In Origine Postato da willy
i ridicoli siete voi. come vorrei possedere un treppiedi
Con me finisci male. Credimi.![]()


In Origine Postato da willy
i ridicoli siete voi. come vorrei possedere un treppiedi
Con me finisci male. Credimi.![]()


Ed. critica Malik... come al solitoIn Origine Postato da Malik
Capisco : vi ha ridicolizzati.
Splendido il passaggio "Dite al Dott Prodi di smetterla di fare cene nei ristoranti romani . E soprattutto dite al Dott. Prodi di smetterla di giocare a fare il governo con i suoi ministri.
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Come i bambini con il Lego![]()
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In Origine Postato da Lollo87Lp
Ed. critica Malik... come al solito![]()
Che hai bamboccio?


minkia quante legnate.In Origine Postato da Malik
Con me finisci male. Credimi.![]()


In Origine Postato da Malik
Con me finisci male. Credimi.![]()
oh aspetta che chiamo mio cuggino che è un casino forte![]()
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In Origine Postato da myisbetter
minkia quante legnate.
Il forum dei tossici è altrove![]()
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lo frequenti?In Origine Postato da Malik
Il forum dei tossici è altrove![]()
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"Venduto" glie l'han mica detto "ad capocchiam", sai?In Origine Postato da ItaloConservatore
perche' non riporti il testo dell'intervento di Adornato? cosi' fai capire perche' ai tuoi sono saltati i nervi...
vi ha fatto fare una figura di merda in diretta tv!!!![]()
Smemorando Adornato
Mi scuso con gli amici squadristi e misogini se,eccezionalmente, mi occupo di un uomo, se così può dire. Ma l'evento è di quelli memorabili: è tornato dopo mesi di letargo, chiedendo scusa alle signore, Ferdinando Adornato. Ne dà il lieto annuncio il Giornale con una lunga intervista, dopo aver preavvertito la forza pubblica perchè transennasse le edicole. Se ieri mattina, acquistando il giornale, avete notato assembramenti presso il vostro chiosco di fiducia, niente paura: s'era già sparsa la voce dell'intervista di Nando e della notiziona ivi contenuta: «La Fondazione Liberal compie 10 anni». Roba forte. Resta da spiegare che cosa sia la Fondazione Liberal a chi (tutti, salvo Adornato) non lo sa: la Fondazione Liberal è uno dei tanti pseudonimi di questo Zelig della politica, che prima si faceva chiamare soltanto Liberal e prim'ancora Alleanza Democratica. Qualcuno gli aveva proposto un più sobrio «Nando», ma non c'è stato nulla da fare.
Essendo la Fondazione e Adornato la stessa cosa, lui deve fare tutto da solo. Gli farebbe comodo, ogni tanto, avere qualcuno che gli fa le pulizie, va a prendere i sigari, dà una spuntatina alla barba. Invece niente, deve farsi tutto lui. Scrive, si legge, si recensisce, si cita, si elogia, si fa persino gli auguri di compleanno. Come Mister Bean che s'infila il cartoncino di happy birthday sotto la porta di casa e poi, quando entra, si commuove per il gentile pensiero.
L'intervista, curata impietosamente da Luca Telese, comincia con questa frase lapidaria: «Loro (quelli di sinistra, ndr) sono ancora fermi e non ci hanno spiegato perchè hanno scambiato il male del secolo con il bene assoluto». Resta da capire perché l'abbia scambiato lui, visto che era comunista, dirigeva il giornale della Fgci e nel '79 scriveva: «Non possiamo catalogare lo stalinismo sotto il termine generico di “dispotismo”… Il successo di un'azione storica che, partendo dalle condizioni della Russia zarista ha portato l'Urss al livello di secondo paese industrializzato, non è sottovalutabile né interpretabile come “propaganda”. La rivoluzione russa fu la prima nella storia del mondo a cercare di instaurare la giustizia sociale mediante controlli economici organizzati dall'azione politica… Sarebbe sciocco e improduttivo considerare l'azione di Lenin come frutto di una semplice ispirazione dittatoriale».
E il dissenso oltre cortina? Affari loro: «Non si tratta di lavorare dall'esterno, dall'Occidente per creare un'opposizione verso i paesi dell'Est... Si tratta di problemi che vanno risolti all'interno di quei paesi» (intervista ad Agnes Heller, Ed. Riuniti). Oggi dice che «Fassino, D'Alema e Veltroni non han fatto un'autentica revisione delle loro posizioni». Strano: i tre nel '90 aderirono alla svolta Occhetto, mentre Nando Zelig stava con la mozione Bassolino-Asor Rosa e non ne voleva sapere di cambiar nome al Pci. Eppure si fa i complimenti da solo: «Io ho capito tutto 10 anni fa». Non sappiamo quale calendario usi, ma 10 anni fa doveva essere il marzo '95. Bene, il 3 marzo '95 tale Adornato, deputato Ds, dichiarava al Corriere: «Bossi è un guitto». Oggi sta al governo col guitto e implora la sinistra di «superare la demonizzazione di Berlusconi». Lui potrebbe darle una mano. Perché undici anni fa, almeno secondo il nostro calendario, il futuro inventore del terzismo tuonava: «Segni e La Malfa, con la loro neutralità fra destra e sinistra, consegnano l'Italia a Bossi e Berlusconi» (5-2-94); «Nessun partito della provvidenza potrà fare miracoli. Nemmeno Gesù Cristo riuscirebbe a farli. E Berlusconi, più che Gesù Cristo, mi sembra Lazzaro: un miracolato del vecchio sistema dei partiti» (Ansa, 28-2-94). Poi Lazzaro vinse le elezioni e Nando giurò: «Ci siamo presentati nei progressisti e restiamo nei progressisti: abbiamo perso, quindi staremo all'opposizione» (19-4-94). Opposizione dura perché, «l'Italia, se ha perso un imprenditore per guadagnare un politico politicante, non ha fatto un buon affare» (8-6-94).
Il Berlusca I durò poco e Nando s'imbarcò in Liberal con i soldi di Romiti, ovviamente buttati («circonvenzione di capace», la definì Gianni Agnelli). La rivista aveva più vicedirettori (nove) che lettori: la mamma del Riformista, con rispetto parlando. Ma Nando sorvola e racconta quell'avventura elettrizzante come un'epopea. «Fa in qualche modo impressione rileggere articoli del '96»: ecco, impressione è la parola giusta.
Tutto cominciò «il giorno in cui Galli della Loggia mi disse: “Scusa, Nando (lui si ostina a chiamarlo così, ndr), tu sei così lucido”…». Fu una folgorazione: "lucido" non gliel'aveva mai detto nessuno. Fu allora che cominciò a farsi lo shampoo col Sidol, e nacque Liberal. Poi passò dal lucido all'unto: «Berlusconi è una personalità decisiva nella storia d'Italia». Così, «da allora, non abbiamo cambiato le nostre idee, ma la nostra collocazione geopolitica sì». Ecco: parla al plurale perché si crede un continente. Quando si sposta lui, cambia la geopolitica. I sismografi vanno in tilt, si sconvolgono le maree, si moltiplicano le ondate migratorie (in senso opposto al suo). Non a caso l'intervista s'intitola modestamente «Abbiamo anticipato la svolta di Bush». Ecco perché Bush sta cambiando idea. Deve aver saputo che l'altra era di Adornato.


Ho avuto più volte occasione di parlare dei sacrifici, che gente a me particolarmente vicina, ha fatto per pagare la tessera del Partito. Se penso che questo soggetto è stato stipendiato da quello stesso Partito, mi vien da vomitare.In Origine Postato da MrBojangles
"Venduto" glie l'han mica detto "ad capocchiam", sai?
Smemorando Adornato
Mi scuso con gli amici squadristi e misogini se,eccezionalmente, mi occupo di un uomo, se così può dire. Ma l'evento è di quelli memorabili: è tornato dopo mesi di letargo, chiedendo scusa alle signore, Ferdinando Adornato. Ne dà il lieto annuncio il Giornale con una lunga intervista, dopo aver preavvertito la forza pubblica perchè transennasse le edicole. Se ieri mattina, acquistando il giornale, avete notato assembramenti presso il vostro chiosco di fiducia, niente paura: s'era già sparsa la voce dell'intervista di Nando e della notiziona ivi contenuta: «La Fondazione Liberal compie 10 anni». Roba forte. Resta da spiegare che cosa sia la Fondazione Liberal a chi (tutti, salvo Adornato) non lo sa: la Fondazione Liberal è uno dei tanti pseudonimi di questo Zelig della politica, che prima si faceva chiamare soltanto Liberal e prim'ancora Alleanza Democratica. Qualcuno gli aveva proposto un più sobrio «Nando», ma non c'è stato nulla da fare.
Essendo la Fondazione e Adornato la stessa cosa, lui deve fare tutto da solo. Gli farebbe comodo, ogni tanto, avere qualcuno che gli fa le pulizie, va a prendere i sigari, dà una spuntatina alla barba. Invece niente, deve farsi tutto lui. Scrive, si legge, si recensisce, si cita, si elogia, si fa persino gli auguri di compleanno. Come Mister Bean che s'infila il cartoncino di happy birthday sotto la porta di casa e poi, quando entra, si commuove per il gentile pensiero.
L'intervista, curata impietosamente da Luca Telese, comincia con questa frase lapidaria: «Loro (quelli di sinistra, ndr) sono ancora fermi e non ci hanno spiegato perchè hanno scambiato il male del secolo con il bene assoluto». Resta da capire perché l'abbia scambiato lui, visto che era comunista, dirigeva il giornale della Fgci e nel '79 scriveva: «Non possiamo catalogare lo stalinismo sotto il termine generico di “dispotismo”… Il successo di un'azione storica che, partendo dalle condizioni della Russia zarista ha portato l'Urss al livello di secondo paese industrializzato, non è sottovalutabile né interpretabile come “propaganda”. La rivoluzione russa fu la prima nella storia del mondo a cercare di instaurare la giustizia sociale mediante controlli economici organizzati dall'azione politica… Sarebbe sciocco e improduttivo considerare l'azione di Lenin come frutto di una semplice ispirazione dittatoriale».
E il dissenso oltre cortina? Affari loro: «Non si tratta di lavorare dall'esterno, dall'Occidente per creare un'opposizione verso i paesi dell'Est... Si tratta di problemi che vanno risolti all'interno di quei paesi» (intervista ad Agnes Heller, Ed. Riuniti). Oggi dice che «Fassino, D'Alema e Veltroni non han fatto un'autentica revisione delle loro posizioni». Strano: i tre nel '90 aderirono alla svolta Occhetto, mentre Nando Zelig stava con la mozione Bassolino-Asor Rosa e non ne voleva sapere di cambiar nome al Pci. Eppure si fa i complimenti da solo: «Io ho capito tutto 10 anni fa». Non sappiamo quale calendario usi, ma 10 anni fa doveva essere il marzo '95. Bene, il 3 marzo '95 tale Adornato, deputato Ds, dichiarava al Corriere: «Bossi è un guitto». Oggi sta al governo col guitto e implora la sinistra di «superare la demonizzazione di Berlusconi». Lui potrebbe darle una mano. Perché undici anni fa, almeno secondo il nostro calendario, il futuro inventore del terzismo tuonava: «Segni e La Malfa, con la loro neutralità fra destra e sinistra, consegnano l'Italia a Bossi e Berlusconi» (5-2-94); «Nessun partito della provvidenza potrà fare miracoli. Nemmeno Gesù Cristo riuscirebbe a farli. E Berlusconi, più che Gesù Cristo, mi sembra Lazzaro: un miracolato del vecchio sistema dei partiti» (Ansa, 28-2-94). Poi Lazzaro vinse le elezioni e Nando giurò: «Ci siamo presentati nei progressisti e restiamo nei progressisti: abbiamo perso, quindi staremo all'opposizione» (19-4-94). Opposizione dura perché, «l'Italia, se ha perso un imprenditore per guadagnare un politico politicante, non ha fatto un buon affare» (8-6-94).
Il Berlusca I durò poco e Nando s'imbarcò in Liberal con i soldi di Romiti, ovviamente buttati («circonvenzione di capace», la definì Gianni Agnelli). La rivista aveva più vicedirettori (nove) che lettori: la mamma del Riformista, con rispetto parlando. Ma Nando sorvola e racconta quell'avventura elettrizzante come un'epopea. «Fa in qualche modo impressione rileggere articoli del '96»: ecco, impressione è la parola giusta.
Tutto cominciò «il giorno in cui Galli della Loggia mi disse: “Scusa, Nando (lui si ostina a chiamarlo così, ndr), tu sei così lucido”…». Fu una folgorazione: "lucido" non gliel'aveva mai detto nessuno. Fu allora che cominciò a farsi lo shampoo col Sidol, e nacque Liberal. Poi passò dal lucido all'unto: «Berlusconi è una personalità decisiva nella storia d'Italia». Così, «da allora, non abbiamo cambiato le nostre idee, ma la nostra collocazione geopolitica sì». Ecco: parla al plurale perché si crede un continente. Quando si sposta lui, cambia la geopolitica. I sismografi vanno in tilt, si sconvolgono le maree, si moltiplicano le ondate migratorie (in senso opposto al suo). Non a caso l'intervista s'intitola modestamente «Abbiamo anticipato la svolta di Bush». Ecco perché Bush sta cambiando idea. Deve aver saputo che l'altra era di Adornato.
saluti amico Mrboj.


Amico Gallo,In Origine Postato da Gallo Senone
Ho avuto più volte occasione di parlare dei sacrifici, che gente a me particolarmente vicina, ha fatto per pagare la tessera del Partito. Se penso che questo soggetto è stato stipendiato da quello stesso Partito, mi vien da vomitare.
saluti amico Mrboj.
oggi pomeriggio ho avuto la (s)ventura di ascoltare in diretta tutta la prolusione di Smemorando; a seguito di mezzo intervento di Fassino.
Tu, credo, di questo piccolo scampolo di "adornatiano" voltagabbanismo sei venuto a conoscenza DOPO aver letto (o ascoltato) il memorabile intervento conclusivo dei bananas prima dell'approvazione della truffa del secolo.
Io, conosco il nostro pollo(ista) da tempo.
E mentre l'ascoltavo, ho avuto più volte lo "stimolo" di prendere a calci il "flat-screen".
Il vomito, credimi, sarebbe uno spreco; quello che abbiamo "mangiato", noi, ce lo siamo pagato.