze. Tutto il polo scientifico è occupato. Massimo Grandi di Architettura, rappresentante dei ricercatori: "Un blocco a inizio lezioni è molto grave, e ci dispiace. Ma può darsi anche che alcuni docenti spostino le lezioni invece di annullarle". Lezioni sospese anche ad Agraria e Psicologia.

    Bologna. Ricercatori e studenti sono scesi in piazza, e insieme a loro in corteo anche il rettore con tutta la sua giunta. I ricercatori si sono rifiutati di tenere 53 corsi, e molti di loro minacciano di ritirare le domande d'insegnamento: si potrebbero bloccare fino a 133 corsi. La facoltà di Lettere e Filosofia è occupata e per oggi è prevista un'assemblea per definire altre modalità di protesta.

    Pisa. I presidi di tutte le 11 facoltà dell'Università di Pisa hanno preso posizione contro il contenuto del Ddl Moratti e hanno proclamato il blocco della didattica fino a domani.

    Torino. Le lezioni sono sospese, sia all'Università che al Politecnico. In un'assemblea plenaria, a cui ha partecipato anche il rettore Pelliccetti, è stato contestato, tra l'altro, "l'attacco all'autonomia universitaria" che viene dalle nuove disposizioni e la "ricentralizzazione delle procedure concorsuali" che "non risolve l'annoso problema del reclutamento del personale docente". Pelliccetti presenterà domani alla Crui anche una proposta di dimissioni di massa di tutti i rettori. E oggi il prorettore ha aperto uno dei cortei.
    Assemblea alla facoltà di Fisica alla "Sapienza" di Roma
    Venezia. Il Rettore della Cà Foscari Francesco Ghetti ha invitato personale docente, studenti e ricercatori a discutere sui temi della riforma: "Stiamo attuando dei blocchi a scacchiera - dicono i ricercatori - con la speranza che tutte le altre università del Veneto ci seguano. Faremo assemblee anche a Verona e Padova, e oltre al blocco della didattica vorremmo organizzare anche lezioni in piazza". Alla "Iuav" di Venezia domani ci sarà un'assemblea di tutto il personale.
    Stessa situazione anche a Ferrara: inoltre tutti i cittadini potranno partecipare a lezioni di storia dell'arte, chimica, genetica e zoologia.

    Siena. Francesco Mugnaini, docente di Storia delle Tradizioni Popolari, è a capo di un coordinamento di ateneo: "Il blocco della didattica - ha spiegato - non è facile da attuare: ma stiamo informando gli studenti e abbiamo organizzato un'iniziativa di università aperta: è in corso fino a domani una specie di "maratona didattica", che prevede una staffetta di 48 ore consecutive di insegnamento aperto al pubblico. L'intera iniziativa, che forse vedrà anche Piazza del Campo trasformarsi in una grande aula a cielo aperto, è trasmessa in diretta sul sito web dell'ateneo.

    Napoli. Il Rettore della "Federico II" Guido Trombetti, vicepresidente della Crui, ha protestato con toni molto accesi contro la riforma. La settimana di agitazione prevede l'organizzazione fino a domani di riunioni nelle diverse facoltà, con la partecipazione di docenti, ricercatori, precari e studenti e con la sospensione delle attività didattiche nelle facoltà sedi delle riunioni. Franco Vintriglia, docente di Fisica alla facoltà di Farmacia, crede che non ci sia bisogno di bloccare completamente la didattica, per venire incontro alle esigenze degli studenti: "Siamo comunque tutti sconcertati per il modo arrogante e superficiale con cui è stata gestita questa vicenda". Iniziative analoghe anche a "Napoli 2", un'università che è diffusa sul territorio, tra Caserta, Capua, Aversa.
    Lezione di elettromagnetismo alla stazione Porta Nuova di Torino
    Palermo. Il Senato accademico ha approvato una mozione che contesta non solo i contenuti della riforma, ma anche la mancata risposta alle istanze dei ricercatori. L'unico punto su cui l'ateneo siciliano è a favore è la riforma della politica dei concorsi, che torna su base nazionale. Fino a sabato presso la facoltà di Scienze si terrà ogni giorno un dibattito sui problemi del mondo accademico.

    Blocchi della didattica si registrano anche a Perugia (facoltà di Lettere e Farmacia), alla facoltà di Lingue a Catania, a L'Aquila, a Modena, Genova (un presidio si terrà domani), Bari, Camerino, Bergamo. La "mobilitazione di tutto il personale" è stata indetta all'Università di Salerno.
    "Si vuole dare un segnale forte - dice la Cgil - affinché la società civile capisca che queste riforme vanno a ricadere su tutti, non solo sull'università".

 

 
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