"Farfalle rosse" in piazza
Mentre il vento delle occupazioni dell'università riprende a soffiare da Roma (ieri è stato occupato dagli studenti l'edificio di Fisica alla Sapienza), domani decine di città italiane vedranno cortei di studenti - promossi da Sempreribelli e Uds - inondare le piazze contro la Riforma Moratti che lunedì prossimo potrebbe essere addirittura archiviata. Scade il 17, infatti, la legge delega 53 con una fine ingloriosa per uno degli sbandierati pilastri berlusconiani, un attacco senza precedenti storici alla pubblica istruzione contro il quale si è mobilitato da 4 anni un vasto popolo (insegnanti, alunni, genitori e cittadini) che, nel caso di un colpo di coda - l'approvazione in zona Cesarini di una "controriforma" per cui la conferenza stato/regioni ha fatto slittare la sperimentazione di due anni - ne domandano con forza, al governo che verrà, la cancellazione immediata e l'avvio di un processo di autoriforma democratica della scuola che si basi sulla partecipazione e preveda un innalzamento graduale dell'obbligo a 18 anni.
La sorprendente contestazione di un paio di settimane fa a Ruini, a Siena, fornire al nascente movimento studentesco un simbolo, quello della farfalla rossa che è stato già adottato dalla rete dei collettivi Sempre ribelli che hanno suggerito per domani un'impostazione meno sindacale di quella dell'Uds, ma in solidarietà con la sigla ispirata dalla Cgil. Sarà una giornata del "desiderio studentesco", per riprendersi la scuola, l'arte, i diritti civili, i saperi e il reddito. Milano, Torino, Arezzo, Firenze, Roma, Bari, Palermo, Bologna, L'Aquila, Cosenza, Terni, Sora, Napoli e altre 16 città saranno il teatro di questo esordio di movimento mentre gli universitari romani daranno vita a una assemblea nell'edificio occupato nella Città universitaria contro l'imminente approvazione di un altro "capolavoro" morattiano, il ddl che condanna la ricerca e l'università pubbliche a sopravvivere in condizioni precarie. Prese di posizione nettissime contro il progetto continuano a pervenire da atenei e consigli di facoltà grandi e piccole dopo il blitz in senato del 29 settembre che ha portato al primo sì - col ricatto del voto di fiducia - per un decreto che scontenta tutte le componenti accademiche, dai rettori ai precari della ricerca. Il voto della Camera è previsto per il 24 ottobre. «Un atto di inaccettabile arroganza», lo definisce Michele Di Palma, coordinatore nazionale dei Giovani comunisti denunciando il golpe di Palazzo Madama in piena solidarietà con l'ondata di assemblee e blocchi della didattica in corso in decine di atenei: «Dalle occupazioni alle assemblee permanenti, i giovani comunisti saranno parte attiva della contestazione, in particolare nell'ambito delle iniziative della Rete nazionale dei ricercatori precari».
Checchino Antonini
Liberazione, 11/10/2005


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