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  1. #1
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    Predefinito L'Eucarestia è un diritto??

    Il massimo giurista cattolico Herranz contro il patriarca Scola
    "L'eucarestia è un diritto fondamentale, anche se non assoluto"
    Preti sposati e comunione ai divorziati
    Al sinodo dei vescovi è frattura
    Il clero dell'Europa orientale vuole rivedere la regola del celibato per i sacerdoti


    CITTA' DEL VATICANO - Sono stati il celibato dei sacerdoti e il problema della comunione per i divorziati risposati a tenere banco al sinodo dei vescovi in corso in Vaticano. La discussione, a quanto si è appreso, è stata vivace e non sono mancate le contrapposizioni anche nette tra i partecipanti.

    L'allarme per l'espansione delle sette e la preoccupazione per i divorziati risposati che la legge della Chiesa tiene lontani dall'eucaristia si sono correlati durante il sinodo dei vescovi in corso in Vaticano. A sollevare per primo il problema è stato il vescovo centroafricano Francois Xavier Yombandje, denunciando con chiarezza il rischio che i divorziati risposati, emarginati dall'eucaristia, diventino "adepti" delle sette. Lo stesso problema è stato ventilato dal cardinale Julian Herranz, mentre il cardinale indiano Ivan Dias ha proposto di rivalutare l'adorazione, che è accessibile anche a quanti non sono ammessi alla comunione sacramentale.

    Di particolare peso l'intervento di Herranz, che nella veste di presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi rappresenta il massimo giurista della chiesa cattolica. Herranz ha preso la parola al sinodo per contestare l'affermazione, contenuta nella relazione del cardinale Angelo Scola, che "l'eucaristia non è un diritto". Affermazione dalla quale discendono i tre "no" ribaditi dal patriarca di Venezia all'ammissione alla comunione dei divorziati risposati, all'ordinazione sacerdotale degli uomini sposati e all'intercomunione.

    Replicando a queste posizioni, il presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi ha parlato in particolare della comunione come "diritto fondamentale, ma non assoluto" perché "alcuni requisiti personali limitano tale diritto". Tra la "gran diversità di situazioni irregolari (...) tutti, però - ha affermato - sono da seguirsi con amorevole pazienza e sollecitudine pastorale, per cercare di renderli regolari e per evitare che nessun fedele si allontani dalla Chiesa, o si consideri persino scomunicato".

    Dal canto suo Dias, arcivescovo di Bombay, ha ricordato che "l'adorazione del santissimo sacramento è accessibile a tutti, persino ai cattolici che per qualsiasi motivo non possono ricevere Gesù nella santa comunione, e a persone di altre fedi".

    Il tema del celibato dei sacerdoti è stato sollevato invece nel corso degli "interventi liberi" di lunedì sera. In questo caso non è possibile conoscere i protagonisti del confronto in quanto i nomi dei vescovi che hanno preso la parola è coperto da segreto. In uno degli interventi è stato sottolineato in particolare: "Ho ascoltato un'affermazione triste: noi non abbiamo sacerdoti perché esigiamo il celibato. Non è vero, la mancanza di sacerdoti è sintomo di una crisi di fede".
    Secondo il vescovo, "gli uomini sposati non risolverebbero questo problema, ne avremmo invece di nuovi: che fare - si è domandato - quando un prete abbandonerà la famiglia o chiederà il divorzio?".

    A questa chiusura si sono opposti però tutti i patriarchi orientali presenti al sinodo, che negano l'esistenza di un "fondamento teologico" di questa norma canonica. Un patriarca, ad esempio, ha spiegato ai giornalisti che nella sua diocesi convivono i due riti e che quindi nello stesso palazzo potrebbero vivere due ragazzi ugualmente chiamati al sacerdozio, appartenenti però uno al rito latino e l'altro a quello greco-cattolico. "Entrati in seminario - ha scherzato - entrambi si innamorano di brave ragazze, ma poi uno solo di loro potrà ricevere i complimenti e l'incoraggiamento dal suo vescovo. Per l'altro solo mazzate".

    ________________________________

    Mi piace 'sto Herranz, non si direbbe che viene dall'Opus Dei...
    Dias invece era il mio favorito per l'elezione al soglio papale... chi lo ha conosciuto come Nunzio Apostolico in Albania me ne ha parlato in maniera entusiasta...

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito

    Sulla questione dei preti sposati si fa molta confusione.......

    Se domani la Chiesa decidesse che potranno sposarsi, non andrebbe contro alcuna dottrina conciliare perchè di fatto il celibato è semplicemente quell'applicare la virtù evangelica spiegata dal Cristo in Mt.19,10.........

    Tuttavia la Chiesa e gli stessi vescovi ritengono che tale virtù la Chiesa debba CONSERVARLA E TUTELARLA........in fondo chi decide di farsi prete, HA BEN CINQUE ANNI DI TEMPO PER DECIDERE....... dunque non viene colto di sorpresa, non è ingannato circa il celibato e PER SUA STESSA ACCETTAZIONE DECIDE IL GRANDE PASSO........

    Circa ai divorziati io stessa mi auguro che la Chiesa trovi una via di uscita......intanto che avvenga mantenersi alle disposizioni in vigore non può fare altro che alimentare la virtù dell'obbedienza e di offrire a Dio stesso il disagio che essi vivono......

    L'EUCARESTIA NON E' UN DIRITTO......ma è un DONO, Cristo si DONA....e come per essere partecipi dell'essere Chiesa occorre IL BATTESIMO, così per ricevere questo dono occorre NON VIVERE L'ADULTERIO......infatti per i divorziati che non convivono, l'accesso all'Eucarestia è aperto.....
    Vi è invece la tendenza a volere la botte piena e la moglie ubriaca
    quasi che TUTTO CI E' DOVUTO:
    l'aborto è un diritto, il divorzio è un diritto, la convivenza è un diritto, scombussolare il diritto naturale della coppia uomo-donna è un diritto, disobbedire alla chiesa è un diritto.........farmi l'immagine di un Cristo che più mi giustifica è un diritto......
    ma scusatemi....QUANDO PARLIAMO DEI DOVERI???

    Sui preti sposati vi lascio con una illuminante risposta di un vescovo che risponde ad un prete sposato.........

    risposta del Vescovo, manoscritta
    giugno 2000

    Caro fratello Carlo ,
    grazie della lettera e del libro "I cinque figli del Vescovo" scritto con contenuta passione e delicatezza.
    Non so se è stato riportato fedelmente quanto ebbi a scrivere riassumendo i motivi - di cui sono fermamente convinto - per i quali la Chiesa Cattolica non muterà la disciplina a proposito del celibato dei preti - naturalmente con l' accettazione dei preti sposati di rito orientale e dei pastori anglicani divenuti preti cattolici come Ti preoccupi di precisare e come sapevo.
    Devo subito notare che non va per nulla confusa la questione - opinabile - della legge del celibato per i preti, con la questione - non opinabile - lo devo dire francamente - di coloro che avendo responsabilmente accettato un patto solenne, libero, perpetuo, di altissimo valore spirituale, umano, ecclesiale davanti a Dio e alla Chiesa, non l'hanno poi mantenuto.


    Qui non è più questione di una legge della Chiesa ma di un dovere personale non mantenuto.

    E questo non è un giudizio sulla persona, che solo Dio può dare, ma il giudizio morale che ognuno di noi deve dare su una azione oggettiva se non vuole condannarsi a non sapere più valutare quello che è bene e quello che è male. E... "la fedeltà del Signore rimane in eterno"! E... "pacta sunt servanda" dicevano i latini...
    Da ciò consegue che chi è venuto meno al patto non può certo esigere che la Chiesa si comporti con Lui come se non avesse pattuito con Lui le condizioni per consentirgli l' esercizio del ministero sacerdotale nel popolo di Dio.
    Da ciò consegue che la lamentata assenza dagli elenchi ufficiali dei Sacerdoti che sono venuti meno agli impegni, possa e vada considerata come un velo pietoso che S. Madre Chiesa - afflitta e dolente assai per una defezione oggettivamente poco onorevole ed esemplare - stende sul comportamento di figli dai quali si aspettava un fedele e fecondo ministero sacerdotale.
    Non le sembra che sia un vero e proprio rovesciamento delle parti pretendere che la Chiesa, la quale, a proposito di celibato, si limita a proporlo come condizione da accettare liberamente da chi domanda di diventare sacerdote - debba domandare perdono?! A chi? Di che cosa?

    E non sarà piuttosto a dover domandare perdono a Dio e ai fratelli, chi - se non vuole essere considerato irresponsabile - ha deliberatamente accettato, con la vita di celibato, di esprimere il suo amore a Dio sopra ogni cosa e quindi a proclamarlo con la sua scelta, infinitamente più amabile di qualunque sposa e dei figli più desiderabili, che sono i beni umani più grandi e apprezzabili e poi smentisce radicalmente questa scelta?
    Non deve domandare perdono uno che - prima - per essere credibile nell' annunciare il Vangelo che. .. c' è una seconda vita pienamente beata, non esita - impegnandosi al celibato - ad assicurare tutti che non ha paura di perdere nulla di affetto, di tenerezza, di gioie umane sacrificandole per amore a Dio "tanto è il bene che si aspetta" mentre - poi - rinnega, di fatto,
    questo messaggio?
    E se il celibato voleva significare il desiderio di meglio somigliare a Cristo che ha fatto del matrimonio un sacramento ma che personalmente ha scelto la verginità, dire e disdire è indifferente? (cfr. 2 Cor. 1,19).
    Gesù salva il peccatore ma condanna il peccato. Neppure a noi dunque è lecito salvare il peccato. Checche pensi Sonia! (vedi libro citato) "Neppure Io Ti condanno. Va e non peccare più."
    Condannato il peccato, certo va salvato il peccatore. E' quindi anticristiana ogni umiliazione e ogni mancanza di carità contro la persona che ha commesso quel peccato ma che dal Salvatore dell'uomo può ancora essere condotta a santità vera e superare di gran lunga chi è stato preservato da quella colpa ma non ha saputo darne gloria al Suo Salvatore.


    Caro fratello Carlo, mentre davanti alla Tua sposa addormentata ringrazi Dio che Te l'ha fatta incontrare e Te l'ha data, resto colpito della finezza del Tuo sentimento e dimenticando la forzatura della mezza verità mi viene di confermare l' assicurazione che cita S. Paolo:
    "Per chi ama Dio tutto coopera al bene" e aggiungo con S. Agostino: - Tutto, anche i peccati!
    Ma consenti anche a chi - Sacerdote - ha mantenuto fede, per grazia di Dio, al celibato che ha liberamente accettato, di ringraziare il Signore e di gioire nel sapere che potrà gioire cento volte di più per aver continuato a preferire Dio alla Sposa più amabile che avrebbe potuto trovare, per aver confermato nella speranza immortale tanti fratelli, per aver generato nello spirito tanti figli che lo benediranno padre per l'eternità.
    Anche Francesco e Chiara - quelli della storia, non quelli del "romanzo" - come mi è capitato di leggerli in questi giorni, sono d'accordo sulla necessità di perseverare nei santi propositi: "lo stesso Signore che ci ha donato di bene incominciare, ci doni ancora di crescere nel bene, di perseverarvi fino alla fine. Amen!" (dal testamento di Chiara).


    Ho pregato e prego per Te. Vuoi fare lo stesso Tu, per me? Grazie. E il Signore - per l'intercessione di Maria che ha amato e ama S.Pietro ma anche S.Giovanni (!) e che è la benedetta fra tutte le donne - ci benedica.

    firma del Vescovo
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
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    Predefinito Eucaristia: dono o diritto?

    In questi giorni al Sinodo dei Vescovi tra le cosa in dibattito c'è la seguente domanda: "L'Eucaristia è un dono o un diritto?"
    L'alternativa secca è chiaramente un po' riduttiva, essendo l'Eucaristia per certi versi un dono e per altri un diritto, ma
    come rispondereste di primo acchito?
    Gilbert

  4. #4
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    Dono, essendo Cristo prima di tutto un dono.
    Gilbert

  5. #5
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Dono, perchè è Cristo che ha scelto di farsi NUTRIMENTO, chi lo accoglie deve riceverlo non come un diritto, ma come dono con tutto ciò che ne consegue........
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  6. #6
    torquemada
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    Ho votato "dono". [Viviamo in una società che abusa della parola diritto, dimentica dei suoi doveri].

  7. #7
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    Anche secondo me è un dono... ma non dovrebbe essere precluso a chi è fuori dalla grazia di Dio, perchè Dio è venuto anche per i peccatori...
    beh, l'ho detta... assalitemi!!

  8. #8
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    Originally posted by Caterina63
    Sulla questione dei preti sposati si fa molta confusione.......

    Se domani la Chiesa decidesse che potranno sposarsi, non andrebbe contro alcuna dottrina conciliare perchè di fatto il celibato è semplicemente quell'applicare la virtù evangelica spiegata dal Cristo in Mt.19,10.........
    Ammetto la mia ignoranza in materia, ma leggendo l'articolo si evince che il problema dei preti sposati non è della Chiesa nella sua totalità, ma solo dei riti Occidentali (Romano, Ambrosiano e Mozarabico).
    I riti greco-orientali ammettono il matrimonio per i sacerdoti...
    In pratica siamo tutti cattolici, ma abbiamo regole differenti...
    Giusto?

  9. #9
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by CTALIMC
    Anche secondo me è un dono... ma non dovrebbe essere precluso a chi è fuori dalla grazia di Dio, perchè Dio è venuto anche per i peccatori...
    beh, l'ho detta... assalitemi!!
    noo perchè assalirti????

    vedi avresti ragione se.....SE......la Chiesa fosse LEI a precludere gli altri comprendi?
    In verità NON è la Chiesa che preclude, ma è il divorziato che vivendo da ADULTERO.....SI ESCLUDE DALLA COMUNIONE

    Se io so di non essere esperto di funghi, e so che corro il rischio di avvelenarmi.... e vado a mangiarne di diversi al bosco e poi muoio avvelenato.....di chi è la colpa?

    il bosco, nell'esempio fatto, potrebbe essere la CHIESA che custodisce questo CIBO SANTO, IL VERO CORPO E VERO SANGUE, ma attenzione, dice san Paolo CHI MANGIA E BEVE SENZA RICONOSCERE IL CORPO DEL SIGNORE, MANGIA E BEVE LA PROPRIA CONDANNA.......comprendi?
    Paolo fa responsabilizare chi prende l'Eucarestia, a questo punto la Chiesa proprio per evitare che chi mangia e beve il Corpo di Cristo lo faccia SAPENDO DI ESSERE IN STATO D'ADULTERIO, per esempio e in peccato (la Confessione chiarisce gli aspetti meno noti), ti dice: "MI SPIACE.....SEI TU CHE TI SEI MESSO IN UNA SITUAZIONE CRITICA E CHE RIFIUTI DI RICONOSCERE IL CORPO DEL SIGNORE RESTANDO IN UNA CONDIZIONE DI PECCATO.......ergo per evitarti un danno maggiore (mangia e beve LA PROPRIA CONDANNA), è meglio dire subito che non ci si può prendere gioco del Signore, nè dell'Eucarestia......"

    Quindi chiariamo questo aspetto prima di tutto: NON è la Chiesa che esclude, la Chiesa è aperta a tutti, è il peccatore che restando nella sua condizione di peccato si autoesclude da questa Comunione......perchè mangerebbe e berrebbe LA PROPRIA CONDANNA

    Ciò che sta tentando di fare la Chiesa oggi attraverso il Sinodo, è di trovare una strada per risolvere questo problema......preghiamo dunque affinchè la Chiesa continui ad essere la Maestra di sempre come fa da 2000 anni.......
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  10. #10
    Solo Danix
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    La Comunione è un Dono

 

 
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