Riporto di seguito parte del messaggio rilasciato da Johannis Zizioulas, Metropolita del Patriarcato Ecumenico in Vaticano l' 11 ottobre scorso:
«Nous, les Orthodoxes, sommes profondément gratifiés par le fait que votre Synode considère, lui aussi, l’Eucharistie comme la source et le sommet de la vie et de la mission de l’Église. Il est de la plus haute importance que les Catholiques romains et les Orthodoxes puissent le dire d’une seule voix. Il existe peut-être encore certaines choses qui séparent nos deux Églises, mais nous croyons, ensemble, que l’Eucharistie est le coeur de l’Église. C’est sur cette base que nous pouvons poursuivre le dialogue théologique officiel entre nos deux Églises, qui entre maintenant dans une nouvelle phase».
http://www.vatican.va/news_services/...Exc._JOHANNIS_(Zizioulas),_Métropolite_de_Pergame;_Président_émé rite_de_l’Académie_d’Athènes_(GRÈCE)_
COMMENTO
Oramai da tempo alcuni vanno dicendo che in parecchi punti della sua teologia il Metropolita Zizioulas non esprime concetti ortodossi.
Questa citazione lo dimostra ulteriormente.
Il fine dell'Ortodossia, secondo la dottrina dei Padri e dei santi asceti (non da ultimo san Serafino di Sarof) è acquisire lo Spirito Santo.
Questo è così vero che in Occidente acluni studiosi non ortodossi hanno denominato la CHiesa ortodossa come "la Chiesa di san Giovanni" o "la Chiesa dello Spirito Santo".
Ovviamente l'Ortodossia non disprezza i segni sacramentali, primo fra tutti l'Eucarestia.
Ma tali segni NON SONO FINI o "le sommet de la vie et de la mission de l’Église" come enfaticamente dice Zizioulas.
Avere questo concetto significa entrare in una visione SACRAMENTALISTA. Sempre per lo stesso motivo la missione del sacerdote verrà gonfiata oltre misura a tutto scapito di chi prete non è...
Questo ingenera una catena di squilibri. Una delle logiche conseguenze a tutto ciò è, evidentissimamente!, domandare con sempre maggiore insistenza il sacerdozio anche alle donne!
No.
L'orientamento storico e tradizionale dell'Ortodossia pone accenti differenti a quelli posti da Zizioulas il quale, non a caso!, viene invitato continuamente in questi simposi nei quali l'Ortodossia - per bocca sua - finisce per parlare con lo stesso linguaggio e gli stessi riferimenti tipici del Cattolicesimo (che dialogo è questo dove l'Ortodosso diviene cattolico?).
È dunque più che logico che egli concluda dicendo "C’est sur cette base que nous pouvons poursuivre le dialogue théologique officiel entre nos deux Églises, qui entre maintenant dans une nouvelle phase".
Ma questo non è un dialogo teologico, bensì una perfetta CONFORMAZIONE alla prospettiva dell'altro!
La cosa più tremenda non è che Zizioulas dica questo e poi in Grecia dica (o faccia scrivere) che lui è "antipapista".
La cosa più tremenda è far pensare che l'Ortodossia CREDE QUESTO mentre, invece, è solo l'OPINIONE PERSONALISSIMA di Zizioulas.
Poi se un giorno qualcuno scopre le carte per quel che in realtà sono ci sarà sempre qualche cattolico deluso e scandalizzato che dirà: "Io non credo alla vostra ortodossia ma a quella del Patriarca Athenagoras davanti a Paolo VI"...
Ma questa non è l'Ortodossia ma un prodotto ad usum delphini per chi propone una certa politica ecclesiastica (il Vaticano) e chi per vari motivi di ordine anche molto concreto (appoggi politici, aiuti economici...) la accetta (qualche Metropolita o Patriarca scelto ad hoc tra moltissimi esponenti dell'Ortodossia).
Le cose, in realtà, stanno così!




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